James S. A. Corey.
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Abbadon's Gate. La Fuga.
Ciclo: The expanse (la distesa) 3.
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Parte 1. 
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Titolo originale: Abaddon's Gate.
Traduzione di: Stefano A. Cresti.  
2016. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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La saga da cui  tratta la serie tv The Expanse, in onda sul canale SyFy da Dicembre 2015. Per generazioni, il sistema solare - Marte, la Luna, la fascia degli asteroidi -  stato la grande frontiera dell'umanit, il confine oltre il quale si estendevano mondi sconosciuti e insondabili, fino al giorno in cui un artefatto alieno ha abbandonato la sua orbita di operativit, sotto le nuvole di Venere, ed  apparso nell'orbita di Urano dove ha dato vita a un enorme portale, la via che conduce a un'oscurit senza stelle. Jim Holden e l'equipaggio della Rocinante fanno parte di una spedizione organizzata per raggiungere il misterioso artefatto e svelarne gli arcani. Il loro scopo  comprendere se, per il genere umano, il portale sia una minaccia o una straordinaria opportunit. Non sanno che un'intelligenza superiore ha ordito una trama segreta che ha come obiettivo la distruzione di Holden e di chiunque voglia conoscere ci che deve rimanere ignoto. Gli uomini della Rocinante non immaginano che il pericolo peggiore  pi prossimo a loro di quanto non sembri... Il nuovo appassionante capitolo di una serie che sta cambiando la storia della fantascienza, un viaggio verso il futuro, come non lo avevamo mai immaginato.
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GLI AUTORI.
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James S. A. Corey  lo pseudonimo collettivo dei due scrittori di fantascienza statunitensi Daniel Abraham (Albuquerque, 14 novembre 1969) e Ty Franck (Portland, 18 maggio 1969). Nome e cognome sono i secondi nomi, rispettivamente, di Abraham e Franck, mentre S. e A. sono le iniziali della figlia di Abraham. 
Utilizzando questo nome i due hanno pubblicato Leviathan - Il risveglio (Leviathan Wakes) nel 2011 (tradotto in italiano nel 2015), il primo capitolo in una serie di fantascienza chiamata The Expanse o La distesa. 
Leviathan - Il risveglio  stato candidato al Premio Hugo per il miglior romanzo e al Premio Locus, sezione Romanzo di fantascienza, nel 2012, mentre il terzo volume della serie, Abaddon's Gate - La fuga,  riuscito a vincere, nel 2014, il Premio Locus, sezione "Romanzo di fantascienza".
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Per Walter Jon Williams, che ci ha mostrato come fare, e per Carrie Vaughn, che si  assicurata che non lo facessimo troppo male.
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Prologo.
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Mano.
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Mano Jung-Espinoza - No, per i suoi amici gi sulla Stazione di Ceres - si rannicchi nel cockpit della piccola nave che aveva battezzato Y Que. Dopo quasi tre mesi, gli mancavano ancora una cinquantina di ore prima di poter scrivere la Storia. Aveva finito il cibo da un paio di giorni. L'unica acqua potabile che gli rimaneva era mezzo litro di piscio riciclato che gli era gi passato attraverso pi volte di quante non riuscisse a contare. Aveva spento tutto quello che poteva spegnere. Il reattore era spento. I monitor passivi erano ancora in funzione, ma non aveva tenuto nessun sensore attivo. L'unica luce all'interno del cockpit proveniva dal baluginio degli schermi dei terminali. La coperta in cui si era avvolto, rimboccandone gli angoli sotto le cinture per evitare che volasse via, non era nemmeno accesa. I trasmettitori a banda larga e a raggio stretto erano entrambi spenti, e aveva rottamato il transponder prima ancora di dipingere il nome della nave sullo scafo. Non era volato fin l solo per farsi sgamare dalle flottiglie in stazionamento per colpa di qualche notifica accidentale.
Cinquanta ore, anche meno, e l'unica cosa che doveva fare era non farsi vedere. E non andare a sbattere da nessuna parte, ma quel fattore era en las manos de Dios.
Era stata sua cugina Evita a introdurlo nella societ clandestina dei frombolieri. Tre anni addietro, poco prima del suo quindicesimo compleanno, mentre se ne stava nel buco di famiglia. Sua madre era andata al lavoro allo stabilimento di trattamento delle acque, suo padre a una riunione con il gruppo di manutenzione della rete, di cui era il supervisore, e No era rimasto a casa, marinando la scuola per la quarta volta in un mese. Quando il sistema aveva annunciato la presenza di qualcuno alla porta, si era immaginato che fossero gli agenti di sicurezza della scuola venuti a pizzicarlo per le sue assenze ingiustificate. E invece era Evita.
Aveva due anni pi di lui, ed era la figlia della sorella di sua madre. Una cinturiana autentica. Avevano entrambi la stessa corporatura affusolata e snella, ma Evita era nativa della Fascia. No aveva una cotta per lei fin dalla prima volta che l'aveva vista. L'aveva sognata, immaginandosi come sarebbe stata senza vestiti addosso. Immaginandosi come sarebbe stato baciarla. E ora lei era proprio l, e lui aveva la casa tutta per s. Quando era andato ad aprirle la porta, il suo cuore batteva tre volte pi veloce del normale.
Es, unokabtya aveva detto lei, sorridendogli e stringendosi nelle spalle con una mano.
Hoy aveva risposto lui, cercando di darsi un tono, calmo e tranquillo. No era cresciuto nella gigantesca citt spaziale che era la Stazione di Ceres proprio come lei, ma suo padre aveva la corporatura tozza e bassa che lo marchiava come terrestre. No aveva ragione di usare lo slang cosmopolita della Fascia tanto quanto Evita, ma se lo faceva lei sembrava assolutamente naturale. Quando aveva parlato lui, era un po' come se si fosse infilato la giacca di qualcun altro.
Qualche coyo incontra gi al porto. Silvestari Campos torna aveva detto lei, con le anche inclinate, la bocca morbida come un guanciale e le labbra lucide. Mit?
Que no? aveva detto lui. Non ho niente di meglio.
Solo pi tardi aveva capito che Evita l'aveva coinvolto perch Mila-Sana, una ragazza marziana con un viso da giumenta poco pi giovane di lui, era invaghita di lui e tutti pensavano che sarebbe stato buffo vedere la bruttona dei pianeti interni scodinzolare appresso al mezzosangue; per allora, per, non gli importava pi. Aveva incontrato Silvestari Campos e aveva saputo del frombolierismo.
Era una roba cos: un coyo si assemblava una barca. Un rottame, magari. O magari fatta in casa. Probabilmente, almeno una parte dei pezzi era rubata. Non serviva molto di pi che un propulsore, un sedile, e aria e acqua a sufficienza per poter portare a termine la missione. E poi tutto stava nell'impostare la traiettoria. Senza un Epstein, i motori comuni bruciavano combustibile troppo in fretta e non ti portavano da nessuna parte. Perlomeno non senza aiuto. Il trucco consisteva nell'impostare la traiettoria in modo che l'accelerazione - e i migliori ne usavano soltanto una - riuscisse a portare il veicolo in effetto fionda, sfruttando la velocit di rotazione di un pianeta o di una luna, e andare il pi lontano possibile contando su quella spinta gravitazionale. Poi bisognava trovare un modo per tornare indietro senza rimetterci le penne. Tutta la faccenda era monitorata attraverso una rete clandestina a doppia codifica, difficile da decrittare quanto qualsiasi altra cosa avessero da offrire la Loca Greiga o la Golden Bough. Poteva anche darsi che fossero proprio loro a gestire il tutto. Era una cosa maledettamente illegale, e qualcuno ci organizzava sopra un giro di scommesse. Era pericolosa, ed era esattamente questo il punto. Poi, quando tornavi, tutti quanti sapevano chi eri. Potevi spassartela in tutti i festini nei depositi e bere quello che ti pareva e parlare come ti pareva e accarezzare la tetta destra di Evita Jung senza che lei facesse nemmeno cenno di scansarsi.
E cos No, che fino a quel momento non aveva avuto grandi interessi per alcunch, svilupp la sua ambizione.
Quello che la gente non deve dimenticare  che l'Anello non  magico disse la marziana. No aveva passato parecchio tempo, in quegli ultimi mesi, a guardare trasmissioni e notiziari sull'Anello, e per il momento lei era la sua preferita. Aveva un bel viso. Un accento gradevole. Non era bolsa come un terrestre, ma non apparteneva neanche alla Fascia. Era come lui. Non siamo ancora in grado di capirlo del tutto, e potrebbe essere cos ancora per decenni. Tuttavia, nel campo della tecnologia dei materiali, gli ultimi due anni ci hanno regalato alcune delle scoperte pi interessanti ed eccitanti dai tempi dell'invenzione della ruota. Entro i prossimi dieci o quindici anni, cominceremo a vedere i risultati delle applicazioni di ci che abbiamo imparato dall'osservazione della protomolecola, e sar...
 il frutto di un albero avvelenato disse il vecchio coyo dalla pelle coriacea che le sedeva accanto. Non possiamo permetterci di dimenticare che tutto questo  nato da uno sterminio di massa. Quei criminali, quei mostri della Protogen e della Mao-Kwik hanno scatenato quest'arma su una popolazione innocente.  stato quel massacro a dare inizio a tutto questo, e trarne profitto ci renderebbe complici di quei fatti.
La trasmissione tagli sul moderatore del dibattito, che sorrise e scosse la testa all'indirizzo dell'uomo dalla pelle coriacea.
Rabbi Kimble disse il moderatore. Siamo entrati in contatto con un artefatto indubitabilmente alieno che ha fagocitato la Stazione di Eros, che ha passato poco pi di un anno a ribollire nell'immane pentola a pressione di Venere e che ha poi lanciato un gigantesco coagulo di strutture appena fuori dall'orbita di Urano, costruendo un anello di un migliaio di chilometri di diametro. Non vorr certo suggerire che abbiamo l'obbligo morale di ignorare tutti questi fatti?
Gli esperimenti di Himmler sull'ipotermia, a Dachau... cominci a dire il coyo raggrinzito, agitando un dito per aria, ma ora toccava alla bella marziana interromperlo.
Potremmo andare un po' oltre il 1940, per favore? intervenne, con un sorriso che in verit diceva Voglio essere cortese, per adesso chiudi quella cazzo di bocca'. Non stiamo certo parlando di nazisti spaziali, qui. Questo  l'evento pi importante di tutta la storia dell'umanit. Il ruolo che la Protogen ha avuto in tutto questo  terribile, e sono stati puniti per questo. Ora per dobbiamo...
Ma quali nazisti spaziali! strepit il vecchio coyo. I nazisti non vengono mica dallo spazio. Sono qui, in mezzo a noi. Sono le bestie nate dalla nostra natura peggiore. Traendo profitto dai risultati ottenuti, noi legittimiamo il percorso che ci ha portato alla loro scoperta.
La bella donna rote gli occhi e guard il moderatore come in cerca d'aiuto. Il moderatore si limit a scrollare le spalle in risposta allo sguardo della sua ospite, facendo inalberare ancora di pi il vecchio.
L'Anello  una tentazione a peccare! grid il vecchio coyo. Agli angoli della bocca aveva piccole chiazze bianche che il regista del video aveva scelto di lasciare visibili.
Non sappiamo cosa sia, esattamente disse la bella donna. Considerando che avrebbe dovuto svolgere il suo compito intervenendo sugli organismi monocellulari di un pianeta Terra allo stadio primordiale, ed  invece finito Venere, con un substrato molecolare infinitamente pi complesso del previsto, probabilmente non ha svolto affatto la sua funzione, ma posso dire con certezza che tentazione e peccato non hanno niente a che fare con la protomolecola.
 di vittime, che lei sta parlando. Il suo substrato complesso' sono i corpi corrotti degli innocenti!
No abbass il volume e li osserv gesticolare l'uno di fronte all'altra per un po'.
Gli ci erano voluti mesi per pianificare la traiettoria della Y Que, aspettando il momento in cui Giove, Europa e Saturno si fossero trovati tutti nella posizione corretta. La finestra era talmente esigua che era stato come centrare l'ala di una drosofila con una freccetta scagliata da mezzo chilometro di distanza. Europa era stata la chiave di tutto. Aveva sfiorato la luna gioviana e, da l, era sceso cos vicino al gigante gassoso da esserne quasi risucchiato. Poi era schizzato via dalla sua orbita per il lungo tragitto oltre Saturno, ricavando un'ulteriore spinta dalla velocit di rotazione di quest'ultimo, e poi ancora pi in l, nell'oscurit, senza pi accelerare ma procedendo a una velocit pi elevata di quanto chiunque potesse immaginare di attribuire a quella piccola carretta spaziale convertita. Attraversando milioni di chilometri di vuoto spinto per centrare un bersaglio pi piccolo del culo di una zanzara.
No s'immagin le facce degli uomini su tutte quelle navi militari e di ricerca intorno all'Anello quando una navicella senza trasponder e in caduta libera fosse apparsa dal nulla, precipitandosi a centocinquantamila chilometri orari attraverso l'Anello. Dopo, avrebbe dovuto fare in fretta. Non aveva abbastanza carburante in riserva da riuscire a frenare completamente la propria accelerazione, ma avrebbe rallentato quel che bastava per consentire loro di inviargli una navicella di soccorso.
Si sarebbe fatto un po' di tempo al fresco, questo era poco ma sicuro. Forse anche un paio d'anni, se fosse capitato con un giudice un po' pignolo. Per ne valeva la pena. Gi soltanto i messaggi dalla rete criptata, dove tutti i suoi amici lo stavano seguendo con un coro costante e crescente di porca puttana ce la sta facendo' bastavano a ripagarlo dei suoi sforzi. Sarebbe passato alla storia. Tra cent'anni, la gente avrebbe ancora parlato della frombolata pi cazzuta di tutti i tempi. Avrebbe perso mesi e mesi a costruire la Y Que, ancora pi tempo per il tragitto, e poi ancora un altro periodo di carcere. Ma ne valeva la pena. Sarebbe stato immortale.
Ancora venti ore.
Il pericolo maggiore era la flottiglia intorno all'Anello. Le marine militari di Terra e Marte si erano prese a calci nel culo pochi mesi prima, trasformando le rispettive navi in un mucchio di rottami scricchiolanti, ma quel che rimaneva delle loro flotte era stanziato principalmente attorno all'Anello. E qualcosa era ancorato gi, accanto ai pianeti interni, ma di quelle a No non importava niente. Dovevano esserci una trentina di grandi navi da guerra che si tenevano d'occhio a vicenda mentre tutti i vascelli di ricerca scientifica del sistema erano intenti a scrutare e ascoltare e fluttuare docilmente a un paio di migliaia di chilometri dall'Anello. L'esibizione muscolare della marina serviva ad assicurarsi che nessuno si permettesse di allungare le mani. Erano tutti spaventati. E comunque, anche con tutto quel metallo e cermet ammucchiati in quell'unico fazzoletto di spazio, anche se migliaia di chilometri tra le navi e la superficie interna dell'Anello erano una distanza relativamente minima, le probabilit che andasse a sbattere contro qualcosa erano trascurabili. C'era molto pi vuoto che pieno. E, se avesse davvero colpito una di quelle navi militari, non sarebbe pi stato in giro per potersene preoccupare, per cui No si era limitato ad affidare il suo destino alla Vergine e aveva cominciato a preparare la telecamera per riprese ad alta velocit. Quando finalmente fosse successo, sarebbe stato tanto veloce che non avrebbe nemmeno saputo se aveva raggiunto il traguardo fintantoch non avesse analizzato il filmato. E voleva accertarsi che l'evento venisse registrato. Riaccese i trasmettitori.
Hoy disse in camera. Qui No. No solo. Capitano ed equipaggio della nave da corsa souverna Y Que. Mileista me. Ancora sei ore prima della pi grande figata da quando Dio ha creato l'uomo. Es pa mi mama, la dolce Sophia Brun e Ges, nostro Signore e Salvatore. State a vedere. Toccata e fuga, que sa?
Riguard il video. Stava da schifo. Probabilmente aveva ancora un po' di tempo; poteva radersi quella barbetta da ratto che gli era spuntata e perlomeno legarsi i capelli. Gli sarebbe piaciuto aver continuato con l'allenamento quotidiano, per non avere quelle spallucce da uccellino. Troppo tardi, ormai. Per poteva sempre trafficare un po' l'angolo di ripresa. Del resto procedeva come un missile. Non  che non ci fosse nessuna pressione di gravit di cui preoccuparsi.
Prov di nuovo da due angolazioni differenti finch non ebbe soddisfatto la sua vanit, poi pass alle telecamere esterne. La sua introduzione durava poco pi di dieci secondi. Avrebbe cominciato a trasmettere a venti secondi dall'arrivo e poi sarebbe passato alle telecamere esterne. Pi di mille frame per secondo, e rischiava comunque di mancare l'Anello tra un'immagine e l'altra. Poteva solo sperare in bene. Di certo non aveva modo di trovare una telecamera migliore ora, quand'anche fosse esistita.
Bevve quel che rimaneva della sua acqua e desider aver portato un po' pi di cibo. Un tubo di proteine ci sarebbe stato proprio bene. Ma era quasi fatta. Di l a poco si sarebbe ritrovato in una cella marziana o terrestre, con un bagno decente e acqua da bere e le razioni per i prigionieri. Quasi non vedeva l'ora.
Il suo sistema di comunicazione in standby si risvegli e invi il segnale di raggio stretto in arrivo. La codifica ne indicava la provenienza tramite la rete criptata, ed era stato inviato con buon anticipo in modo che lo raggiungesse proprio in quel punto. Qualcun altro si stava mettendo in mostra.
Evita era ancora bella, ma pi come una donna, ora, rispetto a quando aveva cominciato a racimolare denaro e pezzi di risulta per costruire la Y Que.
Es, unokabtya disse. Gli occhi del mondo. Toda auge. Anche i miei.
Sorrise e, per un istante, No pens che magari si sarebbe alzata la maglietta. Per propiziargli la fortuna. Il raggio stretto si chiuse.
Due ore.
Nave non identificata in avvicinamento all'Anello, ripeto: qui  la fregata Lucien. Rispondete immediatamente o apriremo il fuoco.
Tre minuti. L'avevano visto troppo presto. L'Anello era ancora a tre minuti di distanza, e non avrebbero dovuto individuarlo prima che fosse a meno di un minuto dall'obiettivo.
No si schiar la gola.
Non sparate, que sa? Non sparate. Qui la Y Que, nave da corsa proveniente dalla Stazione di Ceres.
Il vostro transponder  spento, Y Que.
Rotto, s? Mi serve una mano con quello.
La vostra radio funziona perfettamente, ma non ricevo nessun segnale di aiuto.
Non grosso problema disse, allungando le sillabe per guadagnare ogni secondo possibile. Poteva continuare a farli parlare. Sono solo a corpo morto. Posso accendere il reattore ma servono un paio di minuti. Magari potete venire a dare una mano, eh?
State entrando in uno spazio aereo riservato, Y Que disse il marziano, e No sent un ghigno allargarglisi in viso.
Non malintenzionato disse. Non malintenzionato. Mi arrendo. Devo solo farmi rallentare un po'. Accendo tra pochi secondi. Calma i nervi.
Avete dieci secondi per deviare la vostra traiettoria dall'Anello, o apriremo il fuoco.
La paura gli sembr come una vittoria. Ce la stava facendo. La sua traiettoria era in linea con l'Anello e li stava facendo cacare sotto. Un minuto. Cominci a riscaldare il reattore. A quel punto, non stava pi nemmeno mentendo. L'impianto dei sensori a pannello cominci la sequenza di accensione.
Non sparate disse, mentre mimava una masturbazione privata. Per favore, signore, per favore non sparatemi. Sto rallentando pi che posso.
Avete cinque secondi, Y Que.
Aveva trenta secondi. La schermata di battaglia si apr non appena il sistema di navigazione torn in funzione. La Lucien gli sarebbe sfilata a poca distanza. Settecento chilometri, forse. Non c'era da meravigliarsi che l'avessero visto. A quella distanza, la Y Que doveva avergli acceso il pannello di minaccia incombente come un albero di Natale. Una vera sfortuna, quella.
Potete sparare se volete, ma sto rallentando pi velocemente possibile disse.
Il sistema entr in modalit di allarme. Due nuovi puntini comparvero sullo schermo. Quell'hijo de puta aveva sparato per davvero.
Quindici secondi. Stava per farcela. Cominci a trasmettere, poi pass alla telecamera esterna. L'Anello era l, da qualche parte, con il suo diametro di mille chilometri ancora troppo piccolo e scuro per poterlo vedere a occhio nudo. C'era soltanto la vasta distesa di stelle.
Non sparate! grid alla fregata marziana. Non sparate!
Tre secondi. I missili stavano guadagnando rapidamente terreno.
Un secondo.
Di colpo, tutte le stelle si spensero.
No picchiett sul monitor. Niente. La schermata di battaglia non mostrava niente. Niente fregata. Niente missili. Niente.
Questo s disse a niente e nessuno che  strano.
Sullo schermo balugin qualcosa di blu e lui si chin in avanti, come se avvicinandosi di qualche centimetro allo schermo potesse dare un senso a ci che era successo.
I sensori di allarme gravitazionale impiegarono cinque centesimi di secondo per attivarsi. L'allarme, collegato al pannello, impieg altri tre centesimi di secondo per reagire, inviando il segnale alla spia luminosa e alla sirena di emergenza. Il display numerico della consolle che si accese a indicare una decelerazione di novantanove g impieg un gelido mezzo secondo per sollecitare i suoi diodi luminosi. Per allora, No era gi una chiazza di poltiglia rossa all'interno del cockpit. La decelerazione l'aveva scaraventato attraverso lo schermo, schiantandolo sulla paratia frontale in meno tempo di quanto impiegasse una sinapsi ad attivarsi. La nave scricchiol e crocchi per cinque lunghi secondi, non fermandosi, ma venendo fermata.
Nell'oscurit assoluta, la telecamera per riprese ad alta velocit esterna continu a girare, trasmettendo mille frame al secondo di niente.
E poi, di qualcos'altro.

1.

Holden

Quando era bambino, gi sulla Terra, sotto l'azzurro aperto del cielo, una delle sue madri aveva passato tre anni in preda a violentissime emicranie. Vederla sempre cos pallida e sudata per il dolore era stata dura, ma i sintomi degenerativi che l'avevano portata fin l erano stati uno spettacolo anche peggiore. Quegli attacchi le venivano cos, mentre puliva la casa o lavorava su qualche contratto per il suo studio legale; la sua mano sinistra cominciava a contrarsi, ripiegandosi su s stessa finch le vene e i tendini non sembravano sul punto di spezzarsi per la tensione. Poi i suoi occhi si perdevano nel vuoto e le pupille si dilatavano finch i suoi occhi azzurri non si facevano neri. Era come guardare qualcuno in preda a una crisi epilettica e, a ogni episodio, Holden aveva sempre pensato che ne sarebbe morta.
A quell'epoca aveva sei anni, e non aveva mai detto a nessuno dei suoi genitori quanto quegli attacchi di emicrania lo angosciassero, o quanto li temesse, anche quando le cose sembravano andare meglio. La paura era diventata una compagna quotidiana. Quasi attesa. Quella familiarit avrebbe dovuto smussare il terrore, e forse l'aveva fatto, ma ci che l'aveva sostituito era l'ineluttabile sensazione di essere in trappola. Le crisi potevano arrivare in qualsiasi momento, e non potevano essere evitate.
Quella situazione avvelenava ogni cosa, anche se solo un po'.
Era come essere tormentati da uno spettro.
La casa vince sempre! grid Holden.
Era seduto con il suo equipaggio - Alex, Amos e Naomi - a un tavolo privato della VIP lounge dell'albergo pi esclusivo di Ceres. Perfino l, per, gli scampanellii, i fischi e le voci digitali delle slot machine erano talmente forti da soffocare la maggior parte delle conversazioni. Le poche frequenze rimaste libere dal loro dominio erano debitamente riempite dal clangore stridente dei pachinko e dal basso ronzio di una band che suonava su uno dei tre piani del casin. Tutto questo si assommava fino a formare un muro di suono che faceva vibrare le viscere e fischiare le orecchie di Holden.
Come dici? gli grid di rimando Amos.
Alla fine, la casa vince sempre!
Amos fiss la gigantesca pila di fiches che aveva di fronte. Lui e Alex erano intenti a contare e a dividere le vincite in vista della successiva incursione sui tavoli da gioco. A occhio, Holden stim che avessero vinto qualcosa come quindicimila nuovi yen solo in quell'ultima ora. Era una catasta impressionante. Se avessero smesso ora, sarebbero stati in attivo; ma, ovviamente, non avrebbero smesso.
Okay disse Amos. Come dici?
Holden sorrise e si strinse nelle spalle. Niente.
Se il suo equipaggio voleva buttare qualche migliaio di verdoni sfogandosi ai tavoli da blackjack, chi era lui per interferire? La verit era che non avrebbe nemmeno scalfito la somma ricevuta per il loro contratto pi recente, ed era solo uno dei tre incarichi che avevano portato a termine negli ultimi quattro mesi. L'anno si presentava decisamente ricco.
Holden aveva fatto parecchi errori in quegli ultimi tre anni. La decisione di mollare il suo incarico come facchino dell'APE per diventare un terzista indipendente, per, non faceva parte di quella lista. Da quando aveva messo il suo annuncio come corriere indipendente e nave di scorta, la Rocinante aveva ricevuto sette incarichi, tutti molto remunerativi. Avevano speso dei soldi per rimettere a nuovo la nave da cima a fondo. Aveva passato un paio d'anni difficili, e aveva bisogno di un po' di attenzioni.
Quando avevano finito le riparazioni e avevano constatato che sul conto generale rimanevano tanti di quei soldi da non sapere come spenderli, Holden aveva chiesto all'equipaggio di compilare una lista dei desideri. Naomi aveva speso la sua parte per far rimuovere una paratia nei loro alloggi, per unire le loro stanze. Ora disponevano di un letto abbastanza grande per dormirci in due, e c'era ancora un sacco di spazio intorno. Alex aveva sottolineato le difficolt nell'ottenere nuovi missili di grado militare per la nave, e aveva richiesto un cannone elettromagnetico da montare sulla chiglia della Roci. Gli avrebbe conferito pi aggressivit rispetto ai cannoni da difesa ravvicinata, e sarebbero bastate le munizioni in tungsteno da due libbre. Amos aveva speso trenta testoni durante una sosta su Callisto, acquisendo un po' di migliorie di seconda mano per i motori. Quando Holden aveva fatto notare che la Roci era gi capace di accelerazioni potenzialmente letali per il suo equipaggio e aveva chiesto perch mai avessero bisogno di ulteriori migliorie, Amos aveva risposto: Perch questa roba  una figata. Holden si era limitato ad annuire, sorridendo, e a pagare il conto.
Anche dopo quella frivola febbre di acquisti iniziali, erano rimasti loro soldi a sufficienza per pagarsi stipendi cinque volte pi cospicui di quanto non percepissero sulla Canterbury e comprare riserve di acqua, aria e carburante per la nave per altri dieci anni.
Probabilmente era una situazione temporanea. Ci sarebbero stati momenti di magra, in cui non si sarebbe vista l'ombra di un incarico, e avrebbero dovuto fare economie e stringere la cinghia. Non oggi, per.
Amos e Alex avevano finito di contare le fiches e gridavano verso Naomi, spiegandole i punti migliori del blackjack, cercando di convincerla a unirsi a loro ai tavoli da gioco. Holden fece segno al cameriere, che si affrett verso di lui per prendere la sua ordinazione. Non si ordinava tramite un misero schermo, l nella VIP lounge.
Che whiskey avete, che sia prodotto con cereali veri? chiese Holden.
Abbiamo diversi distillati da Ganimede disse il cameriere. Aveva imparato come farsi sentire in mezzo a tutto quel frastuono senza sforzare troppo la gola. Sorrise a Holden. Ma per i nostri clienti terrestri pi esigenti, abbiamo da parte anche qualche bottiglia di Lagavulin invecchiato sedici anni.
Vuoi dire, tipo... Scotch whiskey vero, dalla Scozia?
Dall'isola di Islay, per la precisione rispose il cameriere. Viene milleduecento a bottiglia.
Voglio quello.
S, signore. E quattro bicchieri. Il cameriere annu e torn verso il bancone.
Stiamo andando a giocare a blackjack disse Naomi, ridendo. Amos stava tirando fuori un mucchietto di fiches dal suo vassoio per spingerle davanti a lei. Vieni anche tu?
La band nella sala accanto smise di suonare e il rumore di fondo ricadde a un livello quasi tollerabile per qualche secondo, prima che qualcuno ricominciasse a pompare musica di sottofondo nell'impianto del casin.
Ragazzi, aspettate ancora qualche minuto disse Holden. Ho comprato una bottiglia di roba buona, e vorrei fare un ultimo brindisi prima di separarci per la serata.
Amos sembr impaziente finch la bottiglia non fu sul tavolo, poi pass diversi secondi a fare le fusa davanti all'etichetta. S, okay, per questa valeva la pena aspettare.
Holden vers due dita di liquore in ogni bicchiere, poi alz il bicchiere. Alla miglior nave e al miglior equipaggio con cui qualunque capitano abbia avuto il privilegio di poter prestare servizio, e alla paga.
Alla paga! gli fece eco Amos, e l'alcol scomparve dai bicchieri.
Diavolo, Cap disse Alex, poi prese la bottiglia per rimirarla meglio. Possiamo stivarne un po' sulla Roci? Puoi detrarle dal mio salario.
Sono d'accordo disse Naomi. Poi prese la bottiglia e serv altri quattro shot.
Per qualche minuto, le pile di fiches e il richiamo delle carte furono dimenticati. Il che era tutto ci che desiderava Holden. Tenere insieme quelle persone ancora per qualche istante. Su qualsiasi altra nave avesse lavorato, attraccare era una buona occasione per togliersi di torno le solite facce per qualche giorno. Non era pi cos. Non con quell'equipaggio. Represse l'impulso di esclamare uno sdolcinato Vi voglio bene, ragazzi!' tappandosi la bocca con un altro sorso di whiskey.
Il bicchiere della staffa disse Amos, raccogliendo la bottiglia.
Io vado in bagno replic Holden, e si alz dal tavolo. Mentre camminava verso il bagno trov che barcollava pi di quanto non si aspettasse. Il whiskey gli aveva dato alla testa piuttosto in fretta.
I bagni della VIP lounge erano lussuosi. Niente file di orinatoi e lavandini, l. Al loro posto c'erano una mezza dozzina di porte che aprivano su bagni riservati con gabinetto e lavandino. Holden si addentr in uno dei cubicoli e richiuse la porta alle sue spalle. Non appena la porta si chiuse, il rumore di fondo si ridusse a un brusio quasi impercettibile. Era un po' come fare un passo fuori dal mondo. Probabilmente era stato progettato per quello. Holden fu felice che chiunque avesse costruito il casin avesse previsto un luogo di relativa tranquillit. Non sarebbe stato sorpreso di vedere una slot machine accanto al lavandino.
Si appoggi con una mano alla parete per tenersi in equilibrio mentre si dava sollievo. Era a met dell'opera quando la stanzetta schiar per un istante e la maniglia cromata dello sciacquone riflesse un tenue bagliore blu. Holden sent la paura attanagliargli lo stomaco.
Di nuovo.
Giuro su dio che... disse Holden, facendo una pausa per finire di pisciare e per allacciarsi la patta dei pantaloni. Miller, sar meglio che tu non sia qui quando mi volto.
Si volt.
Miller era l.
Ehi esord il morto.
Dobbiamo parlare' fin per lui Holden, poi si diresse verso il lavandino per sciacquarsi le mani. Una minuscola lucciola blu lo segu fluttuando e atterr sul ripiano. Holden la schiacci con un palmo ma, quando alz la mano, non c'era niente.
Il riflesso di Miller fece spallucce nello specchio. Quando si muoveva, lo faceva con una rigidit nauseante, a scatti, come se avesse un orologio che gli ticchettava attraverso tutto il corpo. Umano e inumano allo stesso tempo.
Siamo tutti presenti nello stesso istante disse il morto. Non voglio parlare di ci che  successo a Julie.
Holden prese un panno dal cestino accanto al lavandino, poi si volt verso Miller appoggiandosi al ripiano e asciugandosi con cura le mani. Stava tremando, come sempre. Una sensazione di minaccia e di malvagit gli risaliva strisciando lungo la spina dorsale, come sempre. Holden detestava quella sensazione.
Il detective Miller sorrise, distratto da qualcosa che Holden non poteva vedere.
Quell'uomo aveva lavorato come agente della polizia su Ceres, era stato licenziato ed era partito per la sua caccia solitaria, in cerca di una ragazza scomparsa. Una volta aveva salvato la vita di Holden. Holden era rimasto a guardare mentre la stazione asteroidale su cui Miller e altre migliaia di vittime della protomolecola aliena erano rimasti intrappolati si schiantava su Venere. Tra quelle vittime c'era anche Julie Mao, la ragazza che Miller aveva tanto cercato e che aveva ritrovato troppo tardi. Per tutto un anno, l'artefatto alieno aveva patito e sviluppato il suo incomprensibile progetto sotto le nubi di Venere. Quando era riemerso, sollevando gigantesche strutture dalle nebbie e precipitandosi oltre l'orbita di Nettuno come una titanica creatura degli abissi che si tuffava nel vuoto assoluto, Miller era riemerso con esso.
E ora tutto quel che diceva era follia.
Holden disse Miller, senza parlare con lui. Descrivendolo, piuttosto. S, ha senso. Non sei uno di loro. Ehi, mi devi stare a sentire.
E allora tu devi dire qualcosa. Questa stronzata  datata, ormai.  quasi un anno che continui a mandare in scena queste tue apparizioni casuali, e non hai ancora detto una cosa che abbia senso. Nemmeno una.
Miller dissip il commento con un gesto della mano. Cominci a fare respiri affrettati, ansimando come se stesse correndo. Un velo di sudore gli copr la pelle pallida e grigia.
E insomma c'era questo bordello abusivo, gi al settore diciotto. Andammo l convinti di trovarne quindici, venti. Magari di pi. Entrammo dentro e quel posto era stato svuotato da cima a fondo. Dovrei rifletterci su. Significa qualcosa.
Che cosa vuoi da me? disse Holden. Tu dimmi solo che cosa vuoi, va bene?
Non sono pazzo disse Miller. Quando sono pazzo, loro mi uccidono. Dio, mi hanno ucciso? La bocca di Miller compose una minuscola O e cominci a risucchiare aria. Le sue labbra si scurirono, e il sangue sotto la pelle si fece nero. Pos una mano sulla spalla di Holden, e sembr troppo pesante. Troppo solida. Come se Miller fosse stato ricostruito con del ferro, anzich con le ossa.  andato tutto in malora. Siamo arrivati l, ma  vuoto. Tutto il cielo  completamente vuoto.
Non so che cosa significhi.
Miller si chin verso di lui. Il suo alito sapeva di esalazioni acetiliche. I suoi occhi si fissarono su Holden, con le sopracciglia inarcate, chiedendogli muti se avesse capito.
Devi aiutarmi disse Miller. I capillari nei suoi occhi erano quasi neri. Sanno che scopro cose. Sanno che mi aiuti.
Tu sei morto disse Holden. Quelle parole gli uscirono di bocca spontanee, senza rifletterci.
Siamo tutti morti disse Miller. Tolse la mano dalla spalla di Holden e si volt. La sua fronte si aggrott, confusa. Quasi. Quasi.
Il terminale di Holden ronz e lui lo sfil dalla tasca. Naomi gli aveva scritto Sei caduto nella tazza?' Holden cominci a comporre una risposta, poi si ferm quando si rese conto che non sapeva che scrivere.
Quando Miller parl, la sua era una vocina da bambino, piena di meraviglia e sorpresa.
Cazzo.  successo disse.
Che cos' successo? gli chiese Holden.
Una porta sbatt mentre qualcuno entrava nel cubicolo adiacente, e Miller non c'era pi. L'unica prova che era stato l era la puzza di ozono e di un qualche materiale organico, come di spezie andate a male. E poteva comunque essere tutto frutto dell'immaginazione di Holden.
Holden rimase l immobile per un istante, in attesa che quel sapore di rame se ne andasse dalla sua bocca. Che il suo cuore rallentasse e tornasse a battere normalmente. Rimase l come faceva sempre, dopo. Quando il peggio fu passato, si sciacqu il viso con dell'acqua fredda e si asciug con un asciugamano morbido. Il rumore distante e ovattato delle sale da gioco si lev, improvvisamente frenetico. Un jackpot.
Non avrebbe detto niente a Naomi, Alex e Amos. Si meritavano di godersi quel momento di piacere senza che la cosa che un tempo era Miller glielo rovinasse. Holden riconobbe che l'impulso di tenerglielo nascosto era irrazionale, ma la sensazione di proteggerli era tanto intensa che non ci pens due volte. Qualunque cosa fosse diventato Miller, Holden si sarebbe frapposto tra questa e la Roci.
Studi il suo riflesso finch non fu perfetto. Il capitano in licenza, spensierato e vagamente brillo di una nave indipendente di successo. Sereno. Felice. Torn fuori, nel pandemonio del casin.
Per un istante fu come tornare indietro nel tempo. I casin su Eros. La scatola della morte. Le luci gli parvero un po' troppo chiare, i rumori un po' troppo forti. Holden si fece strada verso il suo tavolo e si vers un altro whiskey. Poteva coccolarselo nel bicchiere per un po'. Si sarebbe goduto cos quel sapore e il resto della serata. Qualcuno alle sue spalle lanci una risata. Solo risate.
Pochi minuti dopo fu raggiunto da Naomi, che usc dalla confusione e dal trambusto come serenit sotto forma di donna. Quell'amore brillo ed espansivo che aveva provato poco prima torn a impossessarsi di Holden mentre la guardava venire verso di lui. Avevano prestato servizio insieme sulla Canterbury per anni, prima che si ritrovasse a innamorarsi di lei. Guardandosi indietro, ogni mattina in cui si era svegliato con qualcun'altra accanto era stata come un'opportunit mancata di respirare l'aria che respirava Naomi. Non riusciva a immaginarsi che cosa gli passasse per la testa, allora. Si scost da un lato, facendole spazio per sedere.
Ti hanno ripulito per bene? le chiese.
Alex disse lei. Hanno ripulito Alex. Gli ho dato le mie fiches.
Sei una donna terribilmente generosa disse lui con un ghigno.
Gli occhi di Naomi si addolcirono con un'espressione compassionevole.
Hai visto di nuovo Miller? gli chiese, chinandosi verso il suo orecchio per farsi sentire in mezzo a tutto quel rumore.
 quasi fastidioso vedere quanto sia facile, per te, leggermi dentro.
Sei piuttosto trasparente. E non sarebbe la prima imboscata nei bagni che ti fa. Ha detto qualcosa di pi sensato, stavolta?
No disse Holden.  come parlare con un guasto elettrico. La met delle volte non sono nemmeno sicuro che sappia che sono l.
Non pu essere davvero Miller, giusto?
Se fosse la protomolecola con indosso una tuta da Miller, credo che sarebbe ancora pi inquietante.
Giusto disse Naomi. Ha detto qualcosa di nuovo, almeno?
Qualcosina, forse. Ha detto che  successo qualcosa.
Cosa?
Non lo so. Ha detto solo:  successo', ed  svanito.
Rimasero seduti insieme per qualche istante, un silenzio condiviso in mezzo al trambusto, e lei intrecci le dita con quelle di Holden. Poi si chin ancora, gli stamp un bacio sul sopracciglio destro e lo tir in piedi.
Andiamo gli disse.
Dove vogliamo andare?
Ti insegno a giocare a poker.
Ci so giocare, a poker.
Tu credi di saper giocare replic lei.
Mi stai per caso dando del pollo?
Lei sorrise e lo tir a s.
Holden scosse la testa. Se proprio vuoi, torniamo alla nave. Troviamo un altro paio di persone e organizziamo una partita privata. Non ha senso giocare qui. Vince sempre la casa.
Non siamo qui per vincere disse Naomi, e la seriet nel suo tono di voce diede a quelle parole un peso maggiore del loro significato pi ovvio. Siamo qui per giocare.
Due giorni dopo giunse la notizia.
Holden era in cambusa, a mangiare un piatto a portar via dai ristoranti dei moli: riso con salsa all'aglio, tre legumi e qualcosa di cos simile al pollo che poteva anche essere davvero pollo. Amos e Naomi erano intenti a supervisionare il caricamento di nutrienti e filtri per i sistemi di riciclo dell'aria. Alex sonnecchiava sul sedile del pilota. Sulle altre navi su cui aveva prestato servizio Holden, avere l'equipaggio al completo a bordo prima che non fosse assolutamente necessario per la partenza era un fatto quasi inaudito, e passavano sempre tutti un paio di notti in un albergo sui moli prima di tornare sulla nave. Ora per erano a casa.
Holden scorse i canali locali sul suo terminale palmare, assaporando notizie e programmi d'intrattenimento dall'intero sistema solare. Un difetto nelle impostazioni di sicurezza del nuovo Bandao Solice aveva lasciato esposti i dati economici e personali di sei milioni di utenti, che erano stati catturati su un server pirata in orbita attorno a Titano. Gli esperti militari di Marte facevano pressione affinch si accrescesse la spesa per il ripristino delle perdite subite in battaglia intorno a Ganimede. Sulla Terra, una coalizione agricola africana aveva sfidato il bando sulla coltivazione di un ceppo di batteri equilibratori di azoto. Dimostranti da entrambi i lati della barricata si stavano riversando per le strade del Cairo.
Holden passava da una notizia all'altra, lasciando che la sua mente galleggiasse sulla superficie delle informazioni, quando una bandella rossa apparve su uno dei canali. Poi su un altro. E un altro. L'immagine che accompagnava l'articolo gli gel il sangue. L'Anello, lo chiamavano. La gigantesca struttura aliena che aveva lasciato Venere e si era spostata in un punto a poco meno di due unit astronomiche di distanza dall'orbita di Urano, per poi fermarsi e riassemblarsi sul posto.
Holden lesse attentamente la notizia mentre un timore gli assaliva lo stomaco. Quando alz gli occhi, Naomi e Amos erano sulla soglia della cambusa. Amos aveva il proprio terminale tra le mani. Holden vide le stesse fascette rosse sul suo schermo.
L'hai visto anche tu, capitano? gli chiese Amos.
Gi rispose Holden.
Qualche bastardo impazzito ha cercato di sparare all'Anello.
Gi.
Pur tenendo conto della distanza tra Ceres e l'Anello, un vasto oceano di spazio aperto, la notizia che la nave arrabattata di un qualche imbecille fosse entrata da un lato della struttura aliena e non fosse uscita dall'altro avrebbe dovuto impiegare soltanto cinque ore per arrivare fin l. E invece era successo due giorni prima. Tanto a lungo erano riusciti a coprire la cosa i governi che tenevano sotto osservazione l'Anello.
 questo, giusto? disse Naomi.  questo, quello che  successo.

2.

Bull

A Carlos c de Baca - Bull, per gli amici - il capitano Ashford non piaceva neanche un po'. Non gli era mai piaciuto.
Il capitano era il tipo d'uomo che ti scherniva senza nemmeno muovere le labbra. Prima che Ashford si unisse all'APE a tempo pieno, aveva ottenuto una laurea in matematica al Campus lunare dell'Universit di Boston, e faceva in modo di ricordarlo sempre a tutti. Era come se, visto che aveva preso una laurea in un'universit terrestre, fosse meglio degli altri cinturiani. Non che non fosse felice di sparlare di gente come Bull o Fred, che erano davvero cresciuti in un pozzo di gravit. Ashford non era n l'uno n l'altro. Il modo in cui si aggrappava a qualsiasi cosa sembrasse potergli conferire importanza - gli studi, l'essere in qualche modo associato alla Terra, l'essere cresciuto nella Fascia - rendeva difficile non prenderlo in giro.
E Ashford avrebbe avuto il comando della missione.
Bisogna considerare anche l'elemento temporale disse Fred Johnson.
Fred stava da schifo. Troppo magro. Erano tutti troppo magri, in quel periodo, ma la pelle scura di Fred aveva assunto un colorito cereo che a Bull faceva pensare a una qualche malattia autoimmune o a un tumore non curato. Probabilmente si trattava solo di stress, di vecchiaia e di malnutrizione. La stessa cosa che coglieva tutti, se non lo faceva prima qualcos'altro. E infatti anche Bull aveva le tempie ingrigite, e non gli piacevano quelle lampade da due soldi che si supponeva dovessero imitare la luce del sole. Il fatto che fosse ancora pi scuro di un guscio d'uovo aveva pi a che fare con le origini messicane di sua madre che con qualsiasi diavoleria ultravioletta.
Aveva vissuto in quella oscurit da quando aveva ventidue anni. Ora aveva pi di quarant'anni. E Fred, il suo ufficiale superiore sotto due diversi governi, era anche pi vecchio di lui.
La gru del cantiere si sporgeva curva pi avanti, con le pareti flessibili che brillavano come le scaglie di un serpente. C'era un ronzio basso e costante: le vibrazioni che le macchine da costruzione trasmettevano attraverso la carne della stazione. La gravit di rotazione, in quel punto, era lievemente inferiore rispetto allo standard di un terzo di g che vigeva sulla Stazione di Tycho vera e propria, e Ashford stava mettendo su un teatrino per i terrestri, accelerando e rallentando in continuazione. Bull rallent i propri passi quel tanto che bastava per farlo aspettare un po' pi a lungo.
Elemento temporale? Come stanno le cose, Colonnello? chiese Ashford.
Non male come potrebbero disse Fred. L'Anello non ha manifestato nessun cambiamento apparente dopo quello durante l'incidente. Nessun altro l'ha attraversato, e niente  uscito da l. La gente ha smesso di farsela addosso ed  passata allo stato di massima allerta. Marte sta affrontando la questione etichettandola come un problema strettamente militare e scientifico. Hanno gi mezza dozzina di navi di ricerca scientifica in rotta verso il luogo dell'incidente alla massima accelerazione.
Che tipo di scorta hanno? chiese Bull.
Un cacciatorpediniere, tre fregate disse Fred. La Terra si sta muovendo pi lentamente, ma con pi mezzi. L'anno prossimo avranno le elezioni, e il segretario generale sta passando le pene dell'inferno per aver chiuso un occhio sulle corporazioni canaglia.
Chiss perch comment seccamente Bull. Sorrise perfino Ashford. Tra la Protogen e la Mao-Kwikowski, l'ordine e la stabilit dell'intero sistema solare erano stati gettati in un bel frullatore. La Stazione di Eros era scomparsa, sopraffatta da una tecnologia aliena e precipitata su Venere. Ganimede fruttava meno di un quarto di quel che produceva precedentemente, lasciando ogni centro popolato dei pianeti esterni a sbrigarsela con le risorse agricole di riserva. L'alleanza Terra-Marte era diventata come uno di quei ricordi sbiaditi che il nonno di qualcuno avrebbe potuto rivangare dopo troppe birre. I bei vecchi tempi, prima che tutto andasse in malora.
Sta montando un teatrino continu Fred. Media. Leader religiosi. Poeti. Artisti. Li stanno portando tutti sull'Anello in modo che ogni canale raggiungibile concentri la sua attenzione lontano da lui.
Tipico disse Ashford, senza per elaborare oltre. Tipico di un politico. Tipico di un terrestre. Che cos'abbiamo l fuori, allora?
Delle armoniche accidentali fecero cantare la gru per un istante, facendola tremare e scuotere finch le sordine industriali non intervennero per smorzare la vibrazione prima che raggiungesse un'intensit tale da provocare danni.
Tutto quello che sappiamo per certo  che qualche idiota ha attraversato l'Anello ad alta velocit, in caduta libera, e non  uscito dall'altra parte disse Fred, componendo con le mani il modo cinturiano di fare spallucce. E ora c' una sorta di anomalia fisica nell'Anello. Potrebbe darsi che la nave di quel ragazzino scemo sia stata assimilata dall'Anello e convertita in qualcos'altro. L'anello ha emanato un'elevata quantit di raggi gamma e X, ma comunque non abbastanza in proporzione alla massa della nave. Potrebbe anche darsi che l'abbia rotto. Potrebbe darsi che abbia aperto un passaggio e che una manica di omini verdi con i loro dischi volanti si riversi da questa parte per trasformare l'intero sistema solare in un autogrill spaziale.
E che cosa... fece per dire Bull, ma Ashford lo scavalc con la voce.
Nessuna risposta da Venere?
Niente disse Fred.
Venere era morto. Per anni, dopo che la Stazione di Eros, corrotta fin nel midollo, era precipitata attraverso il suo mare di nubi, gli occhi dell'umanit si erano rivolti verso quel pianeta, osservando impotenti mentre la protomolecola si agitava nella violenza e nel calore di quell'atmosfera. Torri di cristallo alte chilometri si erano innalzate ed erano crollate. Intere reti di fibra al carbonio avevano avvolto il pianeta per poi sgretolarsi nel nulla. Quell'arma era stata creata per modificare lo sviluppo di forme di vita elementari sulla Terra, miliardi di anni prima. E invece si era ritrovata con il complesso ecosistema dei corpi umani e le strutture che li sostenevano in quel forno tossico che era Venere. Probabilmente aveva impiegato pi tempo per portare a termine il suo compito. E probabilmente avere forme di vita complesse con cui lavorare aveva reso le cose pi semplici. Ogni cosa faceva pensare che avesse finito, con Venere. E tutto ci che contava veramente era che aveva lanciato un anello autoassemblante nel vuoto dello spazio, appena fuori dall'orbita di Urano, che se ne stava l immobile, morto come una roccia.
Fino a ora.
E che cosa dovremmo farci, noi? chiese Bull. Senza offesa, ma non disponiamo certo dei migliori mezzi di ricerca. E la Terra e Marte si sono fatti a pezzi per la questione di Ganimede.
Essere presenti rispose Fred. Se la Terra e Marte inviano le loro navi, le invieremo anche noi. Se rilasciano una dichiarazione, ne rilasciamo una anche noi. Se avanzano pretese sull'Anello, noi avanziamo le nostre. Tutto ci che abbiamo fatto per trasformare i pianeti esterni in una forza politica effettiva ha portato benefici reali ma, se cominciamo a lasciare loro la guida, tutto questo potrebbe evaporare.
Abbiamo intenzione di sparare a qualcuno? chiese Bull.
Speriamo che non si arrivi a tanto disse Fred.
La dolce salita della gru li port fino a una piattaforma. Nell'oscurit disseminata di stelle, un vasto pianoro di acciaio e materiale ceramico s'inarcava sopra di loro, illuminato da migliaia di luci. Guardarlo da l era come vedere un paesaggio naturale - era qualcosa di troppo gigantesco per essere stato creato da mani umane. Era come un canyon o una montagna. La caldera riempita di pascoli di un vulcano estinto. Anche soltanto per le dimensioni era impossibile vederla come una nave. Eppure lo era. I robot da costruzione che si muovevano sulla fiancata erano pi grandi della casa in cui abitava Bull da bambino, ma sembravano come giocatori di calcio su un campo lontano. La lunga linea sottile dell'ascensore di chiglia correva seguendo il corpo del tamburo per trasportare il personale dalla sala motori al ponte operativo, all'estremit opposta. La macchina secondaria, all'esterno, poteva ospitare una dozzina di persone. Sembrava piccola come un granello di sale. La curva delicata dello scafo era punteggiata dalle torrette dei cannoni elettromagnetici e dalle severe, rabbiose estrusioni dei tubi di sfogo dei siluri.
Un tempo, quella era stata la Nauvoo. Una nave generazionale diretta verso le stelle, con a bordo un carico di devoti Mormoni il cui unico sostentamento vitale sarebbe stato un ecosistema interamente artificiale e un'incrollabile fede nella grazia di Dio. Ora era la Behemoth. La pi grande piattaforma armata di tutto il sistema solare. E la pi cattiva. Nel suo ventre sarebbero potute entrare quattro navi da guerra di classe Donnager fianco a fianco, senza che nemmeno toccassero le paratie. Era in grado di accelerare proiettili magnetici a una frazione misurabile di c. Poteva contenere pi testate nucleari di quante ne avesse l'Alleanza dei Pianeti Esterni, al momento. Il suo laser per la comunicazione era abbastanza potente da perforare l'acciaio, avendo tempo a sufficienza. A parte dipingerci sopra le zanne e aggiungere alla carlinga una pinna di squalo delle dimensioni di un grattacielo, niente poteva essere costruito con un proposito pi chiaramente ed efficacemente intimidatorio.
Il che era un bene, perch in realt era un rottame di recupero, e, se mai si fossero trovati in un combattimento reale, sarebbero stati fottuti. Bull guard Ashford di sottecchi. Il mento del capitano era puntato verso l'alto e i suoi occhi brillavano d'orgoglio. Bull si pass la lingua sui denti.
Gli ultimi rimasugli di peso svanirono quando la piattaforma e la gru si adeguarono all'immobilit della Behemoth. Uno dei robot da costruzione pi distanti cominci a saldare, emettendo una vampata di calor bianco.
Tra quanto tempo potremo portarla fuori? chiese Ashford.
Tre giorni disse Fred.
I rapporti del reparto meccanico dicono che la nave sar pronta tra dieci giorni disse Bull. Abbiamo per caso intenzione di continuare a lavorarci mentre siamo in volo?
L'intenzione sarebbe quella disse Fred.
Perch potremmo anche aspettare qualche altro giorno qui, finire il lavoro in attracco e usare un'accelerazione leggermente maggiore durante il viaggio per avere lo stesso periodo di arrivo.
Cal un silenzio scomodo. Bull sapeva che sarebbe successo, ma andava detto.
La comodit e il morale dell'equipaggio sono importanti quanto la nave disse Fred, lasciando che la diplomazia cambiasse la forma delle sue parole. Bull lo conosceva abbastanza da accorgersene. Inoltre,  pi facile finire il lavoro in transito a g minore. Abbiamo gi soppesato vantaggi e svantaggi, Bull. Salpate fra tre giorni.
 un problema? disse Ashford.
Bull indoss il sorriso sciocco che usava quando voleva dire la verit senza cacciarsi nei guai per averlo fatto.
Ce ne andiamo laggi a fare i gradassi con la Terra e Marte mentre l'Anello continua a fare i suoi misteriosi giochetti alieni da circo degli orrori. Abbiamo un equipaggio che non ha mai lavorato insieme, una nave che per met  un rottame di recupero, e non ci basta il tempo per mettere tutto a punto. Certo che  un problema; ma se nessuno pu farci niente, andremo lo stesso. Il peggio che pu capitare  che ci rimettiamo tutti la pelle.
Ma che pensiero gioioso disse Ashford. Trasudava disapprovazione. Il ghigno di Bull si allarg mentre scrollava le spalle.
Prima o poi capiter.
Gli alloggi di Bull sulla Stazione di Tycho erano lussuosi: quattro stanze, soffitti alti e un bagno privato con riserva d'acqua. Perfino da bambino, quand'era ancora sulla Terra, non aveva mai vissuto in maniera tanto agiata. Aveva trascorso l'infanzia in un complesso residenziale nella Zona d'Interesse Comune del New Mexico, insieme ai suoi genitori, sua nonna, due zii, tre zie e almeno un migliaio di cugini - o cos gli sembrava. Quando aveva compiuto sedici anni e aveva rinunciato alla sussistenza di base era andato a sud, ad Alamogordo, e aveva prestato i suoi due anni di servizio spolpando materiali di riciclo dalle antiche centrali elettriche a energia solare dei brutti tempi andati, prima dell'era della fusione. Aveva condiviso una stanza dormitorio con altri dieci ragazzi. Se li ricordava ancora perfettamente, cos com'erano stati allora, tutti magri e muscolosi, con le magliette legate in testa o tirate via. Riusciva ancora a sentire il sole del New Mexico che gli premeva sul petto come una mano rovente mentre si aggirava sotto le radiazioni e il calore di una fusione continua fuori controllo, protetto soltanto dalla distanza e dall'ampio azzurro del cielo.
Quando i suoi due anni di leva erano giunti al termine, Bull aveva provato con le scuole tecniche ma si era lasciato distrarre dagli ormoni e dall'alcol. Una volta lasciati gli studi, le sue opzioni si erano ridotte fondamentalmente a due: carriera militare o sussistenza di base. Aveva scelto quella che gli era sembrata meno simile a una morte. Nel corpo dei marine non aveva mai avuto una branda che fosse pi grande della porta dei suoi alloggi sulla Stazione di Tycho. Non aveva nemmeno mai avuto un posto che fosse davvero suo finch non si era congedato. La Stazione di Ceres non era stata un bel posto, per lui. Il buco che aveva preso era in alto, vicino al centro di rotazione, a bassa gravit e alto Coriolis. Non era stato molto pi di un posto in cui andare a smaltire l'ultima sbornia, ma almeno era suo. Quelle pareti spoglie di pietra levigata, la brandina navale di recupero con le cinghie di contenimento per bassa gravit. Il locatario precedente aveva inciso le parole besso o nadie' sul muro. Era slang cinturiano, stava per o meglio o niente'. All'epoca, Bull non sapeva che fosse uno slogan politico. Le cose che aveva accumulato da quando era arrivato sulla Stazione di Tycho - la cornice che intercalava una dozzina di fotografie di famiglia dalla Terra, di quelle buone, il portacandele di stagno che la sua ex compagna non aveva portato via quando se n'era andata, gli abiti da civile - avrebbero riempito tutto il suo cubicolo su Ceres, senza lasciargli altro spazio per dormire. Aveva troppa roba. Doveva fare una scrematura.
Non per quell'incarico, per. Gli alloggi del vicecomandante sulla Behemoth erano anche pi grandi dei suoi. Il sistema mand un trillo, segnalando la presenza di qualcuno alla sua porta. Per abitudine, Bull controll il videocitofono prima di aprire. Trov Fred, che passava il peso da un piede all'altro. Era in abiti civili. Un maglione abbottonato bianco e un paio di pantaloni a vita alta avevano tentato di offrire clemenza alla sua pancia floscia, ma era una battaglia persa. Fred non era fuori forma, non pi di quanto non lo fosse Bull. Stavano semplicemente invecchiando.
Ehi disse Bull. Prendi una sedia da dove ti pare. Stavo giusto preparando la mia roba.
Sali adesso?
Voglio passare un po' di tempo a bordo prima di salpare disse Bull. Cos controllo che non ci siano altri Mormoni nascosti.
Fred sembr addolorato.
Sono piuttosto sicuro che li abbiamo tirati fuori tutti alla prima passata disse, assecondandolo. A essere grande, per,  grande. Puoi sempre dare un'altra occhiata, se ci tieni.
Bull apr il suo armadio e cont le magliette con le dita. Ne aveva dieci. Ecco un segno di decadenza. A chi servivano dieci magliette? Ne tir fuori cinque e le gett sulla sedia accanto al baule.
Sar un vero inferno se riescono a farsi riassegnare i diritti sulla Nauvoo disse. Con tutte le modifiche che stiamo apportando...
Non ci riusciranno disse Fred. Requisire la nave  stato un gesto perfettamente legale. Era un'emergenza. Potrei mettermi a elencarti i precedenti per dieci ore.
Gi. Salvo che poi l'abbiamo recuperata noi stessi e l'abbiamo dichiarata nostra disse Bull. Un po' come dire che ti chiedo in prestito il tuo camioncino ma, visto che l'ho schiantato in un fosso e poi l'ho tirato fuori da me, ora  mio.
La legge  una cosa meravigliosa, Bull disse Fred. La sua voce sembrava stanca. C'era qualcos'altro che lo preoccupava. Bull apr un altro cassetto, gett met dei suoi calzini nel cestino riciclatore e mise l'altra insieme alle magliette.
Solo che, se il giudice non la vede come te, potrebbe essere una situazione imbarazzante disse Bull.
I giudici sulla Terra non hanno alcun potere giurisdizionale disse Fred. E quelli del nostro sistema giudiziario sono leali all'APE. Conoscono bene il quadro generale. Non si arrischieranno a togliere dallo scacchiere la nostra nave pi imponente per restituirla ai Mormoni. Nella peggiore delle ipotesi, si sanzioner una compensazione.
Possiamo permettercelo?
Non ora, no rispose Fred.
Bull sbuff una risatina. Ti sei mai chiesto che cos'abbiamo sbagliato per ritrovarci qui? Tu sei parcheggiato dietro una delle pi grosse scrivanie dell'APE, e a me tocca fare da vicecomandante ad Ashford. Segno che non abbiamo fatto le cose come andavano fatte, amico.
A questo proposito disse Fred. C' stato un piccolo cambiamento di programma.
Bull apr l'armadio e serr le labbra. Fred non era venuto l tanto per farsi due chiacchiere a vuoto. C'era un problema. Bull tir fuori due tute dall'armadio, entrambe ancora avvolte dalla pellicola protettiva. Non le indossava da anni. Probabilmente non gli sarebbero entrate.
Ashford ha pensato che sarebbe meglio avere Michio Pa come vicecomandante. Ne abbiamo parlato. Ti ho riassegnato come ufficiale in capo alla sicurezza.
Terzo in comando, quindi disse Bull. Che c'? Ashford aveva paura che lo facessi fuori per prendermi la sua poltrona?
Fred si chin in avanti, con le dita intrecciate. La gravit della sua espressione stava a significare che sapeva che quella situazione era uno schifo, ma che stava facendo del suo meglio.
 solo una questione di apparenze disse Fred. Questa  la marina dell'APE. La Behemoth  la risposta della Fascia alle corazzate di Marte e della Terra. Un terrestre sul ponte di comando non manderebbe il messaggio pi appropriato.
Chiaro disse Bull.
Io sono nella tua stessa posizione. Lo sai. Anche dopo tutti questi anni devo darmi da fare due volte di pi per ispirare lealt e rispetto, per via delle mie origini. Perfino quelli a cui piace avermi in giro perch pensano che la cosa faccia sembrare la Terra pi debole non vogliono prendere ordini da me. Devo guadagnarmi e riguadagnarmi ogni briciola di rispetto.
Okay disse Bull. Ufficiale della sicurezza significava passare meno tempo in uniforme. Con un sospiro, pos entrambe le tute sulla sedia.
Non sto dicendo che non sia lo stesso per te disse Fred. Nessuno sa meglio di me che sei il meglio del meglio.  solo che ci sono dei vincoli con cui dobbiamo scendere a patti. Per portare a casa il risultato.
Bull si appoggi con la schiena al muro, a braccia conserte. Fred lo guard da sotto le sopracciglia bianche come il ghiaccio.
Comandante, voliamo insieme da molto tempo disse Bull. Se devi chiedermi qualcosa, puoi farlo e basta.
Ho bisogno che tu faccia funzionare questa missione disse Fred. Quello che sta succedendo laggi  la cosa pi importante di tutto il sistema solare, e non sappiamo nemmeno cosa sia esattamente. Se ci copriamo di ridicolo o diamo ai pianeti interni un qualche vantaggio, rischiamo di perdere parecchio terreno. Ashford e Pa sono brave persone, ma sono cinturiani. Non hanno la stessa esperienza del lavoro con le forze terrestri che abbiamo io e te.
Credi che faranno qualcosa di avventato?
No. Ashford far del suo meglio per fare la cosa giusta, ma reagir come un cinturiano e sar sorpreso quando altri non lo saranno.
Ashford ha sempre fatto la cosa giusta unicamente perch ha paura di coprirsi di ridicolo.  una bella uniforme intorno al vuoto pneumatico. E non puoi fare affidamento su di lui.
Gi, non posso concesse Fred. Ti sto inviando l fuori perch mi affido a te per far funzionare la cosa.
Ma non mi affidi il comando.
Ma non ti affido il comando.
Parliamo di un aumento, allora?
Nemmeno quello disse Fred.
Be', diavolo disse Bull. Mi prendo tutte le responsabilit ma nessun potere. Come potrei rifiutare un'offerta del genere?
Non scherzare. Ti stiamo fottendo, e i motivi sono tutti apparenza e stronzate politiche. Ma ho bisogno che tu accetti.
E allora l'accetto disse Bull.
Per un istante, l'unico rumore nella stanza fu il sommesso ticchettio del riciclatore d'aria. Bull torn a dedicarsi al compito di rimettere tutta la sua vita in un baule. Da qualche parte sopra di lui, nascosta da tonnellate di acciaio e ceramica, pietra grezza e vuoto spinto, la Behemoth attendeva paziente.

3.

Melba

Quando entr nella sala scommesse, Melba si sent gli occhi della gente addosso. L'ambiente era illuminato dagli schermi dei tavoli da gioco, rosa e blu e oro. La maggior parte erano a tema: sesso o violenza, o entrambi. Premevi un pulsante, spendevi i tuoi soldi, e poi te ne restavi l a guardare le ragazze che s'infilavano dentro oggetti estranei e offensivi, aspettando di vedere se avevi vinto. Slot machine, poker, lotterie in tempo reale. Gli uomini che giocavano l trasudavano un'aria di stupidit, disperazione, e un odio per le donne quasi tangibile.
Ehi, bella l'apostrof un uomo spaventosamente grasso da dietro il bancone. Non so dove credi di essere, ma sei entrata nel posto sbagliato. Forse faresti meglio a girare i tacchi.
Ho un appuntamento replic lei. Travin.
Il grassone sgran gli occhi sotto le spesse palpebre. Qualcuno nella penombra spar un'oscenit con il solo intento di metterla a disagio. Fece effetto, ma lei non lo diede a vedere.
Travin lo trovi sul retro, bella disse il grassone, con un cenno del capo. In fondo alla sala, attraverso quel corridoio impietoso di sberleffi e minacce, c'era una porta di ferro rossa.
Tutti i suoi istinti provenivano da prima, quando era Clarissa, e quindi ora erano tutti sbagliati. Era stata addestrata nelle arti dell'autodifesa fin da quando aveva imparato a camminare, ma erano sempre state incentrate sul contrasto al rapimento. Su come attirare l'attenzione delle guardie, su come ridimensionare le situazioni di pericolo con i suoi aggressori. C'era anche dell'altro, ovviamente. Una parte dell'allenamento consisteva in un addestramento fisico, ma l'obiettivo era sempre quello di riuscire a sfuggire. Di scappare. Di trovare aiuto.
Ora che non c'era nessuno in grado di aiutarla, niente di tutto questo faceva veramente al caso suo. Ma era quello di cui disponeva, per cui era quel che doveva usare. Melba - non Clarissa, Melba - annu in risposta all'omone e attravers la sala in penombra, gremita di uomini. La gravit piena della Terra le premeva addosso come una malattia. Su uno dei tavoli da gioco, un cartone animato mostrava una donna che veniva violentata da tre piccoli alieni grigi mentre un disco volante fluttuava sopra di loro. Qualcuno aveva vinto un piccolo jackpot. Melba distolse lo sguardo. Alle sue spalle un uomo scoppi a ridere e lei sent la pelle che le si tendeva sulla nuca.
Tra tutti i suoi fratelli, lei era quella che si era goduta di pi l'addestramento fisico. Quando era giunto al termine, aveva cominciato a studiare tai chi con il maestro di autodifesa. Poi, quando lei aveva quattordici anni, suo padre ci scherz su durante una riunione di famiglia. Imparare a combattere in fondo aveva senso, diceva, era una cosa che si poteva perlomeno rispettare; ma mettersi a fare balletti che scimmiottavano un combattimento gli sembrava una cosa talmente stupida... Una perdita di tempo. E cos lei aveva smesso di allenarsi. Erano passati dieci anni, da allora.
Apr la porta rossa e l'attravers. L'ufficio sembrava quasi luminoso. C'era una piccola scrivania con uno schermo integrato collegato a un sistema contabile dei pi elementari. Vetri smerigliati bianchi che lasciavano entrare la luce del sole ma nascondevano le strade di Baltimora. Un divano in plastica prestampata decorato con il logo di una marca di birra da due soldi, che anche la gente in sussistenza di base poteva permettersi. Due uomini corpulenti sedevano sul divano. Uno aveva un paio di occhiali da sole impiantati che gli conferivano l'aspetto di un insetto. L'altro indossava una maglietta che gli tirava sulle spalle gonfie di steroidi. Lei li aveva gi visti altrove.
Travin era seduto alla scrivania, appoggiandovi sopra le gambe. Aveva i capelli tagliati corti, quasi a zero, con una spolverata di bianco sulle tempie. La barba era a malapena pi lunga. Indossava quello che, nel suo giro, passava per essere un vestito buono. Il padre di Melba non l'avrebbe indossato nemmeno per una festa in maschera.
Ma guarda... L'inimitabile Melba.
Sapevi che ero qui disse lei. Non c'erano sedie. Nessun posto in cui sedersi che non fosse gi occupato. Rimase in piedi.
Ovvio disse Travin. Da quando  entrata.
Vogliamo parlare di affari? chiese lei. La sua voce era tagliente. Travin sogghign. I suoi denti erano privi di correzione e grigi all'attaccatura delle gengive. Era un'ostentazione di benessere, la dichiarazione che era talmente potente da essere al di sopra della mera questione estetica. Melba si sent salire dentro un rigurgito sdegnoso. Era come uno di quei credenti del culto del cargo; imitava un vuoto sfoggio di potere senza neanche conoscerne il reale significato. Melba si era ridotta a fare affari con lui, ma perlomeno aveva il buongusto di sentirsene imbarazzata.
 gi tutto fatto, miss disse Travin. Melba Alzbeta Koh. Nata su Luna da Alscie, Becca e Sergio Koh, tutti deceduti. Niente fratelli. Nessun vincolo fiscale. Tecnico elettrochimico abilitato. La sua nuova identit l'aspetta, eh?
E il contratto?
La Cerisier sta per salpare come supporto civile alla grande missione verso l'Anello. E la nostra miss Koh sar a bordo. In prima classe, aggiungo. Poco personale da supervisionare, non dovr nemmeno sporcarsi le mani.
Travin tir fuori dalla tasca una busta di plastica bianca. Attraverso il materiale s'intravedeva la sagoma di un terminale palmare da due soldi.
 tutto qui, tutto pronto disse. Pu prenderlo e uscire da qui come una donna nuova, eh?
Melba tir fuori dalla tasca il suo terminale palmare. Era pi piccolo di quello che aveva Travin tra le mani, e di miglior fattura. Le sarebbe mancato. Inser la propria chiave d'accesso, autorizz il trasferimento e se lo rinfil in tasca.
Va bene disse. I soldi sono tuoi. Dammi la busta.
Ah, c' ancora un piccolo intoppo disse Travin.
Abbiamo un accordo disse Melba. Ho fatto la mia parte.
E questo le fa onore disse Travin. Credo proprio che mi piaccia fare affari con lei. Si possono fare scoperte eccitanti. Per creare questa sua nuova persona, abbiamo dovuto inserire il DNA nei registri. E abbiamo raschiato via tutte le voci di incongruenza. Mi pare che lei non sia stata del tutto sincera con me.
Melba deglut, cercando di sciogliere il nodo che si sentiva in gola. L'uomo con gli occhi da insetto sul divano si spost, facendo scricchiolare la plastica sotto il suo peso.
I miei soldi parlano chiaro disse lei.
Vero, vero disse Travin. Clarissa Melpomene Mao, figlia di Jules-Pierre Mao della Compagnia Mercantile Mao-Kwikowski. Un nome molto interessante.
La Mao-Kwikowski  stata nazionalizzata quando mio padre  andato in prigione disse Melba. Non esiste pi.
Una compagnia condannata a morte disse Travin mentre posava la busta sullo schermo della scrivania. Triste davvero. Ma non per lei, eh? I ricchi ci sanno fare, coi soldi. Conoscono modi per nasconderli dove piccoli occhi indiscreti non possano trovarli. Dandoli alle mogli, magari. Alle figlie.
Melba incroci le braccia e lo guard torva. Sul divano, il palestrato represse uno sbadiglio. Lei lasci che il silenzio perdurasse non perch volesse spingere Travin a parlare di nuovo, ma perch non sapeva cosa dire. Ovviamente il suo interlocutore aveva ragione. Suo padre si era preso cura di tutti loro come meglio poteva. L'aveva sempre fatto. Perfino la persecuzione delle Nazioni Unite non poteva scovare tutto. Clarissa aveva abbastanza denaro da poter vivere una vita tranquilla e ritirata su Luna o Marte e morire di vecchiaia prima di dar fondo al capitale. Ma non era pi Clarissa, e la situazione di Melba era diversa.
Posso darti altri diecimila gli disse poi.  tutto quello che ho.
Travin le sorrise con quel suo ghigno grigio.
Tutti quei bei soldini che si volatilizzano cos, eh? E che cos' che la porta quaggi nell'oscurit, eh? Me lo sono chiesto. E quindi ho indagato. Lei  molto, molto brava. Anche sapendo dove guardare, non ho visto altro che ombre. Non ho sentito altro che qualche eco. Per... Mise la busta sulla scrivania di fronte a s, tenendoci un dito appuntato sopra proprio come faceva il fratello di Melba, Petyr, quando durante una partita di scacchi era quasi sicuro di voler fare una mossa ma non si era ancora deciso del tutto. Era un gesto di possesso. Io ho qualcosa che non ha nessun altro. So guardare l'Anello.
Diecimila,  tutto quello che ho. Dico sul serio. Il resto l'ho speso.
Le serve altro denaro, quindi? chiese Travin. Un capitale d'investimento, per cos dire? La nostra piccola Melba pu prenderne diecimila, se vuole. Anche cinquantamila, se ha bisogno. Ma ne vorr di pi, in cambio. Molti di pi.
Lei si sent un nodo in gola. Quando inclin la testa, quel movimento le sembr troppo rapido, troppo brusco. Come quello di un uccello. Aveva paura.
Di cosa stai parlando? chiese, imponendo alla sua voce di apparire solida. Una minaccia informe aleggiava nell'aria come una pessima acqua di colonia: mascolina e da due soldi. Quando Travin parl di nuovo, una falsa cordialit gli incurvava tutte le vocali.
Soci. Lei sta facendo qualcosa di grosso. Qualcosa che ha a che fare con l'Anello e la flottiglia, eh? Tutte queste persone che si buttano a capofitto nell'oscurit per affrontare i mostri. E lei sta andando insieme a loro. Mi pare che un tale rischio abbia come risultato sperato un sostanzioso ritorno. Uno di quelli che ci si aspetta da un Mao. Lei mi dice qual  il suo piano, io l'aiuto come posso, e, quel che ne viene da tutto questo, ce lo dividiamo.
Niente da fare. Quelle parole furono come un riflesso. Le vennero su dal midollo; era una decisione troppo ovvia perch richiedesse l'intervento del cervello.
Travin tir a s la busta e la plastica sibil sulla scrivania. Il rumore attutito della lingua che schioccava sui denti era tanto comprensivo quanto fasullo.
Ha smosso mari e monti disse. Ha corrotto. Ha comprato. Ha organizzato. E, quando mi dice che non le rimane nient'altro, io le credo. E ora viene da me, nel mio ufficio, e mi dice niente da fare? Niente da fare vuole dire niente da fare.
Ti ho pagato.
Non m'interessa. Siamo soci. Soci in toto. Qualsiasi cosa le venga da tutto questo, l'avr anch'io. Altrimenti, temo che ci saranno parecchie persone piuttosto interessate a sapere che cosa stia architettando tanto in segreto la famigerata Mao.
I due uomini sul divano la guardavano attentamente, ora. Avevano lo sguardo incollato su di lei. Melba si volt per guardarsi alle spalle. La porta che dava sul covo di scommettitori era di metallo pesante, ed era chiusa. La finestra era ampia. Il cavo di sicurezza al suo interno era di quelli che si ritraevano quando volevi che il vetro si aprisse per far entrare la brezza lurida di quella citt a sporcare l'aria della stanza. Il tipo con gli occhi da insetto si alz in piedi.
Gli impianti di Melba si attivarono quando lei si strofin la lingua sul palato. Due giri antiorari. Era un movimento nascosto, invisibile. Interno. Stranamente sensuale. Era facile quasi come pensare. L'insieme di ghiandole artificiali impiantate nella sua gola, nella testa e nell'addome si svuotarono nel suo sistema, riversandole nel sangue il loro miscuglio chimico. Lei fremette. Era come un orgasmo, ma senza il piacere. Sent coscienza e inibizioni scivolarle via di dosso come un brutto sogno. Era pienamente sveglia e viva.
Tutti i suoni nella stanza - il ruggito del traffico in strada, la cacofonia attutita dei tavoli da gioco, la voce sgradevole di Travin - si attenuarono, come se il miscuglio che le scorreva dentro le avesse riempito le orecchie di ovatta. I suoi muscoli si tesero, pronti a scattare. Un sapore di rame le riemp la bocca. Il tempo rallent.
Che fare? Che fare?
I gorilla sul divano erano la minaccia primaria. Si mosse verso di loro, dimentica dell'opprimente morsa della gravit. Colp con un calcio la rotula del palestrato mentre si alzava, strappandogli la rondella dell'osso dai tendini e facendogliela risalire sopra la coscia. La faccia dell'uomo era una maschera di sgomento e sorpresa. Mentre quello cominciava ad accasciarsi a terra, Melba alz l'altra gamba e gli piant una ginocchiata sulla laringe. Aveva mirato al volto. La gola va bene lo stesso, pens mentre sentiva la cartilagine spappolarsi sotto il suo ginocchio.
Quello con gli occhi da insetto le si gett addosso. Si muoveva rapido; anche il suo corpo doveva essere stato modificato. Neuroni muscolari a fusione, probabilmente. Qualcosa che velocizzasse il lungo, lento intervallo di quando i neurotrasmettitori fluttuavano da una sinapsi all'altra. Qualcosa che gli desse un vantaggio quando si trovava a scontrarsi con qualche altro bestione. La mano del gorilla si richiuse sulla spalla di Melba, piantandole nella carne le dita dure e nodose. Lei si volt verso di lui, lasciandosi cadere di peso per tirarlo gi. Colp con il palmo della mano l'interno del gomito del suo aggressore per togliere forza alla sua presa, poi afferr con entrambe le mani il suo polso, torcendolo. Nessuno dei suoi attacchi era cosciente o intenzionale. Quei movimenti fluivano attraverso di lei da una mente interiore che era stata liberata da ogni pastoia e a cui era stato dato il tempo di pianificare quel caos. Non era pi un'arte marziale, non pi dei movimenti di un coccodrillo che abbatte un bufalo d'acqua; soltanto velocit, forza e un paio di miliardi di anni d'istinto di sopravvivenza che venivano lasciati liberi di agire. Il suo maestro di tai chi avrebbe distolto lo sguardo per l'imbarazzo.
Il palestrato croll a terra sputando un fiotto di sangue. L'uomo con gli occhi da insetto si allontan da lei. Era la cosa pi sbagliata da fare. Lei gli abbranc le articolazioni incastrate del braccio, portandosele al corpo, e fece perno sulle anche. L'uomo era pi grosso di lei, e aveva vissuto in quel pozzo di gravit fin dalla nascita. Era gonfio di steroidi e di altri impianti da due soldi. Lei per non aveva bisogno di essere pi forte di lui. Le bastava essere pi forte degli ossicini del suo polso e del gomito. L'uomo si spezz e cadde in ginocchio.
Melba - non Clarissa - gli pass alle spalle e fece scivolare il braccio destro attorno al suo collo, bloccandolo poi con il braccio sinistro e proteggendosi il viso dalle convulsioni che stavano per seguire. Non le serviva essere pi forte di lui, ma solo pi forte delle morbide arterie che gli portavano il sangue al cervello.
La pistola di Travin fece fuoco, scavando un foro nel divano. Lo sbuffo di schiuma fu come una spugna che esplodeva. Non c'era tempo. Melba grid, infondendo la forza dell'urlo nelle braccia e nelle spalle. Sent il collo dell'uomo con gli occhi da insetto che si spezzava. Travin spar di nuovo. Se l'avesse colpita, sarebbe morta. Eppure non prov nessuna paura. La paura era stata rinchiusa da una parte, dove non avrebbe potuto sentirla. Ma sarebbe riemersa presto, molto presto. Doveva sbrigarsi.
Travin avrebbe dovuto spararle una terza volta. Era la cosa pi intelligente da fare. La pi saggia. Ma Travin non era n intelligente, n saggio. Fece ci che gli diceva di fare il suo istinto e cerc di fuggire. Era una scimmia, e milioni di anni di evoluzione gli imponevano di fuggire dal predatore. Non aveva tempo per un altro errore. Lei si sent crescere in gola un altro grido.
Il tempo fece un balzo. Le sue dita erano strette attorno al collo di Travin. Gli aveva schiantato la testa sull'angolo della scrivania. Sul mobile c'erano sangue e brandelli di cuoio capelluto. Melba prov a sbattercelo ancora, ma era troppo pesante. Non aveva pi forza nei colpi. Lo lasci ricadere a terra, e quello croll con un gemito.
Un gemito.
 vivo, pens lei. La paura era tornata ad assalirla, insieme a un primo presagio di nausea. Era ancora vivo. Non poteva rimanere tale quando fosse sopraggiunto il contraccolpo. Aveva una pistola. Melba doveva scoprire che ne era stato. Con le dita sempre pi intirizzite tir via la pistola dal corpo di Travin.
Soci disse, e gli spar due colpi in testa. Dovevano aver sentito gli spari nonostante il baccano dei tavoli da gioco. Si costrinse ad andare verso la porta di metallo a controllare la serratura. Era chiusa. A meno che qualcuno non avesse la chiave o l'avesse aperta con un cannello, sarebbe stata al sicuro. Poteva risposare. Non avrebbero chiamato la polizia. Sper che non avrebbero chiamato la polizia.
Si lasci scivolare a terra. Il suo viso grondava di sudore e cominci a tremare. Sembrava ingiusto che avesse perso traccia del tempo in quella gloriosa violenza redentrice e che poi dovesse lottare per restare cosciente durante il contraccolpo fisiologico che l'avrebbe seguita, ma non poteva permettersi di dormire. Non in quel posto. Si port le ginocchia al petto, abbracciandole, singhiozzando non per via del rimorso o della paura ma perch era ci che faceva il suo corpo durante la fase di down. Qualcuno stava bussando alla porta, ma il rumore era incerto. Timido. Tra pochi minuti sarebbe stata... non bene. No, quello no. Ma sarebbe stata abbastanza bene. Soltanto pochi minuti.
Era per questo che le alterazioni ghiandolari non avevano mai preso piede tra i militari. Con un battaglione di soldati privi di dubbi o esitazioni, talmente imbottiti di adrenalina da potersi strappare i muscoli senza nemmeno battere ciglio, si poteva certamente vincere una battaglia. Ma quegli stessi combattenti, raggomitolati e frignanti per cinque lunghi minuti dopo lo scontro, potevano perderla subito dopo. Era una tecnologia fallata ma non del tutto inaccessibile. Con abbastanza denaro, abbastanza favori da riscuotere e abbastanza uomini di scienza che non si facevano troppi scrupoli di coscienza... Era facile. La parte pi facile del suo piano, in effetti.
I suoi singhiozzi s'intensificarono, modificandosi. Cominci a vomitare. Sapeva per esperienza che non sarebbe durato a lungo. Tra un conato e l'altro osserv il petto del palestrato che annaspava per una boccata d'aria attraverso la gola distrutta, ma ormai era gi andato. Il lezzo di sangue e vomito ammorbava l'aria. Melba trattenne il fiato, passandosi il dorso della mano sulle labbra. Sentiva un dolore all'interno del naso, e non sapeva dire se fosse per via dei conati o per le ghiandole artificiali che le erano state impiantate nella carne morbida. Non aveva importanza.
I colpi sulla porta erano pi decisi, ora. Ud la voce del grassone che stava all'ingresso. Non c'era pi tempo. Prese la busta di plastica e se la ficc in tasca. Melba Alzbeta Koh strisci fuori dalla finestra e si cal in strada. Puzzava. Aveva le mani coperte di sangue. Tremava a ogni passo che faceva. La fioca luce del sole le faceva male agli occhi, e us l'ombra delle mani per proteggersene. In quella zona di Baltimora, un migliaio di persone avrebbero potuto vederla e non aver visto niente. Il velo di omert che gli spacciatori di droghe, papponi e schiavisti avevano imposto alla citt avrebbe protetto anche lei.
Sarebbe andato tutto bene. Ce l'aveva fatta. L'ultimo tassello era stato posato e lei non doveva far altro che tornarsene al suo albergo, bere qualcosa per ripristinare il suo equilibrio elettrolitico e dormire un poco. Poi, dopo qualche giorno, si sarebbe presentata sulla Cerisier e avrebbe cominciato il suo lungo viaggio verso il margine del sistema solare. Camminando per la strada con la schiena dritta ed evitando gli sguardi della gente, la dozzina di isolati che la separavano dalla sua stanza sembravano pi lunghi. Ma ce l'avrebbe fatta. Avrebbe fatto tutto quello che serviva.
Era stata Clarissa Melpomene Mao. La sua famiglia aveva controllato le sorti di intere citt, di colonie e pianeti. E ora suo padre sedeva in una cella anonima, autorizzato a parlare soltanto con il suo avvocato, vivendo i suoi ultimi giorni in disgrazia. Sua madre si era ritirata in un complesso privato su Luna, intenta a curarsi fino alla morte. I suoi fratelli e sorelle, quelli che erano ancora in vita, si erano sparpagliati verso qualunque riparo potessero trovare dall'odio dei due mondi. Un tempo, il nome della sua famiglia era stato inciso nella luce delle stelle e nel sangue, e ora invece li facevano sembrare dei malvagi da film. Erano stati distrutti.
Ma lei poteva sistemare le cose. Non era stato facile, e non lo sarebbe stato. Certe notti, quei sacrifici le sembravano quasi insopportabili, ma ce l'avrebbe fatta. Avrebbe mostrato a tutti quanto fosse stato ingiusto ci che James Holden aveva fatto alla loro famiglia. L'avrebbe smascherato. Umiliato.
E poi l'avrebbe distrutto.

4.

Anna

Quando l'uomo che picchiava la moglie arriv nel suo ufficio, Annushka Volovodov - pastore Anna per i membri della sua congregazione l su Europa, o reverenda dottoressa Volovodov per quanti non le andavano a genio - lo attendeva seduta sulla poltrona di pelle dall'alto schienale.
Nicholas disse, cercando di infondere nella sua voce quanto pi calore le riuscisse. Grazie per aver trovato il tempo di venire qui.
Nick disse lui, poi si sedette su una delle sedie di metallo di fronte alla scrivania di Anna. Quelle sedie erano pi basse della poltrona, il che conferiva alla stanza una vaga impostazione tribunalizia, mettendola nella posizione del giudice. Era per questo che non si sedeva mai alla scrivania quando incontrava uno dei suoi parrocchiani. Lungo la parete in fondo alla stanza c'era un confortevole divano molto pi adeguato alla conversazione e al consiglio pastorale. Di tanto in tanto, per, capitava che l'aria di autorit che le conferiva quella grossa poltrona si rivelasse utile.
Come in quel momento.
Nick disse lei, poi un le mani premendo la punta delle dita le une contro le altre e vi appoggi il mento. Sophia  venuta a trovarmi stamattina.
Nick si strinse nelle spalle e distolse lo sguardo come uno scolaretto pizzicato a copiare durante un esame. Era un uomo alto, dall'aspetto slanciato e ossuto che il duro lavoro conferiva a quanti provenivano dai pianeti esterni. Anna sapeva che era un edile di superficie. L su Europa, questo significava lunghi giorni da passare rinchiusi in una pesante tuta stagna. La gente che faceva quel lavoro era tosta come un chiodo. Nick aveva l'atteggiamento di un uomo che conosceva perfettamente l'effetto che il suo aspetto faceva agli altri e che usava la propria fisicit per intimidire chi aveva di fronte.
Anna gli sorrise. Con me non funzioner.
All'inizio non ha voluto dirmi cosa fosse successo disse. Mi ci  voluto un po' per convincerla ad alzare la maglietta. Non avevo bisogno di vedere i lividi, sapevo bene che li avrei trovati. Per avevo bisogno delle foto.
Quando lei disse foto', Nick si chin in avanti e strinse gli occhi, spostando il peso da un lato all'altro della sedia. Probabilmente pensava che la cosa gli conferisse un aspetto duro, minaccioso. E invece lo faceva sembrare un roditore.
 caduta... cominci a dire.
In cucina termin Anna al posto suo. Lo so. Me l'ha detto. E poi ha pianto a lungo. E poi mi ha detto che hai ricominciato a picchiarla. Ti ricordi quel che ti dissi che sarebbe successo, se le avessi messo di nuovo le mani addosso?
Nick si agit sulla sedia, con le lunghe gambe che pestavano nervosamente di fronte a lui. Le sue manone nodose si strinsero l'una con l'altra fino a far sbiancare le nocche. Non os guardarla negli occhi. Non volevo farlo disse.  successo e basta. Immagino che potrei provare di nuovo con quella terapia.
Anna si schiar la gola e, quando Nick alz lo sguardo verso di lei, lo fiss finch non smise di agitare le gambe. No, troppo tardi. Ti abbiamo gi dato la possibilit di controllare la tua rabbia. La parrocchia ha pagato tutte le tue sedute finch non hai deciso di mollare. Abbiamo gi dato. Quella porta  chiusa.
L'espressione di Nick si fece dura.
Ha intenzione di farmi una di quelle prediche alla Ges Cristo? Ne ho fin qui Nick si port la mano sotto al mento di quella merda. Sophia non la smette di dar fiato alla bocca con quelle sciocchezze. Il pastore Anna dice questo, il pastore Anna dice quello...' Be', sa che c'? Fanculo il pastore Anna, e fanculo quello che dice!
No disse Anna. Nessuna predica pastorale. Anche quella porta  chiusa.
E allora che ci stiamo a fare, qui?
Ti ricordi disse lei, scandendo ogni parola quello che ti dissi che sarebbe successo, se le avessi messo di nuovo le mani addosso?
Lui si strinse di nuovo nelle spalle, poi si alz dalla sedia e si allontan, dandole le spalle. Mentre faceva finta di fissare uno dei diplomi appesi alla parete, disse: E perch dovrebbe importarmene un cazzo di quello che dice, pastore Anna?
Anna trasse un silenzioso sospiro di sollievo. Mentre si preparava a quell'incontro, non era sicura di essere in grado di fare davvero quel che doveva essere fatto. Aveva profondamente, visceralmente in odio la falsit, e stava per distruggere un uomo facendo ricorso alla menzogna. O perlomeno, se non alla menzogna, all'inganno. Si era giustificata con s stessa convincendosi che il suo autentico intento fosse quello di salvare qualcuno. Ma sapeva che non sarebbe bastato. Avrebbe pagato per quello che stava per fare con lunghe notti insonni, in preda ai ripensamenti. Nell'immediato, per, la rabbia di quell'uomo le avrebbe reso le cose perlomeno pi facili.
Anna recit mentalmente una svelta preghiera: Ti prego, aiutami a salvare Sophia da quest'uomo che la uccider se non lo fermo.
Ti dissi continu Anna alle spalle di Nick che mi sarei assicurata che fossi sbattuto in carcere.
A quelle parole Nick si volt, con un ghigno scaltro da roditore sul viso. Ah, s?
S.
L'uomo venne verso di lei con la versione a bassa gravit di un passo spensierato. L'intenzione era quella di apparire minaccioso ma, per Anna, che era cresciuta gi nel pozzo della Terra, il risultato era soltanto buffo. Represse una risata.
Sophia non dir un cazzo di niente disse Nick, avanzando fino alla sua scrivania per fissarla dall'alto in basso. Sa che  la cosa migliore da fare.  caduta in cucina, ed  quello che dir al magistrato.
Vero disse Anna, poi apr il cassetto della sua scrivania e ne estrasse il taser. Lo tenne in grembo, dove Nick non poteva vederlo.  terrorizzata da te. Ma io no. A me non importa pi niente di te.
Ma davvero? disse Nick, chinandosi in avanti, cercando di intimorirla con quello sconfinamento nel suo spazio personale. Anna si sporse verso di lui.
Sophia per  un membro di questa congregazione, ed  mia amica. I suoi bambini giocano con mia figlia. Gli voglio bene. E, se non far niente, finirai con l'ammazzarla.
E che vuole fare?
Chiamer la polizia e dir loro che mi hai minacciata. Allung la mano sinistra verso il terminale posato sulla scrivania. Un gesto con un chiaro intento provocatorio. Tanto valeva dire: prova a fermarmi'.
Lui le rivolse un ghigno ferale e l'afferr per il braccio, stringendole le ossa del polso tanto forte da farle male. Tanto forte da lasciarle un segno. Lei gli punt addosso il taser con l'altra mano.
Cos' quella roba?
Grazie disse lei per aver reso le cose pi facili.
Gli spar, e Nick croll lentamente a terra in preda agli spasmi. Anna percep l'eco distante dello shock sul braccio, attraverso la mano di lui. Le fece rizzare i capelli sulla nuca. Attiv il terminale della scrivania e chiam Sophia.
Sophia, tesoro, sono il pastore Anna. Per favore, ascoltami bene. La polizia arriver a casa tua, tra poco, e ti far delle domande su Nick. Devi mostrare loro i lividi. Devi dir loro quello che  successo. Nick sar gi in cella, nel frattempo. Sarai al sicuro. Nick mi si  rivoltato contro quando gli ho chiesto conto di quello che ti era successo e, se vuoi che restiamo al sicuro entrambe, devi essere sincera con loro.
Dopo qualche minuto di convincimento, alla fine Anna ottenne da Sophia la conferma che avrebbe detto tutto ai poliziotti. Nick stava cominciando a muovere debolmente braccia e gambe.
Non muoverti gli disse Anna. Abbiamo quasi finito.
Chiam il dipartimento di polizia di New Dolinsk. La societ terrestre che un tempo aveva detenuto l'incarico era stata rimossa, ma nei tunnel sembrava esserci ancora la polizia, per cui qualcuno doveva aver preso la chiamata. Forse una compagnia cinturiana. O magari l'APE stessa. Non aveva importanza.
Salve, sono la reverenda dottoressa Annushka Volovodov. Sono il pastore della chiesa di St John's United. Chiamo per denunciare un'aggressione alla mia persona. Un uomo di nome Nicholas Trubachev ha tentato di aggredirmi quando l'ho accusato di picchiare sua moglie. No, non mi ha ferito. Ho solo qualche livido sul polso. Avevo un taser nella scrivania e l'ho usato prima che potesse farmi di peggio. S, sarei felice di rilasciare una dichiarazione al vostro arrivo. Grazie.
Puttana sput Nick, cercando di rialzarsi da terra sugli arti incerti.
Anna gli spar di nuovo.
Giornata pesante? le chiese Nono quando finalmente rientr a casa. Nono cullava la loro bambina sulle ginocchia, e la piccola Nami lanci un gridolino allungando le braccia verso di lei non appena Anna si richiuse la porta alle spalle.
Come sta la mia piccola? disse Anna, sprofondando con un lungo sospiro sul divano accanto a loro. Nono le pass la bambina e Nami cominci subito a disfarle la crocchia e a cercare di tirarle i capelli.
Anna abbracci sua figlia e inspir lungamente il suo odore appoggiandole il viso sul capo. L'impercettibile e potente profumo che aveva Nami quando l'avevano portata a casa era svanito, ma ne rimaneva ancora una debole traccia. Gli scienziati potevano anche intestardirsi a sostenere che agli umani mancava la capacit di interagire sul piano dei feromoni, ma Anna sapeva che erano solo fandonie. Qualunque fosse la sostanza che Nami aveva emanato nell'aria da neonata, era la droga pi potente che Anna avesse mai provato. Le faceva venire voglia di prendere un altro bambino.
Namono, non si tirano i capelli disse Nono, cercando di strecciare i lunghi capelli di Anna dal pugno della bambina. Ti va di parlarne? disse ad Anna.
Anche il nome completo di Nono era Namono. Ma era stata Nono fin da quando la sua gemella maggiore aveva imparato a parlare. Quando Anna e Nono avevano chiamato loro figlia allo stesso modo, il nome si era in qualche maniera abbreviato in Nami. La maggior parte delle persone probabilmente non sapeva nemmeno che la bambina avesse preso il nome di una delle sue madri.
Tra un po', magari disse Anna. Prima ho bisogno di un po' di coccole con la piccola.
Baci Nami sul suo nasino a patata. Lo stesso naso piatto di Nono, proprio sotto gli occhi verdi e luminosi di Anna. Aveva la pelle caffellatte di Nono ma il mento aguzzo di Anna. Anna avrebbe potuto starsene seduta l per ore, ad assorbire la stupefacente fusione tra s stessa e la donna che amava. Era un'esperienza talmente forte da rasentare il sacro. Nami s'infil una ciocca di capelli di Anna in bocca e lei glieli tir via delicatamente, poi le fece una pernacchia. Non si mangiano i capelli! disse, e Nami scoppi a ridere come se fosse stata la cosa pi divertente del mondo.
Nono prese la mano di Anna e la tenne stretta nella sua. Rimasero a lungo cos, senza muoversi.
Nono stava cucinando funghi e riso. Ci aveva aggiunto anche un po' di cipolla ricostituita, e un forte odore riempiva la cucina. Anna era al tavolo, intenta a tagliare le mele per l'insalata. Le mele erano piccole e non molto croccanti. Non erano buone da addentare ma per una Waldorf sarebbero andate bene, con altri sapori e aromi che ne coprissero le imperfezioni. E anzi, erano fortunate ad averle. Quella frutta faceva parte del primo raccolto da Ganimede dai giorni del disastro sulla stazione. Ad Anna non piaceva pensare quanto sarebbe stata affamata la gente se quella luna non si fosse ripresa in modo tanto sorprendente.
Nami dormir almeno per un'altra oretta disse Nono. Ti va di parlare della tua giornata?
Oggi ho ferito una persona e ho mentito alla polizia disse Anna. Premette troppo sul coltello, che scivol attraverso la mela morbida e le graffi il pollice. Non era un taglio tanto profondo da sanguinare.
Be'... Okay, questa me la devi proprio spiegare disse Nono, mescolando a filo una ciotola di brodo nel suo misto di funghi e riso.
No, non posso davvero. Una parte di quello che so  stata detta in confidenza.
E questa bugia che hai detto era per aiutare qualcuno?
Credo di s. Lo spero disse Anna, versando gli ultimi pezzetti di mela nell'insalatiera e aggiungendo poi noci e uvetta. Mescol il condimento.
Nono smise di fare quello che stava facendo e si volt per fissarla. Che cosa farai se la tua menzogna verr scoperta?
Mi scuser disse Anna.
Nono annu, poi torn a dirigere la sua attenzione verso la pentola con il riso. Oggi ho acceso il tuo terminale per controllare la mia casella email. La tua connessione era ancora attiva. C'era un messaggio dalle Nazioni Unite riguardante il progetto di comitato umanitario del segretario generale. Tutte quelle persone che stanno inviando fuori, verso l'Anello.
Anna si sent attraversare da un'acuta fitta di senso di colpa. Per essere stata colta in flagrante.
Merda disse. Il turpiloquio non le piaceva, ma c'erano occasioni che lo richiedevano. Non ho ancora risposto. Le sembr come un'altra menzogna.
Avremmo dovuto parlarne prima che rispondessi?
Ma certo, io...
Nami ha quasi due anni disse Nono. Siamo state qui per due anni. A un certo punto, decidere di restare significa decidere chi sar Nami per il resto della sua vita. Ha familiari, in Russia e in Uganda, che non l'hanno mai vista. Se resta qui ancora a lungo, non la vedranno mai.
A Nami venivano somministrate le stesse medicine che ricevevano tutti i neonati dei pianeti esterni. Incoraggiavano la crescita ossea e combattevano gli effetti peggiori che gli ambienti a bassa gravit avevano sullo sviluppo infantile. Ma Nono aveva ragione. Se fossero rimaste a lungo in quel luogo, Nami avrebbe cominciato a sviluppare la fisionomia longilinea ed esile che caratterizzava la vita l fuori. La vita a bassa gravit. Anna l'avrebbe condannata a una vita da passare per sempre fuori da quella che era la sua casa.
Europa avrebbe dovuto essere una cosa temporanea disse Anna. Era un buon incarico. Io parlo russo, e la congregazione di qui  piccola e fragile...
Nono spense i fornelli e and a sedersi accanto a lei, prendendola per mano sul tavolo. Per la prima volta, ad Anna quel piano in finto legno sembr una roba da due soldi. Pacchiana. Vide con strabiliante chiarezza un futuro in cui Nami non avrebbe mai vissuto in nessun posto in cui crescesse del legno vero. Fu come un pugno nello stomaco.
Non sono arrabbiata con te per essere venuta quass disse Nono. Era il nostro sogno, venire in posti cos. Per, quando hai chiesto di essere trasferita qui, eri incinta di tre mesi.
Era talmente improbabile che mi selezionassero... disse Anna, e sent il tono difensivo che aveva assunto la sua stessa voce.
Nono annu. Gi. Ma sei stata scelta. E poi questa storia per le Nazioni Unite... Andartene laggi come parte del gruppo consiliare del segretario generale. E nostra figlia non ha nemmeno due anni.
Credo che almeno duecento persone abbiano fatto domanda per la stessa posizione disse Anna.
Hanno scelto te. Vogliono che sia tu ad andare.
Era cos improbabile... cominci a dire Anna.
Ti scelgono sempre la interruppe Nono. Perch sei molto speciale. Lo capiscono tutti, questo. Come lo capisco io. L'ho capito la prima volta che ti ho incontrata, quando hai tenuto quel discorso alla conferenza sulla fede in Uganda. Eri talmente nervosa che avevi fatto cadere gli appunti, ma si sarebbe potuto sentir cadere uno spillo in quella sala. Non potevi fare a meno di risplendere.
Ti ho rubata al tuo Paese disse Anna. Diceva sempre cos, quando Nono parlava di quando si erano conosciute. Alla chiesa ugandese avrebbe fatto comodo una giovane ministra del culto come te.
Sono stata io a rubarti disse Nono, come diceva sempre, solo che stavolta le dava una sconcertante impressione di formalit. Come se fosse un noioso rituale da affrettare. Ma dici sempre cos: Ce n'erano cos tanti altri. Era improbabile che venissi selezionata.'
 la verit.
 una scusa che usi per giustificarti. Sei sempre stata un tipo che preferisce chiedere scusa piuttosto che permesso.
Non andr disse Anna, premendosi le mani sugli occhi e sulle lacrime che minacciavano di uscire. Batt il gomito sulla ciotola dell'insalata, e per poco non la fece cadere gi dal tavolo. Non gli ho ancora dato conferma. Dir loro che  stato un errore.
Annushka disse Nono, stringendole la mano. Tu andrai. Ma io porter Nami con me, a Mosca. Potr conoscere i suoi nonni. Crescere in gravit reale.
Anna sent una fitta di terrore attraversarle lo stomaco. Mi stai lasciando?
Il sorriso di Nono era un misto di esasperazione e amore.
No. Sei tu che lasci noi. Per un po'. E, quando tornerai, ci troverai ad aspettarti a Mosca. La tua famiglia. Trover un bel posto in cui abitare laggi, e io e Nami ne faremo una casa. Un posto in cui poter essere felici. Ma non verremo con te.
Perch? fu tutto ci che Anna riusc a pensare di dire.
Nono si alz e prese due piatti dalla credenza, poi impiatt la cena e la port in tavola. Mentre si serviva qualche cucchiaiata di insalata Waldorf disse: Ho davvero paura di quell'affare. Di quella cosa da Venere. Ho paura di quello che pu significare per tutto ci a cui teniamo. L'umanit, Dio, il nostro posto nel Suo universo. Ho paura di quel che pu fare, naturalmente, ma ho molta pi paura di ci che significa.
Anch'io disse Anna. Era vero. Anzi, era uno dei motivi che l'avevano spinta a chiedere di potersi unire alla spedizione quando era venuta a sapere del suo allestimento. Quella stessa paura di cui parlava Nono. Anna voleva guardarla dritta negli occhi. Dare una possibilit a Dio di aiutarla a capire. Soltanto dopo avrebbe potuto aiutare gli altri a farlo.
E allora va' a cercare le risposte disse Nono. Troverai la tua famiglia ad aspettarti al tuo ritorno.
Grazie disse Anna, vagamente sconcertata da ci che le stava offrendo Nono.
Credo disse Nono con la bocca piena di funghi e riso che probabilmente avranno bisogno di gente come te, l fuori.
E sarebbe?
Gente che non chiede permesso.

5.

Bull

Non  nel budget disse Michio Pa, vicecomandante della Behemoth. Se fosse stata una terrestre, sarebbe stata una donna minuta, ma una vita passata in microgravit l'aveva cambiata come succedeva a tutti. Le sue braccia, gambe e spina dorsale erano tutte leggermente allungate. Non propriamente esili. Solo messe assieme in modo diverso. La sua testa era pi grande del dovuto e, camminando in quella comoda accelerazione a un terzo di g, Pa era alta quanto Bull, con un aspetto perversamente infantile. A lui dava l'impressione di essere pi basso di quanto non fosse in realt.
Potrebbe essere il caso di correggere il tiro, allora disse Bull. Quando hanno inserito il cannone elettromagnetico, l'hanno fatto come se avessimo paratie stagne e supporti adeguati. Il fatto per  che i Mormoni stavano davvero cercando di assottigliare la massa della nave. Hanno impiegato un sacco di materiali ceramici e silicati al posto dei metalli. Attrezzi direzionali. Se sparassimo adesso con uno di quei cannoni, rischieremmo di strappar via la chiglia.
Pa continu a camminare per il lungo corridoio curvo. Il soffitto s'inarcava sopra di lei, bianco e perlomeno due volte pi alto del necessario - un vezzo estetico dei progettisti che non sapevano di essere al lavoro, in realt, su una nave da guerra. Il passo della vicecomandante era lievemente pi ampio del suo e si muoveva pi confortevolmente di lui a bassa gravit, costringendolo ad affrettare un poco il passo per starle dietro. Era uno dei mille piccoli modi in cui i cinturiani erano soliti ricordare agli uomini e alle donne nati sulla Terra che non appartenevano a quel luogo. La vicecomandante scosse la testa.
Siamo venuti qui con un piano operativo disse. Se cominciassimo a riscriverlo tutte le volte che troviamo una qualche miglioria che ci piacerebbe fare, tanto varrebbe non darsi pena.
Nel suo intimo, Bull pensava la stessa cosa, ma con un'inflessione diversa. Se fosse stato lui il vicecomandante, il piano operativo sarebbe stato definito una linea guida e sarebbe stato consultato soltanto quando gli fosse venuta voglia di farsi una bella risata. Probabilmente Pa lo sapeva. Raggiunsero la rampa di transito, una curva lievemente digradante che portava dai livelli di comando e controllo della Behemoth gi fino al massiccio tamburo del suo corpo. Dal dominio di Pa al suo.
Senta, disse Pa, torcendo la bocca in un sorriso che si voleva conciliatorio segner un appunto per la modifica ma non ho intenzione di riallocare risorse finch non avr chiaro il quadro generale. Voglio dire, se comincio a togliere risorse al controllo ambientale per coprire questa voce, e la prossima settimana troviamo qualcosa che  necessario fare in quello stesso settore, non avrei fatto altro che rimandare il problema, giusto?
Bull fiss lo sguardo lungo la rampa. Le luci soffuse, incassate nelle pareti, riempivano l'aria con un bagliore privo di ombre, come una dozzinale visione del paradiso. Pa gli pos una mano sulla spalla. Probabilmente il suo era un gesto che voleva passare per comprensivo, ma parve invece condiscendenza.
S, va bene disse lui.
Andr tutto bene, capo disse Pa, dandogli una stretta sulla spalla. Bull annu e percorse la rampa fino alla piattaforma di trasferimento. I passi della vicecomandante svanirono alle sue spalle, sommersi dal ronzio dei riciclatori d'aria. Bull trattenne il bisogno di sputare a terra.
La Behemoth, quando ancora era la Nauvoo, era stata progettata con la prospettiva di una vita diversa. La maggior parte delle navi costruite per viaggiare tra i pianeti erano come imponenti edifici, con un piano sopra l'altro e la propulsione del reattore Epstein sul fondo, a dare l'impressione di gravit per tutta la durata del viaggio a parte quelle poche ore nel mezzo in cui la nave si girava per passare dalla fase di accelerazione a quella di decelerazione. Ma, Epstein o meno, nessuna nave poteva permettersi di raggiungere i requisiti di potenza o il calore generato da un'accelerazione permanente. Tanto pi che Epstein avrebbe avuto un paio di cosette da ridire sul tentativo di muovere una massa a velocit relativistiche. La Nauvoo era nata per essere una nave generazionale, e il suo viaggio avrebbe dovuto essere misurato in anni luce piuttosto che in minuti luce. La parte del suo ciclo vitale che poteva passare in accelerazione era ridotta, in confronto alle altre navi. Il ponte di comando e la sala controllo in cima, e i motori principali con le relative sale macchine sul fondo potevano quasi appartenere a un vascello normale collegato da due assi lunghi un chilometro, uno per l'ascensore di chiglia per il trasporto del personale e l'altro che dava accesso alla scocca del tamburo.
Tutto il resto era stato costruito per ruotare.
Per i secoli del suo tragitto verso Tau Ceti, il corpo della Nauvoo era stato progettato per ruotare. Dieci livelli di ingegneria ambientale, alloggi dell'equipaggio, templi, scuole, trattamento delle acque reflue, officine e forge, e, al centro, il vasto ventre della nave. Sarebbe stato come un pezzo di Terra curvo su s stesso. Terreni e fattorie, e l'illusione di essere all'aria aperta con un nucleo centrale di luce e calore generato da un reattore a fusione dolce e mitigato come un giorno d'estate.
Tutte le stanze e i corridoi nel corpo centrale della nave - la maggior parte del vascello - erano state costruite con quella lunga, infinita stagione come orizzonte. I brevi periodi di accelerazione e decelerazione all'inizio e alla fine del viaggio non avevano praticamente importanza. Tranne per il fatto che era tutto ci che rimaneva ora. Tutti quei luoghi che avrebbero dovuto essere pavimenti erano pareti, e lo sarebbero stati per sempre. Gli ampi ponti rinforzati progettati per trasportare un piccolo mondo di terra erano gli argini di un pozzo quasi inutilizzabile. Se qualcuno fosse caduto dal punto in cui i livelli di comando e controllo s'incontravano con quell'immenso nucleo, sarebbe potuto precipitare per quasi due chilometri pieni. I sistemi idrici costruiti per trarre vantaggio dalla gravit di rotazione e dall'effetto Coriolis se ne restavano in disparte, inutili. La Nauvoo era stata una meraviglia di ottimismo e ingegneria umani, una dichiarazione di fede nel potere combinato di Dio e dell'ingegneria pi spinta. La Behemoth era un lavoro arrabattato, con degli acceleratori di massa saldati sulle fiancate che le avrebbero procurato pi danni di un nemico in battaglia.
E Bull non aveva nemmeno il potere di porre rimedio ai problemi che aveva sotto gli occhi.
Attravers la stazione di trasferimento e gi, fino al suo ufficio. Le stanze e i corridoi, l, erano tutti costruiti di sbieco, in attesa di quella gravit di rotazione che non sarebbe mai giunta. Zone di metallo snudato e di cablaggi a vista testimoniavano la fretta nel finire la costruzione di quella nave, per poi recuperarla e rimodificarla. Il semplice passargli accanto lo deprimeva.
Samara Rosenberg, grande capo del reparto meccanico sulla Stazione di Tycho e ora capo meccanico a bordo della Behemoth, lo stava aspettando nell'anticamera, intenta a parlare con il nuovo vice di Bull. Serge, si chiamava, e Bull non sapeva ancora cosa pensare di quell'uomo. Serge era entrato a far parte dell'APE prima che fosse una cosa sicura da fare. Aveva il tradizionale simbolo del cerchio spezzato tatuato sul collo e lo indossava con orgoglio. Ma, come per il resto delle forze di sicurezza, era stato reclutato da Michio Pa e Bull non sapeva esattamente come stessero le cose. Non si fidava ancora di quell'uomo e la diffidenza gli impediva di pensare troppo bene di lui.
Sam, d'altro canto, gli piaceva.
Ehi, Bull disse lei, stravaccandosi sul divano in schiuma semirigida. Hai avuto modo di parlare con la vicecomandante?
Abbiamo parlato disse Bull.
E che si dice? chiese Sam, incrociando le braccia in un modo che stava a indicare che sapeva gi tutto.
Bull si pass una mano tra i capelli. Quando era giovane, i suoi capelli erano pi morbidi. Ora era come se potesse percepire ogni singolo stelo che gli toccava la punta delle dita. Tir fuori il suo terminale palmare e fece scorrere la schermata. C'erano cinque rapporti in attesa, tre rapporti di sicurezza di routine e due occasionali - un rapporto di infortunio e una denuncia di furto. Niente che non potesse attendere.
Ehi, Serge disse Bull. Puoi sorvegliare il forte per un'oretta?
Tutto quello che vuole, capo disse Serge con un mezzo ghigno. Il disprezzo che Bull percep in quelle parole era probabilmente semplice paranoia da parte sua.
E va bene. Andiamo, Sam. Ti offro un drink.
Su una nave della Coalizione, quando ancora c'era una Coalizione Terra-Marte, ci sarebbe stato uno spaccio militare. Con l'APE c'erano un bar e un paio di ristoranti a conduzione familiare, oltre alle razioni da sopravvivenza di pasti preconfezionati che chiunque poteva ottenere semplicemente facendone richiesta. Il bar si trovava in un ampio spazio che poteva essere stato progettato per una palestra o un campo da gioco, grande abbastanza da accomodare un centinaio di persone, ma Bull non ci aveva mai visto pi di una ventina di persone. L'illuminazione era stata cambiata con dei LED blu e bianchi dietro delle plastiche sabbiate. I tavoli erano nero lucido ed erano magnetizzati per tenere ben saldi i bulbi di birra e liquore. Niente veniva servito in un bicchiere, l.
Che-che! esclam il barista mentre Bull e Sam attraversavano l'ingresso. Moergen! Alles-mesa a voi.
Meh-ya rispose Sam, a suo agio con il pasticciato gergo cinturiano tanto quanto Bull con lo spagnolo o l'inglese. Era la sua lingua madre.
Che ti bevi? le chiese Bull mentre si sedeva a uno dei tavoli. Preferiva quelli da cui poteva vedere l'ingresso. Era una vecchia abitudine.
Sono in servizio disse lei, sedendoglisi di fronte.
Bull si chin in avanti, attirando l'attenzione del cameriere, e alz due dita.
Due limonate disse.
Sa sa! rispose il barista, alzando un pugno nell'equivalente di un cenno d'assenso. Bull si appoggi allo schienale e guard Sam. Era una donna piuttosto bella. Carina, con i capelli tagliati corti e il sorriso veloce. Quando si erano conosciuti, Bull aveva passato un buon minuto a riflettere se la considerasse attraente o meno. Ma, se anche aveva notato lo stesso calcolo in lei, erano andati oltre quello stadio.
Non  andata un granch? chiese Sam.
No.
Sam inarc le sopracciglia e appoggi i gomiti sul tavolo. Lui le riassunse le obiezioni e la logica di Pa, e l'espressione di Sam mut gradualmente in un fatalistico divertimento.
Aspettare il riallestimento va bene, certo disse quando Bull ebbe terminato. Ma se facciamo un test di accensione di questa ragazzaccia, rischiamo di fare un gran bel botto.
Ne sei certa?
Non al cento percento rispose lei. Siamo abbondantemente sopra l'ottanta, per.
Bull sospir imprecando stancamente mentre il barista portava loro i bulbi di limonata. Erano della taglia dei pugni chiusi di Bull, color giallo limone, con la scritta ?p??????? ?????? ?????? stampata sul fianco a caratteri rosso acceso.
Forse dovrei andare a parlarci io disse Sam. Se fossi io stessa a dirglielo...
Se fossi tu a dirglielo, probabilmente sarebbe meglio disse Bull. E d'ora in poi potrebbero dirmi no su tutto. L'ha chiesto Bull? Be', se fosse importante avrebbe mandato la cinturiana.' Dico bene?
Credi davvero che il problema sia che non sei nato quass?
Gi.
Be'... Probabilmente hai ragione disse Sam. Mi dispiace.
Fa parte del gioco disse Bull, fingendo che non gli importasse.
Sam tir via la limonata dal tavolo e ne prese un lungo sorso pensieroso. Il bulbo schiocc quando il magnete ader nuovamente al piano del tavolo. Non ho niente contro gli interni. Ho lavorato con un sacco dei vostri, e non mi sono imbattuta in una percentuale di stronzi significativamente pi alta di quando ho a che fare con i cinturiani. Ma devo ottenere che quei cannoni a impulsi vengano rinforzati. Se c' un modo per farlo senza scavalcarti, per me va bene.
Ma se bisogna scegliere tra questo e combinare un casino con la nave... disse Bull, annuendo. Dammi un po' di tempo. Trover una soluzione.
Comincia da quando vorrai sparare a qualcuno e conta diciotto giorni disse Sam. Quello  il mio termine massimo. Anche se fossero tutti sobri e lavorassero fino a spaccarsi il culo, i miei ragazzi non potranno farcela in meno tempo di cos.
Trover una soluzione disse Bull.
Salt fuori che la denuncia di furto proveniva da un intero reparto meccanico che non aveva trovato un accordo su dove sistemare i propri attrezzi. Il rapporto di infortunio riguardava un ragazzino che era rimasto incastrato tra la copertura di un ponte e un lavoratore su un robot di recupero. La cartilagine nel ginocchio del ragazzo si era sbriciolata in una dozzina di pezzettini; il medico aveva detto che una bella frattura pulita sarebbe stata meglio. L'uomo ferito se la sarebbe cavata ma sarebbe rimasto in congedo per almeno un mese mentre gli rincollavano tutti i pezzi.
I rapporti di sicurezza erano aria fritta, il che significava che le cose stavano andando bene o che si era glissato sugli eventuali problemi. Probabilmente le cose stavano andando bene. Il tragitto fino all'anello era un giro di prova e questo significava invariabilmente che ci sarebbe stato un breve periodo di luna di miele, con tutti i membri dell'equipaggio intenti a lavorare uniti, spalla a spalla. Ci si aspettava che ci sarebbero stati dei problemi, per cui, quando il morale dell'equipaggio non aveva ancora cominciato a scendere, c'era una sorta di periodo di grazia.
Quella dell'ufficiale in capo alla sicurezza su una nave dell'APE era una posizione un po' ambigua: da una parte poliziotto, dall'altra esperto in efficienza; in pratica, un po' come un capo scout per tutto un equipaggio di diecimila individui, ognuno dei quali con le proprie faccende da portare avanti, i propri squallidi giochini di potere e un sacco di opinioni su come avrebbe potuto far meglio il suo lavoro. Il compito a tempo pieno di un buon capo della sicurezza era quello di salvaguardare l'attenzione del capitano da ogni tipo di inutile stronzata che potesse arrivargli a tiro.
La parte peggiore, per, era che tutti gli incarichi formali di Bull erano rivolti verso l'interno, sulla nave. In quello stesso istante, una flottiglia di navi terrestri stava facendo rotta a tutta velocit nella notte pi profonda. Uno schieramento di egual potenza della flotta marziana - quel che rimaneva della marina militare che era sopravvissuta a due non-chiamiamole-guerre - si precipitava nella stessa direzione su una rotta convergente. Anche la Behemoth procedeva arrancando verso lo stesso obiettivo, con un vantaggio in partenza che le derivava dall'essere pi lontana dal sole e un'andatura a bassa accelerazione che la manteneva lenta. E tutta l'attenzione era rivolta verso l'Anello.
Nella casella del capitano Ashford si sarebbero ammassate decine di rapporti e, in qualit di suo vicecomandante, anche Pa avrebbe potuto leggerli. A Bull sarebbero rimasti i rimasugli e le briciole che gli avrebbero permesso di raccogliere, o lo stesso miscuglio di fandonie e panico che affollava i canali notiziari. Ashford e Pa sarebbero stati in conferenza per la maggior parte dei loro turni, analizzando opzioni e strategie e simulando scenari possibili per come sarebbero potute andare le cose quando fossero giunti all'Anello. A Bull sarebbe toccato occuparsi di tutte le faccende pi triviali, per evitare che lo facessero loro.
E comunque, avrebbe fatto s che quella missione fosse un successo. Perch glielo aveva chiesto Fred.
Ehi, capo disse Serge. Bull alz gli occhi dallo schermo del terminale sulla sua scrivania. Serge era in piedi sull'uscio dell'ufficio. Il turno  finito, io vado.
Va bene disse Bull. Io ho ancora un po' da fare. Chiudo io quando ho finito.
Bien alles disse Serge con un cenno del capo. I suoi passi leggeri e strascinati sibilarono oltre la porta d'ingresso. Nel corridoio, Gutmansdottir si accarezz la barba bianca e Casimir disse qualcosa che li fece sghignazzare entrambi. Corin salut Serge con uno scatto del mento quando lo vide uscire. La porta si richiuse alle sue spalle. Quando fu sicuro di essere rimasto solo, Bull apr il piano operativo e cominci la sua caccia. Non aveva l'autorit per cambiarlo, ma questo non significava che non potesse cambiare niente.
Due ore pi tardi, quando ebbe finito, spense lo schermo e si alz in piedi. L'ufficio era buio e pi freddo di quanto non gli sarebbe piaciuto. Il ronzio del sistema di ventilazione lo confort. Se mai fosse stato del tutto silenzioso, allora s che ci sarebbe stato di che preoccuparsi. Si stir e le vertebre tra le sue scapole scrocchiarono come ghiaia.
Dovevano essere ancora al bar. Era probabile. Serge, Corin e Casimir. Macondo e Garza, tanto simili che avrebbero potuto essere fratelli. Jojo. I suoi. Per quanto potesse chiamarli tali. Sarebbe dovuto andare l. Stare con loro. Fare amicizia.
Sarebbe dovuto andare alla sua brandina.
Andiamo, vecchio disse.  ora di riposarsi un po'.
Aveva chiuso a chiave l'ufficio prima che la voce di Sam gli tornasse in mente. Anche se fossero tutti sobri e lavorassero fino a spaccarsi il culo, i miei ragazzi non potranno farcela in meno tempo di cos. Esit, con le grosse dita ferme sul tastierino numerico. Era tardi. Aveva bisogno di mangiare e di dormire, e di passare un'oretta sull'aggregatore familiare che suo cugino aveva impostato tre anni prima per aiutare tutti a tenere traccia di dove vivessero gli altri membri della famiglia. Ad aspettarlo, gi sulla Terra, c'era un container pieno di chili verde da parte di Hatch. La mattina dopo sarebbe stato ancora tutto l, e ancora di pi. Non c'era nessun bisogno che si caricasse di pi lavoro del necessario. Nessuno l'avrebbe ringraziato per questo.
Torn dentro, riaccese la scrivania e rilesse il rapporto d'infortunio.
Sam aveva una bella risata. Una risata che le veniva dalla pancia. Riemp la sala macchine, riecheggiando sui soffitti e le pareti finch non sembr che ci fosse una folla di lei. Due dei tecnici dall'altra parte del locale si voltarono per guardarla, sorridendo senza sapere per cosa stessero sorridendo.
Supporto tecnico? disse lei. Mi stai prendendo in giro.
I fucili a impulsi sono un tipo di equipaggiamento decisamente tecnico disse Bull. Hanno bisogno di supporto.
Quindi hai ridefinito i confini del mio supporto tecnico.
Gi.
Non regger mai disse Sam.
E allora vedi di farlo in fretta replic Bull.
Ashford ti accoller un provvedimento disciplinare disse lei, con una nota divertita ancora non del tutto sbiadita dalla voce.
 suo diritto. Ma c' un'altra cosa di cui vorrei parlarti. Ieri hai detto qualcosa a proposito di quanto tempo ci vorrebbe per fare questa cosa se tutti quelli della tua squadra fossero sobri...
Fu come spegnere una luce. Il sorriso lasci il viso di Sam come se non ci fosse mai stato. Lei incroci le braccia. Piccole rughe a mezzaluna le infossarono gli angoli della bocca, facendola sembrare pi vecchia di quanto non fosse. Bull le rivolse un cenno del capo come se lei avesse detto qualcosa.
Hai dei tecnici che vengono a lavorare da ubriachi disse.
A volte capita disse lei. E poi, riluttante: In parte  alcol, ma perlopi si tratta di polvere di fata, per rimediare alla mancanza di sonno.
Ho un rapporto su di un ragazzino che si  fatto spappolare il ginocchio. Il suo sangue era pulito, ma pare che nessuno abbia esaminato quello del tipo che stava guidando il robot. Il nome dell'operatore non figura nemmeno sul rapporto. Strano, eh?
Se lo dici tu disse lei.
Bull si guard i piedi. Fiss gli stivali di servizio grigi e neri. Il pavimento immacolato.
Mi serve un nome, Sam.
Sai bene che non posso farlo disse lei. Questi imbecilli sono la mia squadra. Se perdo il loro rispetto, qui abbiamo chiuso.
Non sbatter in cella i tuoi, a meno che non stiano spacciando.
Non puoi chiedermi di scegliere da che parte stare. E, scusa se te lo dico, ma non  che tu abbia un sacco di amici da queste parti. Dovresti fare attenzione a come ti inimichi la gente.
Dall'altra parte della sala, i due tecnici sollevarono un robot rotto su un ponte di riparazione in acciaio. Il mormorio della loro conversazione era composto soltanto dal suono delle parole, senza le parole stesse. Se lui non riusciva a sentirli, Bull s'immagin che quelli non potessero sentire lui.
Gi. Allora, Sam?
Bull.
Avr bisogno che tu scelga da che parte stare.
La guard vacillare. Le ci volle soltanto qualche secondo. Poi Bull guard dall'altra parte dell'officina. I tecnici avevano aperto il robot, tirando via dalla sua spina dorsale un motore elettrico. Era pi piccolo di un pacco di lattine da sei e costruito per generare una torsione sufficientemente forte da strappare l'acciaio. Non era il genere di cose con cui giocherellare da ubriachi. Sam segu il suo sguardo e il corso dei suoi pensieri.
Per essere un tipo tanto propenso a piegare le regole, a volte sai essere fottutamente inflessibile.
Credo fortemente nella necessit di fare quel che va fatto.
Gli ci volle un altro minuto, ma alla fine lei gli diede un nome.

6.

Holden

Urano  davvero lontano disse Naomi mentre avanzavano lungo il corridoio verso la baia di attracco. Era la terza obiezione al contratto che aveva sollevato fino a quel momento, e c'era qualcosa nella sua voce che faceva intuire a Holden che sulla sua lista ci fossero molti pi punti. In altre circostanze, Holden avrebbe pensato che fosse semplicemente arrabbiata per il fatto che avesse gi accettato l'incarico. E in effetti era arrabbiata. Ma non semplicemente.
Gi disse lui.  cos.
E Titania  una merdosissima luna con una minuscola base scientifica sopra prosegu Naomi.
Gi.
Potremmo comprarcela, Titania, con tutto il grano che dovranno sborsare questi tizi per ingaggiarci per volare fin l disse lei.
Holden si strinse nelle spalle. Quella zona di Ceres era un labirinto di tunnel di rimessaggio da due soldi e loculi ufficio perfino pi squallidi. Le pareti erano di un bianco sudicio tipico della schiuma isolante. Chiunque avesse avuto un coltellino e qualche minuto da perdere avrebbe potuto raggiungere il nucleo roccioso di Ceres senza particolari sforzi. Dall'aspetto fatiscente di quel corridoio, nei paraggi dovevano esserci parecchie persone con un coltello e del tempo da perdere.
Un piccolo muletto da carico venne gi verso di loro lungo il corridoio con un ronzio elettrico e uno stridulo trillo continuo. Holden si addoss alla parete e tir a s Naomi per toglierla dal percorso del carrello. Il conducente lo ringrazi con un cenno del capo mentre li superava.
Allora, perch ci stanno ingaggiando? gli chiese. Pretese.
Magari perch siamo fichissimi?
Titania avr... quanto, un paio di centinaia di abitanti in quella base scientifica? disse Naomi. Lo sai come ci mandano le riserve alimentari, di solito? Le caricano su un razzo a frenata unica e le scagliano verso l'orbita di Urano con un cannone.
Di solito concord Holden.
E la societ? Outer Fringe Exports? Se dovessi costituire una societ di copertura di cui potermi liberare secondo convenienza, lo sai come la chiamerei?
Outer Fringe Exports?
Outer Fringe Exports disse lei.
Naomi si ferm di fronte al portellone d'ingresso che dava accesso alla baia di attracco a noleggio e la Rocinante. Il cartello elettronico sopra di loro segnalava l'identit del noleggiatore: Outer Fringe Exports. Holden allung una mano verso i controlli di depressurizzazione per l'apertura delle porte ma Naomi gli pos una mano sul braccio.
Questa gente sta noleggiando una nave da guerra per trasportare qualcosa su Titania disse, abbassando la voce come se avesse paura di essere spiata. Come possono permettersi una spesa del genere? La nostra stiva  grossa quanto una cappelliera.
Magari abbiamo fatto loro un buon prezzo? disse Holden, cercando di fare lo spiritoso senza per riuscire nell'intento.
Che cosa si potrebbe voler mandare su Titania che abbia bisogno di una nave veloce, furtiva e pesantemente armata? Hai chiesto cosa ci fosse in quelle casse che abbiamo accettato di trasportare?
No disse Holden. No, non l'ho chiesto. E di norma lo farei, ma mi sto impegnando per non doverlo scoprire.
Naomi lo guard in tralice, con l'espressione che passava da rabbiosa a preoccupata. Perch?
Holden tir fuori il terminale palmare e apr una mappa orbitale del sistema solare. Lo vedi questo, quaggi in fondo, sull'orlo? Questo  l'Anello. Fece scorrere l'immagine fino all'altra parte del sistema solare. E questo  Urano. Sono letteralmente i due luoghi con presenza umana pi distanti tra loro nell'intero universo.
E allora? chiese Naomi.
Holden fece un respiro profondo. Sent un'ondata di quell'angoscia che cercava sempre di negare salirgli dentro e la respinse in fondo allo stomaco.
E so che non ne parlo molto ma c' qualcosa di molto sgradevole e di molto grosso, che ha gi mietuto molte vittime, che conosce il mio nome, ed  collegata all'Anello.
Miller disse Naomi.
L'Anello si  aperto, e lui l'ha saputo nel momento in cui  successo.  stata la cosa pi vicina al sensato che abbia fatto da quando...
Da quando  tornato dal mondo dei morti. Quelle parole non riuscivano a uscirgli di bocca, e Naomi non lo costrinse a dirle. Un suo cenno del capo bast. Aveva capito. In un gesto di leggendaria vigliaccheria, Holden aveva deciso di fuggire dall'altra parte del sistema solare per evitare Miller, l'Anello e tutto ci che aveva a che fare con loro. Se avessero dovuto trasportare organi umani destinati al mercato nero, droghe, sexbot o qualsiasi cosa ci fosse in quelle casse, l'avrebbe fatto. Perch era terrorizzato.
Okay disse Naomi, e spinse la porta d'ingresso per farlo entrare.
Nella periferia pi esterna di Ceres, dove la gravit di rotazione era maggiore, Holden aveva quasi l'impressione di essere su Luna o Marte. Le gru di carico s'inerpicavano lungo la pelle della stazione come grosse vene, in attesa che i robot consegnassero il loro carico. Lunghe cicatrici rattoppate alla bell'e meglio segnavano le pareti nei punti in cui erano state rovinate da qualche incidente. L'aria puzzava di liquido refrigerante e di filtri da due soldi, di quelli che a Holden facevano venire in mente l'odore delle pastiglie igienizzanti da orinatoio. Amos se ne stava sdraiato su un carrello elettrico, a occhi chiusi.
Abbiamo preso l'incarico?
L'abbiamo preso disse Naomi.
Amos socchiuse un occhio mentre si avvicinavano. Un'unica ruga perplessa gli solc l'ampia fronte.
E siamo contenti? chiese.
Ci pu andar bene disse Naomi. Cominciamo a scaldare il carrello. Il carico arriver tra una decina di minuti e probabilmente sar meglio decollare dalla stazione il prima possibile, senza destare sospetti.
C'era qualcosa di bello nell'efficienza di un equipaggio che aveva volato insieme per tanto tempo, come loro. Una fluidit, un'intimit e una grazia che derivavano da una lunga esperienza. Otto minuti dopo l'arrivo di Holden e Naomi, la Roci era pronta a ricevere il carico. Dieci minuti dopo, non era ancora successo niente. E cos venti minuti dopo. E poi un'ora. Holden camminava nervosamente lungo la gru pi vicina al portellone d'ingresso con uno sgradevole formicolio che gli risaliva dal collo verso la nuca.
Siete sicuri che abbiamo preso l'incarico? chiese Amos.
Quei tizi mi sembravano davvero loschi disse Naomi attraverso il sistema di comunicazione interna dalla sua postazione sul ponte operativo. Credo che ci abbiano fregato, a parte il fatto che non abbiamo dato a nessuno i nostri numeri di conto.
Il tempo corre, capo disse Alex dalla cabina di pilotaggio. Questi moli di carico si fanno pagare al minuto.
Holden si rimangi l'irritazione e disse: Li richiamo.
Prese il terminale e si connett con l'ufficio della compagnia di esportazioni. Scatt la segreteria, come le tre volte precedenti in cui aveva richiesto la connessione. Attese il segnale acustico che gli avrebbe permesso di lasciare l'ennesimo messaggio. Prima di poterlo fare, per, il suo display s'illumin con una richiesta di connessione in entrata dallo stesso ufficio. Rispose.
Holden.
Questa  una chiamata di cortesia, capitano Holden disse la voce dall'altra parte della linea. L'immagine a schermo mostrava il logo della Outer Fringe Exports su sfondo grigio. Recediamo dal contratto, e credo che le convenga considerare l'ipotesi di lasciare quel molo molto, molto in fretta.
Non potete ritirarvi ora disse Holden, cercando di mantenere un tono pacato e professionale nonostante il panico che si sentiva crescere dentro. Abbiamo firmato un contratto. L'acconto  stato incassato. E non  rimborsabile.
Lo tenga gli disse il suo interlocutore. Ma sappia che consideriamo la sua mancata segnalazione della vostra situazione come un'infrazione precedente agli accordi.
Situazione?, pens Holden. Non potevano sapere di Miller. Non pensava che fosse possibile. Non capisco...
Il gruppo che vi sta alle calcagna  andato via dal nostro ufficio poco meno di cinque minuti fa, per cui fareste probabilmente meglio a lasciare Ceres con una certa urgenza. Arrivederci, signor Holden...
Aspetti! esclam Holden. Chi c'era l? Che sta succedendo?
La chiamata s'interruppe.
Amos si strofin i capelli ispidi e cortissimi sul cranio pallido con entrambe le mani. Sospir e disse: Abbiamo un problema, giusto?
Gi.
Rientro subito replic Amos, scendendo dal carrello.
Alex, quanto tempo ci mettiamo a liberare questo attracco? chiese Holden. Caracoll lungo la baia verso il portellone d'ingresso. Non sembrava esserci alcun modo di serrarlo dalla sua parte. E perch avrebbe dovuto esserci? Quei moli erano spazi temporanei a noleggio per il carico e scarico merci. Non c'era bisogno di particolari sicurezze.
La Roci  calda rispose Alex, senza fare domande ovvie. Holden gliene fu grato. Datemi dieci minuti per la sequenza di disaccoppiamento, dovrebbero bastare.
Comincia subito disse Holden, affrettandosi verso il portellone pressurizzato della nave. Lascia il portellone aperto fino all'ultimo. Io e Amos resteremo qui fuori per assicurarci che nessuno interferisca.
Ricevuto, Cap rispose Alex, e abbandon la connessione.
Interferisca? disse Naomi. Ma che sta... Okay, perch Amos sta uscendo con un fucile?
Hai presente quei tipi loschi e poco raccomandabili con cui abbiamo appena firmato un contratto?
S.
Ci hanno appena mollato. E qualsiasi cosa li abbia spaventati abbastanza da farlo, ora sta venendo qui. Non credo che un fucile sia una reazione esagerata.
Amos corse gi per la rampa, con il suo fucile automatico nella destra e un fucile d'assalto nella sinistra. Lanci quest'ultimo a Holden, poi si mise in copertura dietro il carrello e punt l'arma verso il portello d'ingresso alla baia d'attracco. Come Alex, non chiese perch.
Vuoi che venga l? chiese Naomi.
No, ma preparati a difendere la nave se dovessero riuscire a superare me e Amos rispose Holden, poi si spost verso la stazione di ricarica del carrello. Era l'unica altra copertura su quel molo altrimenti vuoto.
Con tono leggero, Amos chiese: Hai idea di quello che dovremmo aspettarci?
No disse Holden. Impost il fucile su fuoco automatico e sent una vaga sensazione di nausea risalirgli in gola.
Ah, molto bene disse Amos gioiosamente.
Otto minuti disse la voce di Naomi dal suo terminale palmare. Non era molto tempo ma, se avessero dovuto tenere la baia contro un fuoco ostile, sarebbero sembrati un'eternit.
La luce del segnalatore di accesso all'ingresso del molo lampeggi di giallo per tre volte e il portellone si apr scivolando da un lato.
Non sparare finch non apro il fuoco disse piano Holden. Amos gli rispose con un grugnito.
Una donna alta e bionda fece il suo ingresso sul molo. Aveva una corporatura da terrestre, un viso da stella del video e non doveva avere pi di vent'anni. Quando vide i due fucili che le venivano puntati contro, alz le mani e agit le dita. Non sono armata disse. Il suo sorriso le scav delle fossette nelle guance. Holden cerc d'immaginarsi perch mai una supermodella potesse essere sulle sue tracce.
Salve disse Amos, restituendole un gran sorriso.
Chi sei? disse Holden, tenendole il fucile puntato contro.
Mi chiamo Adri.  lei James Holden?
Posso esserlo io disse Amos se vuoi. Lei sorrise. Amos fece altrettanto ma tenne l'arma in posizione prudentemente neutrale.
Che abbiamo, l sotto? chiese Naomi, con voce tesa nell'orecchio di Holden. Abbiamo una minaccia?
Non lo so ancora disse Holden.
 lei, vero? Lei  James Holden disse Adri, avanzando verso di lui. Il fucile d'assalto impugnato da Holden non sembrava preoccuparla minimamente. Da vicino, profumava di fragole e vaniglia. Capitano James Holden, della Rocinante?
S rispose lui.
Lei gli porse un terminale palmare sottile, usa e getta. Holden lo prese di riflesso. Il terminale mostrava una sua foto, con sotto il suo nome, il suo codice cittadino delle Nazioni Unite e il suo numero identificativo della marina delle Nazioni Unite.
 una notifica disse la ragazza. Mi spiace.  stato un piacere fare la sua conoscenza.
Poi si volt verso la porta e se ne and.
Ma che cazzo... disse Amos a nessuno in particolare, lasciando cadere la punta del fucile verso terra e strofinandosi di nuovo il capo ispido.
Jim? chiam Naomi.
Dammi un secondo.
Holden sfogli rapidamente il mandato di comparizione, saltando sette verbose pagine di legalese per arrivare al punto: i marziani rivolevano la loro nave. Erano stati avviati dei procedimenti ufficiali in entrambe le corti, marziana e terrestre, che contestavano la validit del diritto di recupero avanzato da Holden sulla Rocinante, che nel documento chiamavano Tachi. Sulla nave insisteva un ordine di confisca in attesa di sentenza, con effetto immediato.
All'improvviso, la sua breve conversazione con la Outer Fringe Exports ebbe molto pi senso.
Cap? disse Alex attraverso la connessione. Qui mi danno il rosso sul rilascio del gancio di attracco. Sto inviando una richiesta di sblocco. Non appena ci danno l'okay possiamo tagliare la corda.
Che sta succedendo l sotto? chiese Naomi. Ce ne andiamo o no?
Holden fece un lungo respiro profondo, sospir e imprec oscenamente.
La sosta pi lunga che la Rocinante avesse fatto da quando Holden e gli altri erano diventati indipendenti era stata di cinque settimane e mezzo. I dodici giorni che la Roci aveva passato sotto chiave sembravano molto pi lunghi. Naomi e Alex restarono sulla nave per la maggior parte del tempo, a inoltrare richieste di assistenza agli avvocati e alle societ di consulenza legale di tutto il sistema. I pareri erano sempre pi concordi a ogni nuova lettera e conversazione ricevute. Marte era stato intelligente ad avviare un procedimento legale presso i tribunali terrestri, parallelamente ai suoi. Anche se Holden e la Roci fossero riusciti a sfuggire al guinzaglio su Ceres, tutti i porti maggiori avrebbero rifiutato loro l'accesso. Non avrebbero potuto far altro che imboscarsi da un porto all'altro del mercato grigio cinturiano. E, quand'anche fossero riusciti a trovare incarichi a sufficienza, avrebbero rischiato di non trovare le risorse necessarie per continuare a volare.
Se avessero portato il caso di fronte a un magistrato, avrebbero potuto perdere la nave o meno, ma sarebbe stato costoso da scoprire. Quei conti che Holden aveva reputato confortevolmente pieni, all'improvviso sembravano fin troppo esigui. Restare sulla Stazione di Ceres lo rendeva irrequieto; essere sulla Roci lo rattristava.
Diverse volte, durante i suoi viaggi sulla Roci, si era immaginato - perfino aspettato - che tutto sarebbe giunto a una tragica conclusione. Ma quegli scenari avevano contemplato battaglie spaziali, mostruosit aliene o affondi disperati in chiss quale atmosfera planetaria. Si era immaginato con un nauseante senso di angoscia come sarebbe stato veder morire Alex o Amos. O Naomi. Si era chiesto se loro tre sarebbero andati avanti anche senza di lui. Ma non aveva mai considerato l'ipotesi che al momento della fine sarebbero stati tutti perfettamente in salute, e che sarebbe stata proprio la Rocinante ad andarsene.
Quando arriv la speranza, fu sotto le sembianze di una squadra documentaristica dalla rete di servizio pubblico delle Nazioni Unite. Monica Stuart, a capo del team, era una donna con i capelli ramati e le lentiggini sul viso; quando Holden la vide sullo schermo del ponte di comando, la sua bellezza rigorosa e professionale le conferiva un'aria vagamente familiare. Non era venuta di persona.
Di quante persone stiamo parlando? chiese Holden.
Quattro disse lei. Due operatori di camera, il mio tecnico audio e io.
Holden si pass una mano sulla barba a chiazze di otto giorni. Un senso di ineluttabilit gli pesava sullo stomaco come un macigno.
Fino all'Anello disse.
Fino all'Anello conferm lei. Dobbiamo andare alla massima velocit per arrivare l prima dei marziani, della flottiglia terrestre e della Behemoth. E non ci dispiacerebbe avere un minimo di protezione una volta giunti sul posto, cosa che la Rocinante  perfettamente in grado di offrirci.
Naomi si schiar la gola e la documentarista concentr la propria attenzione su di lei.
 certa di poter far annullare il blocco sulla Roci? le chiese Naomi.
Sono protetta dall'Atto per la libert di stampa. Ho il diritto di accedere all'uso ragionevole di materiali e personale ingaggiato nel perseguimento di una storia. Altrimenti, chiunque potrebbe bloccare qualunque storia non gli andasse a genio con semplici, perniciose ingiunzioni come quella che avete sulla Roci. Ho un contratto retrodatato in cui si dice che vi ho assunto un mese fa, prima del mio arrivo su Ceres. E dispongo di una squadra di giuristi con un ufficio da dieci scrivanie in grado di sommergere chiunque abbia qualcosa da obiettare in tante di quelle scartoffie da farle durare per una vita intera.
Quindi eravamo al suo servizio fin da prima disse Holden.
Solo se volete che quel blocco venga tolto. Ma io sto cercando qualcosa di pi di un passaggio.  per questo che  ragionevole che io cerchi di ingaggiare una nave come la vostra.
Sapevo che c'era un ma' disse Holden.
Voglio anche intervistare l'equipaggio. Bench vi siano una mezza dozzina di navi che potrei usare per raggiungere il mio obiettivo, la vostra  l'unica che ha a bordo i sopravvissuti di Eros.
Naomi lanci un'occhiata a Holden. I suoi occhi erano attentamente neutri. Meglio restare l, intrappolati su Ceres mentre la Roci gli veniva strappata via centimetro dopo centimetro, o volare dritti nel fondo dell'abisso con tutto il suo equipaggio? E poi c'era l'Anello.
Ci devo pensare disse Holden. Mi far risentire.
Rispetto la sua decisione disse Monica. Ma la prego di non metterci molto. Se non con voi, dobbiamo pur sempre andare, ma con qualcun altro.
Holden tagli la comunicazione. In quel silenzio, il ponte di comando sembrava pi grande di quanto non fosse in realt.
Non  una coincidenza disse Holden. Guarda caso, ci capita di essere bloccati da Marte e, guarda caso, l'unica cosa che pu liberarci dalle ganasce  diretta proprio verso l'Anello? Non esiste. Ci stanno manipolando. Qualcuno sta tirando i fili della cosa.  lui.
Jim...
 lui.  Miller.
Non  Miller. Riesce a malapena a mettere insieme una frase sensata disse Naomi. Come potrebbe architettare qualcosa del genere?
Holden si chin in avanti e il sedile che aveva sotto si spost con lui. Si sentiva la testa imbottita di lana.
Se andiamo, possono sempre togliercela disse. Una volta conclusa questa faccenda, non saremo in posizione migliore di quanto non siamo adesso.
A parte il fatto che non saremmo incastrati su Ceres disse Naomi. E fino a laggi  un bel pezzo di strada. E un bel pezzo per tornare. Potrebbero cambiare parecchie cose.
Non suona confortante come avresti voluto.
Il sorriso di Naomi fu tenue ma non amaro.
Hai ragione disse.
La Rocinante ronzava intorno a loro, con i sistemi che attuavano i controlli automatici di manutenzione e l'aria che circolava delicatamente attraverso le condutture. La nave che respirava e sognava. La loro casa, a riposo. Holden allung una mano e intrecci le dita con quelle di Naomi.
Abbiamo ancora parecchi soldi. Potremmo chiedere un prestito disse lei. Potremmo comprare una nave diversa. Non buona come questa, ma... Non deve per forza essere la fine di tutto.
Eppure lo sarebbe.
Probabilmente.
Allora non abbiamo scelta disse Holden. Andiamo a Ninive.
Monica e la sua squadra arrivarono alle prime ore del mattino, caricando poche casse di equipaggiamento che trasportarono loro stessi. Di persona, Monica era pi magra di quanto sembrasse sullo schermo. I suoi due operatori erano una robusta terrestre di nome Okju e un marziano dalla pelle scura di nome Clip. Le telecamere che trasportavano parevano armi montate a spalla, con telai telescopici in lega che potevano allungarsi per quasi due metri o ritrarsi per poter girare attorno agli angoli pi angusti della nave.
Il tecnico audio era cieco. Aveva i capelli bianchi radi e un paio di occhiali con i vetri scuri. I suoi denti erano gialli come avorio invecchiato, e aveva un sorriso gentile e umano. Secondo i documenti il suo nome era Elio Casti ma, per chiss quale motivo, il resto della squadra lo chiamava Cohen.
Si riunirono in cambusa, i quattro di Holden e quelli di Monica. Holden vide che i due gruppi si studiavano. Avrebbero vissuto gli uni sugli altri per mesi. Estranei intrappolati in una scatola di metallo e lega ceramica nel vasto oceano del vuoto spaziale. Holden si schiar la gola.
Benvenuti a bordo disse.

7.

Melba

Se l'alleanza tra la Terra e Marte non fosse collassata, se non ci fosse stata una guerra - o due guerre, secondo come si sceglieva di tracciare la linea di demarcazione tra le varie battaglie - navi civili come la Cerisier non avrebbero mai trovato posto in quel gran convoglio. Le navi perse su Ganimede e nella Fascia, le schermaglie per controllare quegli asteroidi che si trovavano nelle posizioni migliori per essere scagliati gi per un pozzo di gravit... Centinaia di navi erano andate perdute, dalle gigantesche macchine da guerra come la Donnager, l'Agatha King e la Hyperion alle innumerevoli navi di supporto da tre e quattro persone.
E Melba sapeva bene che quelle non erano le uniche cicatrici. Phobos, con la sua stazione d'ascolto, era diventato un anello sottile e quasi invisibile intorno a Marte. Eros era andata. Phoebe era stata soggetta a un ripetuto inferno nucleare e spinta addosso a Saturno. Le fattorie di Ganimede erano state devastate. Venere era stato usato e poi abbandonato dalla protomolecola aliena. La Protogen e l'impero Mao-Kwikowski, un tempo una delle pi grandi compagnie di trasporto e spedizione dell'intero sistema solare, erano state sventrate, espropriate e svendute.
La Cerisier aveva cominciato la sua carriera come veicolo esplorativo. Ora era un capanno degli attrezzi volante. Gli spazi dedicati alla strumentazione scientifica erano diventati officine. Quelli che un tempo erano laboratori sigillati erano stati ammucchiati uno sull'altro assieme alle pi triviali apparecchiature di controllo ambientale - sistemi di filtraggio, condutture, blocchi e allarmi. La nave arrancava pesantemente attraverso il vuoto indifferente sulla scia di fusione del suo reattore Epstein. L'equipaggio di centosei persone era composto da una piccola lite di comando - non pi di una dozzina di ufficiali - e da un ampio corpo di tecnici, macchinisti e chimici industriali.
Un tempo, pens Melba, quella nave aveva rappresentato l'avanguardia dell'esplorazione umana. Un tempo aveva attraversato i cieli delle lune di Giove, vedendo cose che l'umanit non aveva mai visto prima di allora. Ora invece era la domestica del governo, e le cose pi esotiche che le rimanevano da scoprire erano quelle che venivano scaricate nei serbatoi di riciclo delle acque. Quella degradazione dava a Melba un senso di affinit con i corridoi stretti della nave e le sue scale di plastica grigia. Un tempo, Clarissa Melpomene Mao era stata la stella della sua scuola. Popolare e bellissima, soffusa del potere e dell'influenza del nome di suo padre. Ora suo padre era un numero in un carcere senza nome, un prigioniero a cui venivano permessi soltanto pochi minuti al giorno di contatto con l'esterno - minuti da passare con il suo avvocato, non con sua moglie n con i suoi figli.
Ora lei era Malba Koh, e dormiva su una brandina in gel che aveva l'odore del corpo di qualcun altro, in una cabina pi piccola di uno sgabuzzino. Era a capo di una squadra di quattro tecnici elettrochimici: Stanni, Ren, Bob e Soledad. Stanni e Bob erano di qualche decennio pi vecchi di lei. Soledad, che aveva tre anni meno di lei, aveva gi preso parte a due missioni durate sedici mesi ciascuna. Ren, il suo ufficiale in seconda, era un cinturiano e, come tutti i cinturiani, si appassionava ai sistemi di controllo ambientali allo stesso modo in cui la gente normale si appassionava al sesso o alla religione. Lei non gli aveva chiesto come fosse finito su una nave terrestre, e lui non aveva fornito spontaneamente quell'informazione.
Melba sapeva che i mesi di tragitto verso l'Anello sarebbero stati duri, ma non aveva messo bene a fuoco quali sarebbero state le parti peggiori.
 proprio una fottuta cagna, vero? disse Stanni. Era un canale privato tra lui e Ren. Se Melba fosse stata chi fingeva di essere, non sarebbe stata in grado di origliare. Non ci capisce un cazzo.
Ren grugn, senza difenderla ma senza unirsi all'invettiva.
Se non ti fossi accorto di quello smorzatore di bassa tensione messo al contrario sulla Macedon, la settimana scorsa, avremmo avuto un ennesimo guasto in cascata, si no? Ci sarebbe toccato stracciare tutto il programma per tornare indietro a sistemare tutto.
Pu darsi disse Ren.
Melba era un livello sopra di loro. Il cacciatorpediniere Seung Un mormorava intorno a lei. L'equipaggio era intento alla manutenzione. Una routine programmata, prevedibile. Avevano lasciato la Cerisier dieci ore prima a bordo di una delle dozzine di capsule di trasporto che erano collegate alla nave di manutenzione. Sarebbero restati l per altre quindici ore, a sostituire i filtri ad alto rendimento e a controllare la continuit del ricircolo d'aria. Il pericolo maggiore, aveva imparato Melba, era che la condensa facesse degradare i giunti.
Era il genere di dettagli che avrebbe dovuto sapere.
Pass attraverso il canale di accesso. In quella gravit di accelerazione a pieno g, la sua borsa degli attrezzi pendeva pesante di fronte a lei. S'immagin cosa si potesse provare a essere incinte. A meno che non fosse successo qualcosa di strano, Soledad e Bob stavano dormendo nella capsula. Ren e Stanni erano un livello pi sotto, e ne scendevano uno ogni ora. La stavano aspettando per il controllo ispettivo sul lavoro che avevano appena fatto. E, a quanto pareva, si aspettavano anche che lo facesse male.
E avevano ragione, ovviamente. Melba non capiva perch mai il fatto che un vero tecnico elettrochimico constatasse la sua inesperienza dovesse farla sentire a tal punto in imbarazzo. Aveva letto qualche manuale e aveva visionato un paio di tutorial. L'importante era che pensavano che fosse una supervisora autentica, per quanto poco competente. Non aveva importanza che la rispettassero o meno. Non erano suoi amici.
Sarebbe dovuta passare sulle frequenze private di Soledad e Bob per essere certa che nessuno dei due si fosse svegliato inaspettatamente e potesse essere venuto a cercarla. Quella parte del piano era importante. Non poteva permettere che nessuno di loro la scoprisse. Per una qualche ragione, per, non riusciva a staccarsi da Ren e Stanni.
Non fa un bel niente, ecco la verit. Occupa spazio in cabina e non  utile al lavoro. Viene qui alla fine, guarda di qua, guarda di l, firma e se ne torna alla sua cabina.
Vero.
La giuntura era difficile da mancare. La paratia era stata rinforzata e chiaramente segnalata in cinque lingue con segnali di sicurezza di uno sgargiante arancione. Melba ci si ferm davanti, con le mani sui fianchi, e aspett di provare una soddisfazione. E la sent, solo che non era pura come si aspettava. Si guard intorno nel corridoio, bench le possibilit di essere interrotta fossero minime.
Si era legata l'esplosivo sulla pancia, e il calore della sua pelle lo manteneva malleabile e di un verde brillante. Quando si fosse raffreddato, il composto si sarebbe indurito, sbiadendo nel grigio. Melba fu di nuovo sorpresa dalla sua densit. Premendolo lungo i bordi del giunto, ebbe l'impressione di modellare del piombo a mani nude. Lo sforzo le fece dolere le nocche prima ancora di arrivare a met dell'opera. Aveva previsto mezz'ora di lavoro, ma le ci volle almeno il doppio. Il detonatore era un puntino nero di quattro millimetri con dieci contatti ceramici premuto nella pasta che gi si stava indurendo. Sembrava una zecca.
Quando ebbe finito si pul due volte le mani con delle salviettine rinfrescanti, assicurandosi che non le fosse rimasta qualche briciola di esplosivo sotto le unghie o sui vestiti. Si aspettava di saltare l'ispezione di un solo livello ma Ren e Stanni avevano lavorato sodo, e dovette scendere di due livelli. Stavano ancora parlando tra loro, ma non di lei. Stanni stava considerando l'idea di invaghirsi di Soledad. Con poche mezze frasi laconiche inflesse di cinturiano, Ren glielo stava sconsigliando. Era un tipo sveglio, il suo ufficiale in seconda.
L'ascensore si ferm per lasciar salire tre soldati, tutti uomini. Melba si premette sul fondo della cabina per lasciare spazio, e il pi vicino annu educatamente in segno di ringraziamento. La sua uniforme lo identificava come Marcos. Lei gli restitu il cenno del capo, poi si fiss ostinatamente i piedi, cercando di passare del tutto inosservata. La sua uniforme le sembrava un costume di carnevale. Pur sapendo che non era possibile, aveva l'impressione che i soldati avrebbero sgamato il suo travestimento se l'avessero osservata troppo da vicino. Come se il suo passato le fosse stato inciso sulla pelle.
Il mio nome  Melba Koh, pens. Non sono mai stata nessun altro.
L'ascensore si ferm al livello richiesto e i tre soldati le fecero spazio per uscire. Melba si chiese se, quando fosse giunto il momento, sarebbe morto anche Marcos.
Non era mai andata nel carcere dove tenevano rinchiuso suo padre ma, quand'anche gli avessero permesso di ricevere visite, l'incontro si sarebbe svolto in una sala dedicata, sorvegliato e trascritto parola per parola. Qualsiasi emozione umana sarebbe stata estromessa dal peso dell'attenzione dei carcerieri. Non le avrebbero mai permesso di vedere i corridoi che percorreva suo padre, o la cella in cui dormiva, ma, dopo che le Nazioni Unite lo avevano incarcerato, Melba aveva fatto diverse ricerche sulla progettazione carceraria. La sua stanza era di tre centimetri pi stretta e di un centimetro e mezzo pi lunga. Il sedile di accelerazione su cui dormiva era dotato di sospensioni cardaniche per consentire l'adattamento ai cambi di accelerazione, mentre quello di suo padre doveva essere fissato al suolo. Melba poteva uscire quando voleva per andare a farsi una doccia o per andare in mensa. La sua porta si chiudeva da dentro e non c'erano n telecamere n microfoni al suo interno.
Sotto ogni punto di vista, aveva pi libert di suo padre. Il fatto che passasse tanto tempo quanto lui in isolamento era una questione di scelta personale, e faceva tutta la differenza. L'indomani sarebbe stato un nuovo turno. Un'altra nave, un altro giro di manutenzione che avrebbe fatto finta di supervisionare. Quella sera si sarebbe potuta sdraiare sulla sua brandina con indosso i semplici indumenti intimi in cotone che aveva comprato - il genere di cose che Melba indosserebbe. Nella memoria del suo terminale palmare c'erano quindici tutorial e altre dozzine di documenti didattici erano caricati sulla memoria condivisa della nave. Coprivano ogni argomento, dal riciclaggio dei nutrienti micro organici alle specifiche dei sistemi di raffreddamento, alle politiche di gestione. Avrebbe dovuto ripassarli a fondo. O, se non quelli, perlomeno avrebbe dovuto rivedere i suoi file segreti.
Sullo schermo, Jim Holden pareva un fanatico. L'immagine composita era stata costruita a partire da decine e decine di ore di filmati di quell'uomo registrati negli anni precedenti, concentrandosi maggiormente sulle immagini e fotogrammi pi recenti. Il software che Melba aveva impiegato per creare un simulacro perfetto di Holden era costato pi dell'identit posticcia di Melba. Il finto Holden doveva essere sufficientemente credibile da poter ingannare tanto gli esseri umani che i computer, perlomeno per qualche tempo. Sullo schermo, i suoi occhi nocciola si strinsero con la seriet di un idiota. La mascella recava i primi presagi dell'et, appena celati dalla microgravit. Il suo sorriso viscido diceva a Melba tutto ci che le serviva di sapere sull'uomo che aveva distrutto la sua famiglia.
Qui  il capitano James Holden disse. Ci a cui avete appena assistito  una dimostrazione del pericolo in cui vi trovate. I miei collaboratori hanno posizionato congegni similari su tutte le navi in prossimit dell'Anello. Vi farete tutti da parte e io assumer il pieno, totale controllo del presidio sull'Anello in nome dell'Alleanza dei Pianeti Esterni. Qualunque nave si avviciner all'Anello senza il mio personale consenso verr distrutta senza...
Melba mise il video in pausa, bloccando il suo piccolo Holden artificiale a met del gesto. Ne tracci la linea delle spalle con la punta delle dita, passandole poi sulla sua guancia e piantandogliele negli occhi. Si trov a desiderare di aver scelto un discorso ancor pi provocatorio. Sulla Terra, mentre portava a termine i preparativi, le era sembrato sufficiente fargli assumere il controllo unilaterale dell'Anello. Ora, ogni volta che lo riguardava, le sembrava sempre pi mite.
Uccidere Holden sarebbe stato molto pi semplice. Un assassinio sarebbe stato economico, al confronto, ma Melba conosceva abbastanza le dinamiche sociali e di controllo dell'immagine da capire in che maniera sarebbe potuta sfociare una soluzione del genere. Martirio, beatificazione, amore. E una pletora di teorie cospiratorie che avrebbero implicato mezzo mondo, dall'APE fino a suo padre. Ed era esattamente ci che lei non voleva. Holden doveva essere umiliato in un modo che fosse duraturo nel tempo. Qualcuno che ne incontrasse la figura storica doveva poter considerare tutte le cose che aveva fatto Holden, tutti i discorsi tenuti, tutte le decisioni forzate e ipocrite che aveva preso a nome degli altri senza mai lasciare il controllo, e accorgersi con chiarezza che era tutto collegato a quell'atto finale. Il suo nome doveva essere messo nel calderone dei grandi traditori, imbroglioni e arroganti egomaniaci della storia. Quando Melba avesse portato a termine il suo piano, tutto ci che Holden aveva fatto sarebbe stato considerato marcio per propriet transitiva, inclusa la distruzione della sua famiglia. E di suo padre.
Da qualche parte, nelle profondit della struttura della Cerisier, uno dei navigatori attiv un'accelerazione per effettuare una minima correzione di rotta e la gravit si modific di un mezzo grado. Il sedile si spost sotto di lei, e Melba cerc di non farci caso. Preferiva i momenti in cui poteva far finta di essere in un pozzo di gravit a quei piccoli promemoria che le ricordavano come fosse soltanto una marionetta in bala delle forze di accelerazione e inerzia.
Il suo terminale palmare mand un trillo, annunciando l'arrivo di un messaggio. A un occhio distratto non sarebbe sembrato altro che una banalissima pubblicit. Un'opportunit di investimento che sarebbe stata sciocca a ignorare con una video presentazione in allegato che sarebbe apparsa come un file danneggiato a chiunque non disponesse della chiave crittografica adeguata. Melba si tir a sedere passando le gambe oltre il bordo della brandina e avvicin il viso al terminale palmare.
L'uomo che apparve sullo schermo indossava un paio di occhiali neri, tanto scuri da risultare opachi. Aveva i capelli tagliati corti, ma dal modo in cui si muovevano Melba cap che era in piena accelerazione. L'uomo nello schermo si schiar la gola.
Il pacco  stato consegnato e pronto per essere testato. Apprezzerei se potesse effettuare il pagamento non appena dar conferma. Ho qualche spesa da coprire e sono un po' con l'acqua alla gola. Qualcosa alle sue spalle sibil e una voce distante cominci a ridere. Una donna. Il file termin.
Melba lo guard altre quattro volte. Aveva il cuore in tumulto e si sentiva le dita attraversate da tante piccole scariche elettriche. Doveva confermare, ovviamente. Ma era l'ultimo passo, il pi pericoloso. Quando era caduta tra le mani di Holden, la Rocinante disponeva di dotazioni hardware militari all'avanguardia. Ma, negli anni che erano passati da allora, potevano anche aver apportato un numero indefinito di cambiamenti ai sistemi di sicurezza. Melba impost una semplice connessione remota mascherandola attraverso un account commerciale usa e getta sulla Stazione di Ceres. Potevano volerci dei giorni perch le arrivasse la notifica della Rocinante che la backdoor era stata installata ed era in funzione, che la nave era sua. Ma se davvero fosse arrivata...
Era l'ultimo pezzo del puzzle. Ogni cosa era al suo posto. Fu sommersa da una sensazione di benessere quasi religioso. Quella stanzetta con le pareti graffiate e i LED troppo luminosi non le era mai sembrata tanto benigna. Si tir su sul sedile. Avrebbe voluto festeggiare, anche se ovviamente non c'era nessuno a cui poteva dirlo. Parlare con qualcuno poteva bastarle.
I corridoi della Cerisier erano cos stretti che era impossibile camminarci in due fianco a fianco o di incrociare qualcuno senza doversi mettere di taglio. La mensa poteva accogliere fino a venti persone, sedute gomito a gomito. La cosa pi simile a una zona aperta era la palestra vicino alla baia medica. I tapis roulant e gli altri macchinari avevano bisogno di spazio intorno, per evitare che qualcuno potesse rimanere incastrato tra i giunti e le fasce. Le normative di sicurezza ne facevano lo spazio pi ampio e arioso di tutta la nave, ed era quindi un buon posto per stare in compagnia.
Della sua squadra c'era soltanto Ren. Se fossero stati nella solita microgravit, l'avrebbe probabilmente trovato immerso fino al collo in una vasca di gel ad alta resistenza. In piena accelerazione, per, era intento a usare un semplice tapis roulant. Aveva la pelle pallida madida di sudore e i capelli pel di carota tirati indietro in una coda di cavallo arricciata. Guardarlo le faceva strano. La sua grossa testa era resa ancor pi grossa dai capelli, e la magrezza del suo corpo lo faceva sembrare pi simile a un qualcosa che fosse uscito da un programma per bambini che a un uomo vero e proprio.
Quando Melba fece il suo ingresso in palestra, Ren la salut con un cenno del capo.
Ren esord lei, dirigendosi verso il suo macchinario. Si sentiva addosso gli sguardi del resto dell'equipaggio, ma sulla Cerisier non si sentiva in pericolo. O forse era solo l'effetto della buona notizia che la faceva sentire carica. Hai un minuto?
Capo disse lui invece di s', ma diminu la velocit del tapis roulant a quella di una camminata defaticante. Que sa?
Ho sentito alcune delle cose che Stanni diceva di me disse. L'espressione di Ren si chiuse. Volevo solo...
Si accigli, abbass lo sguardo, e poi cedette all'impulso che le premeva dentro.
Ha ragione disse. Non sono all'altezza di questo incarico. L'ho ottenuto per via di alcuni favori politici. Non sono qualificata per fare ci che sto facendo.
Lui sbatt le palpebre. Lanci un'occhiata intorno a lei, controllando se qualcuno l'avesse sentita. A lei non importava pi di tanto, ma pens che fosse un gesto carino da parte sua.
Non  cos male, lei disse Ren. Voglio dire... Un po' di difettucci qua e l. Ma ho lavorato sotto gente peggiore.
Ho bisogno di una mano disse lei. Per fare tutto il lavoro come dovrebbe essere fatto, ho bisogno di una mano. Ho bisogno di qualcuno di cui mi possa fidare. Qualcuno su cui poter contare.
Ren annu ma aggrott la fronte. Esal un respiro pesante e scese dal tapis roulant.
Voglio che il lavoro sia fatto come si deve disse Melba. Non voglio tralasciare niente. E voglio che la squadra mi rispetti.
Okay, sicuro.
So che questo incarico sarebbe dovuto spettare a te.
Ren soffi di nuovo, gonfiando le guance. Era la cosa pi espressiva che lei gli avesse visto fare. Si addoss alla parete. Quando incroci il suo guardo, fu come se la vedesse per la prima volta.
Mi fa piacere che lo dica, capo, ma siamo entrambi stranieri qui disse poi. Bisogna restare uniti, bien?
Bene disse lei, appoggiandosi alla parete accanto a lui. Allora, hai presente quello smorzatore di bassa tensione? Che cos' che ho sbagliato?
Ren sospir.
Gli smorzatori sono una cosa intelligente, ma la progettazione  fatta male spieg. Comunicano tra loro, per cui costituiscono anche una rete a s stante, giusto? Il fatto  questo: ne metti uno nel verso sbagliato? Perfetto, funziona lo stesso. Ma quando capita che si riavvia, il segnale in cascata risulta sbagliato. Attiva una scansione diagnostica nello smorzatore successivo, e poi in quello dopo ancora. L'intera rete comincia a lampeggiare come fosse Natale. Troppi errori sulla rete e va in chiusura, portandosi appresso tutto il sistema. E poi ci tocca tornare l e ricontrollarli tutti a mano, uno per uno. Con le torce elettriche e il supervisore che ci tartassa.
Ma... Ma non pu essere disse lei. Dici sul serio? Poteva mandare in corto l'intero sistema?
Incredibile, vero? disse Ren, sorridendo. E dire che basterebbe modificarne la forma per impedire che possa essere inserito nel verso sbagliato. Ma non lo fanno mai. Molte delle cose che facciamo sono cos, capo. Cerchiamo di sistemare i problemi pi piccoli prima che diventino grandi. Ci sono cose che, se le sbagli, non sono niente. E ce ne sono altre che sono un vero casino.
Quelle parole le sembrarono come un rintocco di campana. Risuonarono. Era lei quello sbaglio, quell'errore. Non sapeva quello che stava facendo, non del tutto, e finora se l'era cavata. L'aveva scampata. Finch non l'avrebbe scampata pi, e allora ogni cosa sarebbe andata a rotoli. Si sent un nodo in gola. Per un istante desider di non aver detto niente.
Era uno smorzatore di bassa tensione puntato nella direzione sbagliata. Un difetto facilmente trascurabile, con il potenziale di distruggere ogni cosa.
Per quanto riguarda gli altri... Non la prenda male. Cercano di allentare la pressione, pi che altro. Non ce l'hanno con lei, ma con tutto il resto.  per tenere a bada la paura.
Paura?
Sicuro disse lui. Se la stanno facendo tutti sotto, su questa nave. Cerchiamo di non darlo a vedere, di fare il nostro lavoro, ma tutti abbiamo gli incubi.  naturale, no?
Di cos'hanno paura? chiese Melba.
Alle sue spalle il portello si apr scivolando e poi si richiuse. Un uomo disse qualcosa in una lingua che non conosceva. Ren inclin la testa e lei ebbe la nauseante sensazione di aver sbagliato qualcosa. Non si era comportata in modo normale, anche se non sapeva quale potesse essere stato il suo passo falso.
L'Anello disse finalmente Ren. Quello che ha sterminato Eros. Avrebbe potuto far fuori anche Marte. Tutte quelle robe strane che ha fatto su Venere, e nessuno sa cosa sia. Ha fatto secco quel ragazzo fromboliere che l'ha attraversato. Met della popolazione umana pensa che sarebbe meglio inzepparlo di testate nucleari, e l'altra met pensa che non faremmo altro che farlo incazzare. Ci stiamo avvicinando pi di quanto chiunque altro abbia mai fatto solo per poter guardare il diavolo negli occhi, e sa cosa ne pensano Stanni, Sol e Bob? Sono spaventati a morte da quello che potremmo vederci. E anch'io.
Ah disse lei. Certo. Lo capisco.
Ren prov a sorridere.
E lei? Non la spaventa?
 una cosa a cui non penso.

8.

Anna

Nami e Nono partirono per la Terra una settimana prima dello shuttle di Anna. Quegli ultimi giorni vissuti da sola in quelle stanze, sapendo che non sarebbe mai pi tornata l - che non sarebbero mai pi tornati l - furono come un lieve presagio di morte: una profonda malinconia e, vergognosamente, un vago senso di esaltazione.
Lo shuttle da Europa fu uno degli ultimi a raggiungere la flottiglia, il che si tradusse in diciotto ore continuative di massima accelerazione. Quando Anna mise piede sul ponte della UNN Thomas Prince, non avrebbe voluto altro che una brandina su cui potersi fare dodici ore di sonno. Il giovane furiere che era stato inviato per accoglierla e scortarla aveva per altri piani in mente, e mostrarsi scortese le avrebbe richiesto uno sforzo maggiore di quanto le sue energie non erano disposte a concederle.
La Prince  una nave da guerra di classe Serse, altrimenti definita, a volte, una corazzata di terza generazione disse il furiere, indicando con un gesto il gel ceramico di rivestimento bianco sulle pareti interne dell'hangar. La navetta con cui era arrivata a bordo, ormeggiata alla sua baia di carico, pareva piccola sotto quell'immensa volta da cattedrale. La chiamiamo nave da guerra di terza generazione perch  il terzo stadio di modifica progettuale rispetto ai piani di costruzione stilati durante il primo conflitto tra la Terra e Marte.
Non che fosse stato chiss che conflitto, pens Anna. I marziani avevano fatto un po' di storie per reclamare l'indipendenza, le Nazioni Unite avevano costruito un sacco di navi, e Marte ne aveva costruite una manciata. E poi Solomon Epstein si era trasformato da navigatore hobbista marziano a inventore del primo reattore a fusione in grado di risolvere il problema del surriscaldamento e del consumo eccessivo di carburante in accelerazione costante. Tutt'a un tratto, Marte si ritrov con delle navi che andavano molto, molto veloce. E aveva detto: Ehi, stiamo per colonizzare il resto del sistema solare. Volete continuare a farci il muso, o venite con noi?' Le Nazioni Unite avevano fatto la scelta pi sensata, e la maggior parte delle persone sarebbero d'accordo: cedere Marte in cambio di met del sistema solare era probabilmente stato un ottimo affare.
Il che non significava che entrambe le parti non avessero continuato a progettare nuovi modi per sterminare l'altro. Per ogni eventualit.
...poco pi lunga di mezzo chilometro e larga duecento metri nel pi ampio stava dicendo il furiere.
Impressionante rispose Anna, cercando di riprendere il controllo della propria attenzione.
Il furiere tir il carrellino che trasportava il bagaglio di Anna verso una serie di ascensori.
Questi ascensori percorrono la nave in tutta la sua lunghezza disse mentre premeva un pulsante sul pannello di controllo. Li chiamiamo ascensori di chiglia...
Perch percorrono il fondo della nave? disse Anna.
S! Era cos che chiamavano il fondo delle navi marittime, e le marine spaziali hanno deciso di mantenere inalterata la loro terminologia.
Anna annu. L'entusiasmo di quel ragazzo era sfiancante eppure, allo stesso tempo, incantevole. Era chiaro che volesse impressionarla, per cui lei decise di mostrarsi impressionata. In fondo era un piccolo gesto da concedere.
Ovviamente, il fondo della nave  una distinzione perlopi arbitraria continu lui mentre l'ascensore saliva. Facendo uso della gravit di accelerazione, il ponte si trova sempre nella direzione da cui proviene l'accelerazione, a poppa. Il sopra  sempre la parte pi lontana dai motori. E non c' molto altro per discernere le altre quattro direzioni. Alcune navi pi piccole possono atterrare su superfici planetarie, e in quelle navi il fondo contiene le attrezzature per l'atterraggio e i propulsori per il decollo.
Immagino che la Prince sia troppo grossa per fare una cosa del genere disse Anna.
Eccome! Ma le nostre navette e corvette sono attrezzate per l'atterraggio in superficie, bench non accada molto spesso.
Le porte dell'ascensore si aprirono con un altro tintinnio e il furiere spinse il bagaglio di Anna nel corridoio. Possiamo continuare il tour dopo aver lasciato il suo bagaglio nella sua cabina privata.
Furiere? disse Anna.  questo il titolo corretto con cui chiamarla?
Certamente. Oppure signor Ichigawa. O anche Jin, dal momento che  una civile.
Jin prosegu Anna. Sarebbe un problema se mi limitassi a restarmene nella mia stanza per un po'? Sono molto stanca.
Il furiere smise di spingere il bagaglio e sbatt le palpebre due volte. Ma il capitano ha detto che tutti gli ospiti VIP devono essere accompagnati per un giro completo della nave. Incluso il ponte di comando, il cui accesso  solitamente vietato al personale non in servizio.
Anna pos una mano sul braccio del ragazzo. Capisco che sia un vero privilegio, ma preferirei vederlo quando riesco a tenere gli occhi aperti. Mi capisce, vero? Gli strinse un poco il braccio e gli rivolse il suo miglior sorriso.
Certamente disse lui, restituendole il sorriso. Da questa parte, signora.
Guardandosi intorno, Anna non era certa di voler vedere il resto della nave. Quei corridoi sembravano tutti uguali: un materiale grigio e lucido con qualcosa di spugnoso sotto ricopriva quasi tutte le pareti. Anna immagin che si trattasse di una sorta di superficie protettiva, atta a salvaguardare il personale da eventuali urti durante le manovre. E tutto ci che non era tessuto grigio era metallo grigio. Le cose pi impressionanti per la maggior parte delle persone dovevano essere i suoi vari meccanismi per la distruzione delle altre navi. E quelle erano le parti della nave che ad Anna interessavano di meno.
 appropriato? disse Ichigawa dopo un momento. Anna non aveva idea di cosa stesse parlando. Che io la chiami signora', intendo. Alcuni notabili hanno i loro titoli. Pastore, reverendo o padre. Non voglio offenderla.
Be', se non mi andassi a genio ti direi di chiamarmi reverenda dottoressa ma, dato che mi piaci molto, per favore non farlo disse lei.
La ringrazio disse Jin, arrossendo sulla nuca.
E, se fossi stato un membro della mia congregazione, ti chiederei di chiamarmi pastore Anna. Sei buddista?
Solo quando sto da mia nonna disse Jin, facendole l'occhiolino. Per il resto del tempo sono un uomo della marina.
 diventata una religione, adesso? chiese Anna ridendo.
Cos sembra pensarla la marina.
E va bene. Anna rise di nuovo. E allora perch non mi chiami Anna e basta?
Sissignora disse Jin. Si ferm di fronte a una porta grigia con la scritta OQ 297-11 e le porse una piccola carta metallica. Questa  la sua stanza. Le baster avere la carta con s per sbloccare la serratura. La porta rimarr chiusa quando  all'interno della stanza, a meno che non prema il pulsante giallo sul pannello a parete.
Sembra davvero sicuro disse Anna, prendendo la chiave che le porgeva Jin e stringendogli la mano.
Siamo sulla corazzata Thomas Prince, signora.  il posto pi sicuro di tutto il sistema solare.
La sua cabina privata misurava tre metri per quattro: lussuosa secondo gli standard della marina, normale per un povero europeano, paragonabile a una bara per un terrestre. Anna fu colta da un fugace istante di vertigine mentre le due diverse Anna che era stata reagivano a quello spazio in tre modi diversi. Aveva provato la stessa sensazione di scollegamento la prima volta che era salita a bordo della Prince e aveva avvertito il peso di una gravit completa. La terrestre che era stata per la maggior parte della sua vita si era sentita euforica nel constatare che, per la prima volta da anni, il suo peso le sembrava giusto. L'europeana che era in lei si era sentita stanca, sfibrata dalla pressione eccessiva sullo scheletro.
Anna si chiese quanto tempo avrebbe impiegato Nono a recuperare una muscolatura da terrestre nelle gambe. Quanto tempo ci sarebbe voluto prima che Nami fosse in grado di camminare laggi. Si sarebbero imbottite di stimolanti per la crescita muscolare e ossea durante l'intero tragitto, ma c'era un limite a ci che potevano i farmaci. Avrebbero comunque sofferto per lunghe settimane, forse mesi, prima che i loro corpi si fossero completamente adattati a quella nuova gravit. Anna riusciva quasi a vedere la piccola Nami che si sforzava di tirarsi su carponi, come aveva fatto su Europa. Riusciva quasi a sentire i suoi lamenti di frustrazione mentre accumulava la forza necessaria per riuscire a spostarsi autonomamente. Era una cosina cos piena di determinazione. Perdere le capacit tanto difficilmente acquisite durante quegli ultimi due anni l'avrebbe sicuramente fatta infuriare.
Questi pensieri le fecero venire una fitta dolorosa al petto, appena sotto lo sterno.
Picchiett la superficie nera e lucida del pannello di controllo della sua stanza, richiamando il terminale. Impieg qualche minuto per prendere conoscenza dell'interfaccia utente. Si limitava alla possibilit di consultare la biblioteca della nave e all'invio e alla ricezione di messaggi di testo, messaggi audio o videomessaggi.
Sfior il pulsante per registrare i messaggi e disse: Ciao Nono, ciao Nami! Salut verso la telecamera. Sono a bordo della nave, e siamo in viaggio. Mi... S'interruppe e si guard intorno, nella stanza, verso il grigio sterile delle pareti e il letto spartano. Raccolse il cuscino dalla branda e torn a voltarsi verso la telecamera. Mi mancate gi tutte e due. Strinse forte il cuscino al petto. Questo siete voi. Tutte e due.
Interruppe la registrazione prima di cominciare a piangere. Si stava sciacquando il viso quando il pannello di controllo mand un ronzio di messaggio in arrivo. Il cuore le sussult in petto, anche se non era possibile che Nami avesse gi ricevuto il messaggio e le avesse risposto. Anna si precipit verso la console e apr il messaggio. Era un semplice messaggio di testo che le ricordava dell'incontro conoscitivo per i VIP nella mensa degli ufficiali alle ore 19,00. L'orologio diceva che erano le 13,00.
Anna picchiett il pulsante di risposta per confermare la propria presenza, poi si mise sotto le coperte del letto senza nemmeno togliersi i vestiti e si addorment piangendo.
Reverenda dottoressa Volodov esclam stentorea una voce maschile non appena Anna fece il suo ingresso nella mensa degli ufficiali.
La sala era imbandita a festa, con dei tavoli coperti di cibarie tutto intorno alle pareti, e un centinaio o pi persone intente a chiacchierare in crocchi nel centro. In un angolo, un bar allestito per l'occasione con quattro inservienti pullulava di attivit. Un uomo alto, di carnagione scura, con i capelli bianchi impeccabilmente pettinati e un abito grigio immacolato si stacc dalla folla come una Venere che emergesse dalla spuma del mare. Anna si chiese come riuscisse a ottenere un effetto del genere. L'uomo si protese e le prese la mano nella sua. Sono cos felice di averla con noi. Ho sentito molto parlare dello splendido lavoro che sta svolgendo su Europa, e non vedo chi altri avrebbe potuto scegliere il Concilio Mondiale Metodista per questa importante missione.
Anna gli strinse la mano, poi si estrasse con cautela dalla sua morsa. Il dottor Hector Cortez - padre Hank nelle sue dirette via raggio che raggiungevano pi di cento milioni di persone ogni settimana, nonch amico personale e consigliere spirituale del segretario generale in persona. Anna non riusciva a immaginarsi come fosse possibile che sapesse davvero qualcosa su di lei. La sua piccola congregazione di meno di un centinaio di fedeli su Europa non rappresentava nemmeno una frazione trascurabile dell'uditorio di quell'uomo, vasto quanto l'intero sistema solare. Anna si ritrov a met strada tra l'essere lusingata, a disagio e vagamente sospettosa.
Dottor Cortez disse Anna.  un piacere fare la sua conoscenza. Conosco gi il suo programma, ovviamente.
Ovviamente disse lui con un sorriso vago, gi intento a guardarsi intorno nella sala alla ricerca di qualcun altro con cui parlare. Anna ebbe l'impressione che fosse venuto ad accoglierla pi per estirparsi dalla conversazione precedente, qualunque essa fosse, che per il piacere genuino di vederla arrivare. Non sapeva se sentirsi sollevata o offesa. Decise che la cosa la divertiva.
Come un oggetto di piccole dimensioni attratto in un pozzo di gravit pi grande, un uomo anziano in abiti formali da sacerdote della Chiesa cattolica romana si separ dalla folla centrale e si lasci trasportare nella direzione del dottor Cortez.
Anna stava per presentarsi quando il Dottor Cortez s'intromise con quel suo vocione e disse: Padre Michel. Venga a salutare la mia amica dottoressa reverenda Annushka Volovodov, al lavoro per la maggior gloria del Signore con la congregazione metodista di Europa.
Reverenda Volovodov la salut il cattolico. Sono padre Michel, dell'Arcidiocesi di Roma.
Oh, molto lieta di cono... fece per dire Anna.
Non si lasci ingannare dal suo siparietto da umile prete di campagna tuon Cortez sovrastandola con la voce.  un vescovo, in lista per la nomina a cardinale.
Congratulazioni disse Anna.
Oh, non  niente. Tutto fumo ed esagerazioni disse raggiante l'anziano. Non accadr niente che non sia nei piani del Signore.
Non sarebbe qui se fosse vero ribatt Cortez.
Il vescovo ridacchi.
Una donna con indosso un costoso abito blu segu uno dei camerieri in uniforme con un vassoio di champagne. Lei e padre Michel allungarono una mano per afferrare un bicchiere nello stesso istante. Anna rifiut con un sorriso lo champagne che le veniva offerto e il cameriere svan tra la folla nel centro della sala.
Oh, la prego disse la donna ad Anna. Non mi lasci bere da sola con un cattolico. Il mio fegato non lo sopporterebbe.
Grazie, ma...
Lei che mi dice, Hank? Ho sentito dire che riesce a reggere pi di qualche bicchiere. Sottoline le sue parole bevendo un sorso dal flte. Il sorriso di Cortez avrebbe potuto significare qualsiasi cosa.
Piacere, Anna disse lei, porgendo una mano per stringere quella della donna. Il suo vestito mi piace molto.
Grazie. Io sono la signora Robert Fagan disse la donna con fare fintamente formale. Tilly, se non ha intenzione di chiedermi dei soldi.
Piacere di conoscerla, Tilly disse Anna. Mi spiace ma non bevo.
Dio mi scampi dalla sobriet disse Tilly. Non sai cos' una festa finch non vedi un gruppo di anglicani e cattolici che fanno a gara a chi beve di pi.
Ah, questo  un colpo basso, signora Fagan disse padre Michel. Non ho ancora mai incontrato un anglicano che potesse competere con me.
Hank, perch Esteban le ha permesso di allontanarsi dal suo controllo? Anna impieg un minuto per capire che Tilly stava parlando del segretario generale delle Nazioni Unite.
Cortez scosse la testa e mim un'espressione da martire senza mai dismettere quel suo onnipresente sorriso a trentadue denti. Signora Fagan, sono onorato della fiducia e del supporto che mi concede il segretario generale, mentre ci precipitiamo verso l'evento pi importante di tutta la storia dell'umanit dai tempi della morte di nostro Signore.
Tilly sbuff. Intende dire della sua fiducia nei cento milioni di votanti che pu regalargli a giugno.
Signora disse Cortez, voltandosi per guardare Tilly per la prima volta. Il suo sorriso non era cambiato, ma qualcosa sembr gelare l'aria fra loro. Credo che abbia bevuto un po' troppo champagne.
Oh, non  neanche lontanamente abbastanza.
Padre Michel venne alla riscossa, prendendo la mano di Tilly ed esclamando: Credo che il nostro caro segretario generale sia probabilmente ancor pi grato per le molte contribuzioni di suo marito. Bench in effetti questa sia, per lei, la vacanza pi costosa di tutta la storia.
Tilly sbuff e distolse lo sguardo da Cortez. Robert pu tranquillamente permetterselo, cazzo.
Quel turpiloquio gener un silenzio imbarazzato per qualche istante, e padre Michel rivolse ad Anna un sorriso di scuse. Lei rispose al suo sorriso, sentendosi talmente fuor d'acqua che aveva smesso di provare a seguire la conversazione.
Mi chiedo che cosa pensa di ottenere, con questa gente disse Tilly, indicando tutti gli altri. Tutti questi artisti, scrittori e attori. Quanti voti potr portare un teatrante? Chiss poi se votano.
 un gesto simbolico disse padre Michel, mentre il suo viso assumeva un'espressione pensierosa attentamente studiata. Rappresentiamo qui l'intera umanit, riunitasi per esplorare il pi grande interrogativo del nostro tempo. Il mondo laico e quello religioso si congiungono infine di fronte a questo imperscrutabile mistero: cos' l'Anello?
Ma che bello disse Tilly. Le prove allo specchio funzionano bene.
Grazie disse il vescovo.
Cos' l'Anello? ripet Anna aggrottando la fronte.  un portale, un condotto spazio-temporale. Non ci sono dubbi, giusto? Se n' parlato per secoli, su base teorica. Ha esattamente l'aspetto che dovrebbe avere. Qualcosa lo attraversa e dall'altra parte non c' quello che dovrebbe esserci. I segnali di trasmissione sfumano e si attenuano.  un condotto spazio-temporale.
Questo  possibile, certamente disse padre Michel. Tilly sorrise nel sentire l'asprezza nel suo tono di voce. Lei come interpreta la nostra missione qui, Anna?
Il punto non  che cosa sia rispose lei, felice di poter tornare su un argomento di conversazione che riusciva a comprendere. Il punto  che cosa significhi. L'Anello cambia tutto e, anche se fosse qualcosa di meraviglioso, sar comunque spiazzante. Le persone avranno bisogno di capire come poterlo far coesistere con la loro comprensione dell'universo. Che cosa significa riguardo a Dio, e che cosa ci dice di Lui questo nuovo fenomeno. Essendo qui, possiamo offrire un conforto che non potremmo fornire altrimenti.
Sono d'accordo disse Cortez. Il nostro compito  di aiutare la gente ad afferrare i grandi misteri, e questo di sicuro  bello grosso.
No, fece per ribattere Anna spiegare non  quel che...
Giocatevela bene e potreste garantire altri quattro anni a Esteban la scavalc Tilly. Poi potremo anche chiamarlo un miracolo.
Cortez rivolse un sorriso smagliante verso qualcuno dall'altra parte della sala. Un uomo in un gruppetto di uomini e donne con indosso morbide vesti arancioni alz una mano e rivolse loro un gesto di saluto.
Ma tu guarda l che gente... comment Tilly.
Mi pare che siano i delegati della Chiesa dell'umanit ascendente disse Anna.
Tilly scosse la testa. Umanit ascendente. Ma dai. Allora inventiamoci ognuno la propria religione e facciamo finta di essere tutti di.
Prudenza disse Cortez. Non sono gli unici.
Vedendo Anna a disagio, padre Michel tent di venire in suo aiuto. Dottoressa Volovodov, conosco l'anziana di quel gruppo. Fantastica donna. Mi piacerebbe farle fare la sua conoscenza. Vi prego di volerci scusare.
Con permesso fece per dire Anna, poi si blocc quando nella sala cal il silenzio. Padre Michel e Cortez fissavano entrambi un punto in mezzo al crocchio di persone attorno al bancone, e Anna aggir Tilly per vedere meglio. Era difficile vedere bene all'inizio, perch la gente correva via verso le pareti. Alla fine, per, emerse un giovanotto che indossava un vestito di un orribile rosso fiammante. Si era versato addosso qualcosa; dai suoi capelli e dalle spalle della giacca colava un liquido chiaro fin sul pavimento. Un forte odore di alcol riemp la sala.
Questo  per la gente del Collettivo Ashtun! grid il giovane con voce tremante per la paura e l'emozione. Libert per Etienne Barbara! Libert per il popolo afgano!
Oh, buon dio disse padre Michel. Sta per...
Anna non vide mai cos'aveva innescato il fuoco, ma all'improvviso il ragazzo fu avvolto dalle fiamme. Tilly lanci un grido. La mente sconvolta di Anna registr soltanto fastidio a quel suono. Quando mai gridare aveva risolto un problema? Riconobbe che il suo concentrarsi su quell'irritazione era solo un modo per fuggire dall'orrore che aveva di fronte, ma solo in modo distante e trasognato. Stava per dire a Tilly di piantarla quando il sistema antincendio si attiv e dagli spruzzatori nascosti a soffitto e a parete scaturirono cinque getti di schiuma estinguente. L'uomo in fiamme fu ricoperto di bolle bianche e spento in pochi istanti. Il lezzo di capelli bruciati faceva a gara con la puzza di alcol.
Prima che chiunque riuscisse a reagire, il personale della nave si precipit in sala. Giovani uomini e donne dal viso severo, con le armi al fianco, tranquillizzarono gli astanti chiedendo di restare fermi mentre la squadra di emergenza espletava il suo compito. I tecnici medici fecero il loro ingresso e ripulirono l'aspirante suicida dalla schiuma. Il ragazzo sembrava pi sorpreso che dolorante. Lo ammanettarono e lo caricarono su una barella. Fu fuori dalla sala in meno di un minuto. Una volta evacuato, i soldati armati sembrarono rilassarsi un poco.
L'hanno spento davvero in fretta disse Anna alla giovane donna armata che aveva vicino. Meno male.
La ragazza, che sembrava appena poco pi che una scolaretta, ridacchi. Siamo su una nave da guerra, signora. I nostri sistemi antincendio sono molto efficaci.
Cortez si era precipitato dall'altra parte della sala ed era intento a parlare con l'ufficiale in carica con voce stentorea. Sembrava sconvolto. Padre Michel pareva pregare in silenzio, e Anna prov un impellente bisogno di unirsi a lui.
Be' disse Tilly, agitando il bicchiere di champagne vuoto in direzione della sala. Il suo viso era cereo, a eccezione di due punti rossi sulle guance. Pu darsi che questo viaggio non sar poi cos noioso, dopotutto.

9.

Bull

Avrebbe fatto prima se avesse chiesto aiuto ma, finch non sapeva con certezza chi faceva cosa, Bull non voleva doversi affidare a troppa gente. O a nessuno.
Un migliaio di persone nell'equipaggio rendevano le cose un po' pi confuse di quanto non sarebbero state altrimenti. Con un equipaggio cos grande, il capo della sicurezza poteva solo controllare cose come membri dell'equipaggio dai dipartimenti pi disparati che s'incontravano in orari strani. Deviazioni dalla tipica routine di ogni nave. Visto che quello era il suo viaggio inaugurale, per, la Behemoth non aveva ancora nessuna routine. Era ancora in uno stato caotico, uno stato in cui la nave e l'equipaggio cominciavano a familiarizzare l'uno con l'altra. In cui si prendevano decisioni, si creavano le abitudini, gli usi e i costumi. Niente era ancora normale, e dunque niente era strano.
D'altra parte, erano solo mille persone.
Ogni nave aveva la sua economia sommersa. Ci sarebbe sempre stato qualcuno, a bordo della Behemoth, disposto a scambiare sesso con favori. Qualcuno che avrebbe organizzato qualche partita a carte, messo su un luogo, una sala da pachinko o un piccolo giro di estorsione. La gente sarebbe stata corrotta per fare o non fare certe cose. Era quello che normalmente succedeva quando si mettevano insieme le persone. Il compito di Bull non era quello di schiacciare tutte queste attivit. Il suo compito era quello di mantenerle al di sotto di una soglia che permettesse alla nave di funzionare e di essere al sicuro. E di impostare i limiti.
Alexi Myerson-Freud era un nutrizionista. Aveva ricoperto ruoli di media responsabilit su Tycho, perlopi nel campo dei fermenti e dei lieviti, occupandosi di calibrare gli impianti di bioingegneria affinch producessero il giusto insieme di sostanze chimiche, minerali e sali per tenere in vita gli esseri umani. Si era sposato due volte, aveva un figlio che non vedeva da cinque anni e faceva parte di un gruppo di simulazioni militari in rete che re-inscenava le battaglie storiche, mettendosi a confronto con i grandi generali dell'antichit. Aveva otto anni meno di Bull. Aveva i capelli marroni come il culo di un topo, un sorriso impacciato e vendeva sottobanco una mistura di stimolanti e sostanze euforiche che i cinturiani chiamavano polvere di fata. Bull l'aveva tenuto nel mirino finch non ne aveva avuto la certezza.
E, anche dopo averne avuto la certezza, aveva aspettato ancora qualche giorno. Non molto. Quel tanto che bastava a star dietro ad Alexi con il sistema di sicurezza. Doveva assicurarsi che non ci fosse un pesce pi grosso alle sue spalle, un socio che stesse mantenendo un basso profilo, o un qualche collegamento con la propria squadra di sicurezza - o, dio non volesse, con la gente di Ashford. Non c'erano.
La verit era che non voleva farlo. Sapeva che cosa doveva succedere, ed era sempre pi facile rimandare per un altro quarto d'ora, a dopo pranzo magari, o a domani. Solo che, ogni volta che lo faceva, significava che qualcun altro avrebbe montato il turno in stato di alterazione, magari combinando qualche stupidaggine, danneggiando la nave, ferendosi o finendo per farsi ammazzare.
Il momento giunse a met del secondo turno. Bull spense il suo pannello terminale, si alz, prese un paio di pistole dall'armeria e apr una connessione sul suo terminale palmare.
Serge?
S, capo.
Ho bisogno di te e di un altro. Andiamo a pizzicare uno spacciatore.
Il silenzio sulla linea aveva un sapore di sorpresa. Bull rimase in attesa. Anche questo era un indicatore.
Sicuro disse Serge. Arriviamo subito.
Serge si present in ufficio dieci minuti dopo con un altro addetto alla sicurezza, una donna dalle spalle ampie e l'espressione cupa di nome Corin. Era una buona scelta. Bull appunt mentalmente la cosa a favore di Serge e consegn a entrambi le pistole. Corin controll il caricatore, infil l'arma in fondina e rimase in attesa. Serge si pass la pistola da una mano all'altra, soppesandola, poi si strinse nelle spalle.
Qual  il piano? chiese.
Venite con me disse Bull. Se qualcuno tenta di impedirmi di fare il mio lavoro, ammonitelo la prima volta, sparategli la seconda.
Semplice e diretto disse Serge, e nelle sue parole c'era un senso di approvazione.
Il complesso di lavorazione alimentare era nelle profondit del ventre della nave, vicino alla gigantesca, vuota superficie interna. Nel lungo viaggio verso le stelle, sarebbe stato vicino ai campi coltivati del piccolo mondo interno della Nauvoo. Nella Behemoth, non era in nessun luogo in particolare. Ci che era stato logico era diventato insensato, ed era bastato un semplice cambio di contesto. Bull guidava mentre le ruote di schiuma rigida del piccolo carrello elettrico ronzavano lungo le rampe. Nei corridoi e negli atrii la gente si fermava e li osservava. Alcuni li fissavano. Il fatto che tre agenti della sicurezza armati spiccassero cos tanto era un indicatore. Bull non era sicuro che fosse positivo.
Vicino agli impianti di raffinamento l'aria aveva un odore diverso. C'erano pi particolati volatili e non filtrati. Il complesso di lavorazione in s era una rete di vasche, impianti e colonne di distillazione. Met di quel posto era chiusa, messa in naftalina e in attesa di poter usare quella capacit produttiva in eccesso per quando ci sarebbe stato bisogno di nutrire una popolazione pi vasta. Oppure in attesa di essere rasa al suolo.
Trovarono Alexi immerso fino alle ginocchia in una delle vasche di trattamento dell'acqua, con un paio di stivaloni arancioni aderenti sulle gambe e le mani cariche di un groviglio di alghe verdi. Bull gli punt un dito contro, e poi lo rivolse verso la passerella su cui si trovavano lui, Serge e Corin. Pareva esserci stato un fugace bagliore di disagio nell'espressione di Alexi. Difficile da capire.
Non posso uscire in questo momento disse lo spacciatore, alzando una grossa foglia bagnata. Sono impegnato.
Bull annu e si volt verso Serge.
Voi due restate qui. Non lasciatelo andare da nessuna parte. Torno subito.
Sa sa, capo disse Serge.
Lo spogliatoio era gi per le scale, in fondo a un corridoio. La fila di armadietti color verde pisello per gli effetti personali era stata tirata via dalla parete, girata di novanta gradi e rimessa a posto per assecondare la direzione dell'accelerazione. Lungo i bordi si vedevano ancora sbavature e grumi di sigillante nei punti in cui non era stato applicato perfettamente a filo. Altri due tecnici di trattamento idrico erano seduti sulla panca gi mezzo svestiti, intenti a parlare e a flirtare tra loro. All'ingresso di Bull, i due ammutolirono. Lui rivolse loro un sorriso, li salut con un cenno del capo e li oltrepass andando verso un armadietto in fondo alla stanza. Quando lo raggiunse, si volt.
 di qualcuno, questo? chiese.
No, signore disse la donna, richiudendo un poco la tuta. La maggior parte degli armadietti  vuota.
Bene disse Bull. Inser il suo codice prioritario e apr lo sportello. La sacca che trov all'interno era grigia e verde, il genere di oggetto che avrebbe usato per riporre i vestiti andando in palestra. Pass un dito lungo l'apertura. Dentro c'erano un centinaio di fialette contenenti una polverina giallastra, un po' pi granulosa del latte in polvere. Richiuse la sacca e se la mise in spalla.
C' qualche problema? chiese il tecnico maschio. Il suo tono di voce era esitante ma non spaventato. Pi curioso che altro. Eccitato. Be', a Dio piacevano i ficcanaso, e anche a Bull.
Myerson-Freud ha appena smesso di vendere polvere di fata sottobanco rispose Bull. Dovreste andare a dirlo a tutti i vostri amici, eh?
I due tecnici si scambiarono un'occhiata perplessa mentre Bull usciva dallo spogliatoio. Di ritorno alla vasca di laminarie, Bull lasci cadere la sacca a terra, poi punt il dito verso Alexi e successivamente verso la passerella, ripetendo gli stessi gesti di poco prima. Stavolta, Alexi si fece scuro in volto. Bull rimase in attesa mentre il tecnico avanzava sciabordando attraverso l'acqua profonda e si tirava su.
Che problema c'? chiese Alexi. Cosa c' in quel sacco?
Bull scosse la testa lentamente, una volta sola. L'espressione mortificata sul viso di Alexi era come una confessione. Non che a Bull servisse.
Ehi, ese disse Bull. Voglio solo che tu sappia che mi dispiace, per tutto questo.
Colp Alexi con un pugno sul naso. Sent l'osso e la cartilagine cedere sotto le nocche e uno schizzo di sangue rosso vivo zampill scendendo lento sopra le labbra del tecnico stravolto.
Mettetelo sul retro del carrello disse Bull. Dove la gente pu vederlo bene.
Serge e Corin si scambiarono un'occhiata che somigliava molto a quella dei due nello spogliatoio.
Lo portiamo in cella, capo? chiese Serge, e il suo tono di voce lasciava intendere che sapeva gi la risposta.
Abbiamo una cella? chiese Bull mentre raccoglieva la sacca da terra.
Mi pare proprio di no.
E allora non lo portiamo in cella.
Bull aveva previsto che il percorso attraversasse tutte le zone pubbliche pi popolate della nave, dalle aree pi interne alla chiglia. La voce aveva gi cominciato a girare, e lungo la strada si accalcavano alcuni spettatori. Quando non era intento a gridare, a supplicare o a esigere di vedere il capitano, Alexi emetteva un verso acuto e lamentoso. Bull ebbe il ricordo improvviso e viscerale di un maiale che aveva visto portare verso lo scannatoio quando era pi giovane. Non sapeva quand'era successo, esattamente; quel ricordo era l, semplicemente, fluttuava disconnesso dal resto della sua vita.
Gli ci volle quasi mezz'ora per raggiungere la camera di pressurizzazione. L intorno si era riunita una folla, un piccolo mare di facce, la maggior parte delle quali su grandi teste e corpi affusolati. I cinturiani venuti a guardare il terrestre che faceva fuori uno dei loro. Bull li ignor. Inser il suo codice di accesso, apr il portello interno della camera pressurizzata, torn verso il carrello e sollev Alexi con un braccio. In quella bassa gravit avrebbe dovuto essere facile, ma Bull si sent sfiancato prima ancora di arrivare nuovamente al portellone. Il fatto che Alexi si dimenasse non aiutava. Bull lo spinse dentro, richiuse il portellone interno, inser il codice prioritario e apr il portellone esterno senza prima evacuare l'aria. Lo schiocco risuon attraverso il ponte di metallo come una campana distante. Il monitor mostrava che la camera era vuota. Bull richiuse il portellone esterno. Mentre la camera di pressurizzazione si riempiva nuovamente di aria, Bull torn verso il carrello. Sal in piedi sul retro, dov'era stato Alexi, e si alz la sacca sopra la testa con entrambe le mani. Aveva la manica e il ginocchio sinistro macchiati di sangue.
Questa  polvere di fata, chiaro? disse alla folla. Non us il proprio terminale per amplificare la voce. Non gli serviva. Lascer la sacca nella camera di pressurizzazione per sedici ore, dopodich la evacuer in spazio aperto. Se dovesse aggiungersi altra polvere prima di allora, be', sar successo e basta. Niente di grave. Se dovesse mancarne, questo s che sarebbe un problema. Per cui, andate a dirlo a tutti. E il prossimo pendejo che comincia il turno strafatto se la vedr con me.
Torn lentamente verso la camera pressurizzata, lasciando che tutti quanti lo osservassero bene. Apr il portellone interno, gett dentro la sacca e si volt, lasciando la porta aperta alle sue spalle. Mentre risaliva sul retro del carrello riusciva a percepire la tensione della folla, e la cosa non lo preoccupava affatto. Erano altre, le cose che lo preoccupavano. Quello che aveva appena fatto era la parte pi semplice. Ci che sarebbe venuto dopo sarebbe stato pi complicato, perch aveva meno controllo sulla faccenda.
Vuole metterci una guardia, capo? chiese Serge.
Credi che ce ne sia bisogno? chiese Bull. Non si aspettava di ricevere una risposta, e non ne ottenne. Il carrello balz in avanti e gli astanti si divisero di fronte a loro come un branco di antilopi davanti a un leone. Bull li riport indietro verso le rampe che li avrebbero ricondotti verso gli uffici della sicurezza.
Tosto disse Corin. Lo faceva sembrare come un fatto positivo.
L'ufficio del capitano era adorno di decorazioni religiose. Angeli blu e oro sorreggevano le parabole degli archi che s'innalzavano per incontrarsi nel mezzo del soffitto sull'immagine di un Dio placido e barbuto. Un Cristo osservava benevolo dall'alto della parete alle spalle della scrivania di Ashford, con i lineamenti caucasici placidi e sereni. Non somigliava in niente all'uomo insanguinato, curvo e crocifisso che conosceva Bull. Accanto al Salvatore erano allineate immagini di abbondanza: granaglie, granoturco, capre, vacche e stelle. Il capitano Ashford camminava nervosamente avanti e indietro di fronte alle ginocchia di Ges, scuro in volto per il sangue alla testa e la rabbia. Michio Pa era seduta nell'altra poltrona per gli ospiti, facendo ben attenzione a non guardare n Ashford, n Bull. Qualunque fosse la situazione con le navi di ricerca scientifica marziana e la loro scorta militare, o con la massiccia flottiglia terrestre, per il momento sembrava essere dimenticata.
Bull non permise al suo viso di lasciar trasparire l'ansia.
 inaccettabile, signor Baca.
Perch pensa una cosa del genere, signore?
Ashford si ferm, pos le mani grandi sulla scrivania e si chin in avanti. Bull fiss i suoi occhi iniettati di sangue e si chiese se il capitano dormisse a sufficienza.
Ha ucciso un membro del mio equipaggio disse Ashford. L'ha fatto con chiara premeditazione. L'ha fatto di fronte a centinaia di testimoni.
Cazzo, se vuole dei testimoni, ci sono le telecamere di sorveglianza disse Bull. Non era la cosa giusta da fare.
La sollevo dal suo incarico, signor Baca. Rester confinato nei suoi alloggi finch non saremo di ritorno sulla Stazione di Tycho, dove comparir di fronte a un tribunale con l'accusa di omicidio.
Stava vendendo droga all'equipaggio.
E allora avrebbe dovuto essere arrestato!
Bull fece un respiro profondo ed esal lentamente dalle narici.
Lei crede che quella che stiamo governando sia pi una nave da guerra o una stazione spaziale, signore? chiese poi. Ashford corrug la fronte e scosse la testa. Alla destra di Bull, Pa si spost sulla poltroncina. Quando nessuno dei due gli rispose, Bull prosegu. Il motivo per cui lo chiedo  che, se sono un poliziotto, allora s, avrei dovuto portarlo in cella. Se avessimo avuto una cella. E lui avrebbe avuto diritto a un avvocato. Avremmo potuto fare tutta la trafila, s. Io per non penso che questa sia una stazione. Penso invece che sia una nave da guerra. Io sono qui per far rispettare la disciplina militare all'interno di una potenziale zona di guerra. E non si tratta di disciplina della marina terrestre, n di quella marziana. Si tratta di disciplina dell'APE. Alla maniera cinturiana.
Ashford si raddrizz.
Non siamo degli anarchici disse, la voce carica di sdegno.
Secondo le tradizioni dell'APE, e magari mi sbaglio, se qualcuno fa intenzionalmente qualcosa che metta a repentaglio la sicurezza della nave, si guadagna il diritto di fare autostop fino alla prossima stazione con dell'aria respirabile disse Bull.
L'ha tirato fuori da una vasca idrica. In che modo stava mettendo a repentaglio la sicurezza della nave? Stava forse per tirargli addosso qualche alga? disse Pa, con voce fragile.
Il personale si sta presentando strafatto durante i turni di lavoro disse Bull, allacciando le dita delle mani su un ginocchio. Non dovete credere alla mia parola. Chiedete in giro. E poi, via...  normale che sia cos, dico bene? Abbiamo da fare tre volte il lavoro che possiamo fare. Con un po' di polvere di fata non si stancano. Non fanno pause. Non rallentano. Fanno di pi. Sapete qual  il problema della mancanza di buon senso? Bisogna avere buon senso per accorgersi di non averne. Abbiamo gi registrato dei feriti. Era solo una questione di tempo prima che ci scappasse il morto. O peggio.
Sta per caso dicendo che quell'uomo era responsabile per lo scarso rendimento di tutti sul posto di lavoro, ed  per questo che l'ha ucciso? chiese Ashford, ma senza pi la stessa convinzione. Stava per ripiegarsi come cartone bagnato. Bull si rendeva conto che la debolezza di Ashford avrebbe giocato a proprio favore, stavolta, eppure la detestava comunque.
Sto dicendo che stava mettendo in pericolo la nave in favore di un suo guadagno personale, proprio come se stesse rubando filtri dell'aerazione. Ed  proprio quello che faceva. C'era domanda, e lui provvedeva a soddisfarla. Se l'avessi rinchiuso, non avrei ottenuto altro che aumentare il rischio. Avrei fatto salire i prezzi. Avrei fatto capire che, se vieni pizzicato, pu darsi che finisci in carcere una volta tornati su Tycho.
E cos ha fatto in modo che il rischio fosse la morte.
No disse Bull. Voglio dire, s. Ma non gli ho sparato. Ho fatto ci che fate voi a quanti mettano a rischio la nave. I cinturiani sanno bene che cosa significhi espulso, giusto? Fa da cornice alla presente situazione.
Ha commesso un errore.
Ho una lista di cinquanta persone a cui spacciava disse Bull. Alcune di esse sono tecnici molto competenti. Un paio sono supervisori di medio livello. Potremmo sbatterli tutti al fresco, poi per avremmo meno gente per fare quello che c' da fare. E comunque, non lo faranno pi. Il rifornimento  andato. Ma se vuole posso parlare con loro. Fargli sapere che sto tenendo gli occhi ben aperti.
La risata di Pa fu priva di gioia.
Le riuscirebbe piuttosto complicato, se dovesse trovarsi in cella con diversi capi d'imputazione sulle spalle disse.
Non abbiamo una cella disse Bull. Il piano era che gli anziani del culto potessero risolvere tutto a parole. Mantenne un tono attentamente privo di sarcasmo.
Ashford era titubante. Era come osservare un gatto che cercava di decidere se saltare da un ramo all'altro o meno. La sua espressione era calcolatrice, pensierosa, incerta. Bull rimase in attesa.
Una cosa del genere non dovr ripetersi mai pi disse Ashford. Se dovesse decidere che qualcuno dev'essere buttato fuori da una camera stagna, verr prima da me. Sar io a premere il pulsante.
Va bene.
Va bene, cosa? disse Ashford, mordendo ogni parola. Bull chin il capo, fissando il pavimento. Aveva ottenuto quello che cercava. Poteva anche lasciare ad Ashford la sensazione di aver avuto anche lui una piccola vittoria.
Sissignore, voglio dire. Capitano. Forte e chiaro. Ho recepito l'ordine e lo seguir.
Pu dirlo forte, diavolo disse Ashford. E ora torni al lavoro, maledizione.
Sissignore.
Quando la porta si richiuse alle sue spalle, Bull si appoggi alla parete e trasse un paio di respiri profondi. Era intensamente cosciente del suono della nave - il basso ronzio dei riciclatori d'aria, il mormorio distante delle voci, il verso e lo scampanellio di un migliaio di sistemi di allarme differenti. L'aria sapeva di plastica e ozono. Aveva corso un rischio calcolato, e se l'era cavata.
Tornando gi a piedi, livello dopo livello, percep addosso a s l'attenzione degli altri. In ascensore, un uomo cerc ostinatamente di non fissarlo. Nel corridoio al di fuori dell'ufficio della sicurezza, una donna gli rivolse un sorriso e un cenno del capo, nervosa come un topo che sente l'odore del gatto. Bull le restitu il sorriso.
Nell'ufficio, Serge e un altro uomo della squadra, un europeano di nome Casimir, alzarono un pugno per salutarlo con l'idioma fisico dei cinturiani. Bull ricambi il gesto e li raggiunse con passo flemmatico.
Che abbiamo? chiese Bull.
Un paio di dozzine di persone si sono presentate per porgere i loro saluti disse Serge. Immagino che almeno un altro mezzo chilo di polvere sia appena comparsa dal nulla.
Okay, bene.
Ho la lista di tutti quelli che sono passati. Vuole che li segnali nel sistema?
No disse Bull. Ho detto loro che non sarebbe stato un problema. Non  un problema. Puoi cancellare la lista.
Come vuole, capo.
Sar nel mio ufficio disse Bull. Fatemi sapere se succede qualcosa. E qualcuno metta su il bollitore per il caff.
Si sedette sulla scrivania, con i piedi poggiati sulla seduta della sedia, e si chin in avanti. Si sentiva improvvisamente esausto. Era stata una giornata lunga e particolarmente brutta, e lasciarsi alle spalle il timore che si era trascinato dietro per le settimane che l'avevano portato fino a quel momento era un po' come vedersi liberare di prigione. Gli ci vollero un paio di minuti per rendersi conto che aveva ricevuto un messaggio da parte di Michio Pa. La vicecomandante non aveva richiesto di aprire una connessione. Dunque non aveva voglia di parlare con lui. Voleva solo dirgli qualcosa.
Nella registrazione, il viso della donna era illuminato da sotto, dalla luce di sfondo del suo terminale. Mostrava un sorriso teso e sottile, che sembrava come sfumare da qualche parte verso gli zigomi.
Ho visto quello che ha fatto l. Bel giochetto. Molto astuto. Ammantarsi con la bandiera dell'APE, facendo venire al vecchio il dubbio che l'equipaggio avrebbe potuto prendere le sue difese. Sono pi cinturiano di te.  stato elegante.
Bull si gratt il mento. La barba corta che era ricresciuta dalla mattina conferiva alle sue dita un rumore da grattugia. Probabilmente sarebbe stato troppo chiedere di non farsi nemici con un gesto del genere, ma era dispiaciuto che dovesse essere Pa.
Non pu indorare la pillola con me. Sappiamo entrambi che il fatto di aver ammazzato qualcuno non la rende affatto ammirevole. Non ho intenzione di dimenticare quanto  accaduto. Spero soltanto che le resti ancora abbastanza anima da essere disturbato da quel che ha fatto.
La registrazione termin e Bull sorrise stancamente allo schermo vuoto.
Tutte le volte disse al suo terminale palmare. E anche la prossima.

10.

Holden

La Rocinante non era una piccola nave. Il suo equipaggio normale avrebbe dovuto contare pi di una dozzina tra personale e ufficiali, e in diverse missioni avrebbe trasportato anche sei marine addizionali. Mandare avanti la Roci in quattro significava che ognuno doveva occuparsi di diverse mansioni, e la cosa non lasciava molto tempo libero. All'inizio fece anche s che fosse molto facile evitare i quattro stranieri a bordo della nave. Avendo ricevuto il divieto di accesso in plancia, al ponte del portellone di accesso, all'officina e alla sala motori, la squadra di documentaristi era incastrata sui due ponti riservati all'equipaggio, con accesso limitato ai propri alloggi, al bagno, alla cambusa e all'infermeria.
Monica era una persona adorabile. Tranquilla, amichevole e carismatica. Quand'anche la telecamera fosse riuscita a trasmettere anche soltanto una minima parte del suo fascino, era facile capire perch avesse avuto successo. Gli altri - Okju, Clip, Cohen - si comportavano in maniera apertamente amichevole, scherzando con l'equipaggio della Rocinante e preparando da mangiare per tutti. Cercavano il contatto, ma Holden non aveva ben chiaro se fosse il classico periodo di luna di miele che si verificava tutte le volte che due equipaggi si univano per un lungo viaggio oppure qualcosa di pi calcolato. Forse erano un po' entrambe le cose.
Quello che vide per fu che il suo equipaggio si ritraeva. Dopo due giorni che avevano a bordo la squadra di ripresa, Naomi si limit a ritirarsi sul ponte operativo, dove non poteva essere raggiunta. Amos ci aveva svogliatamente provato con Monica, e un po' pi seriamente con Okju. Quando entrambi i tentativi erano andati a vuoto, aveva ricominciato a passare la maggior parte del suo tempo in officina. Di tutti loro, soltanto Alex aveva dedicato del tempo a socializzare con i passeggeri, e nemmeno tanto spesso. Aveva cominciato a dormire di tanto in tanto sul sedile di pilotaggio.
Avevano acconsentito a farsi intervistare, e Holden sapeva che non avrebbero potuto evitarlo per sempre. Non erano partiti nemmeno da una settimana e, quand'anche avessero viaggiato ad accelerazioni piuttosto elevate, ci sarebbero voluti diversi mesi per arrivare a destinazione. Per di pi, era nel contratto che avevano firmato. Il fastidio era quasi abbastanza da riuscire a distrarlo dal fatto che ogni giorno che passava li portava pi vicini all'Anello e a qualsiasi cosa fosse quello per cui Miller voleva che andasse l. Quasi.
 sabato disse Naomi. Si stava rilassando a una delle postazioni vicino al pannello di comunicazione. Non si tagliava i capelli da un po', e stavano diventando cos lunghi da darle fastidio. Erano dieci minuti che provava a raccoglierli in una treccia. Quegli ostinati riccioli neri resistevano ai suoi sforzi, e parevano quasi avere volont propria. In base alla sua passata esperienza, Holden sapeva che quello era l'attimo che precedeva il momento in cui avrebbe tagliato via met dei suoi capelli per l'esasperazione. A Naomi piaceva l'idea di farsi crescere i capelli, ma non la realt dei fatti. Holden se ne stava seduto di fronte al pannello di combattimento, osservandola mentre si dannava con i capelli e lasciando vagare i pensieri.
Mi hai sentito? gli disse lei.
 sabato.
Pensi di invitare a cena i nostri ospiti?
Sulla nave avevano preso l'abitudine di cercare di riunire tutto l'equipaggio per cenare insieme, come gruppo, una volta a settimana, a prescindere dal resto degli eventi. E, secondo un accordo non detto, solitamente era di sabato. A bordo di una nave non aveva poi molta importanza in che giorno della settimana capitasse ma, facendo quella cena tutti i sabati, per Holden era una sorta di piccolo rituale per celebrare il passaggio di una settimana e l'inizio di un'altra. Un delicato promemoria che gli ricordava come, al di fuori di loro quattro, esistesse ancora un sistema solare.
Non aveva considerato l'idea di invitare la troupe a unirsi a loro. Gli parve un po' come un'invasione di campo. La cena del sabato era riservata all'equipaggio.
Non possiamo escluderli. Sospir. Vero?
No, a meno che non vogliamo mangiare qui. Hai ceduto loro il controllo della cambusa.
Dannazione esclam Holden. Avrei dovuto confinarli ai loro alloggi.
Per quattro mesi?
Avremmo potuto passargli razioni in barrette e sacchetti a catetere da sotto la porta.
Lei sorrise e disse: Tocca ad Amos cucinare.
Giusto. Ora lo chiamo e gli dico di preparare per otto.
Amos cucin pasta ai funghi, con tanto aglio e tanto parmigiano. Era il suo piatto preferito, e non badava mai a spese quando si trattava di comprare spicchi d'aglio veri e parmigiano autentico da grattugiare. Un altro piccolo lusso che non sarebbero stati in grado di permettersi se si fossero impelagati in una contesa giudiziaria con Marte.
Mentre Amos finiva di saltare l'aglio e i funghi, Alex apparecchi e prepar le bevande. Holden sedeva a un capo del tavolo accanto a Naomi, mentre la squadra televisiva sedeva dall'altra parte. Si scambiavano chiacchiere educate e amichevoli e, se c'era come un retrogusto di disagio in quella situazione, Holden non riusciva ancora ad afferrarne il motivo.
Aveva chiesto loro di non portare telecamere n altre attrezzature di registrazione alla cena, e Monica aveva acconsentito. Clip, il marziano, stava chiacchierando di storia dello sport con Alex. Okju e Cohen, seduti di fronte a Naomi, raccontavano aneddoti dal loro ultimo incarico, un servizio su una nuova stazione di ricerca in orbita stazionaria attorno a Mercurio. Avrebbe dovuto essere quasi piacevole e invece, semplicemente, non lo era.
Holden disse: Di solito non mangiamo cos bene in volo, ma cerchiamo sempre di fare qualcosa di buono per la nostra cena settimanale tutti insieme.
Okju sorrise e disse: Ha un profumino delizioso. Indossava una mezza dozzina di anelli, una giacchetta piena di bottoni, un ciondolo d'argento e un fermaglio color avorio che le teneva indietro i capelli marroni e crespi. Il fonico fissava sereno un punto nel vuoto, con gli occhiali scuri che nascondevano la parte superiore del suo viso e un'espressione tranquilla e aperta. Monica osservava in silenzio Holden che studiava i suoi assistenti, con un vago sorriso sulle labbra.
Si mangia disse Amos, cominciando a servire le scodelle piene sul tavolo. Mentre il pasto veniva passato di mano in mano in un lento cerchio, Okju chin il capo e mormor qualcosa. Holden impieg qualche istante per rendersi conto che stava pregando. Da quando se n'era andato da casa, non aveva visto pi nessuno fare una cosa del genere. Uno dei suoi padri, Caesar, a volte pregava prima dei pasti. Holden attese che finisse prima di cominciare a mangiare.
 davvero molto carino da parte vostra disse Monica. Grazie.
Il piacere  tutto nostro replic Holden.
Abbiamo lasciato Ceres da una settimana disse lei e direi che ci siamo ben acclimatati, ormai. Mi chiedevo se potessimo cominciare a programmare qualche intervista preliminare... Pi che altro per provare la strumentazione.
Pu intervistare me disse Amos, senza riuscire a nascondere un ghigno lascivo.
Monica gli rivolse un sorriso e pizzic un fungo con la forchetta, poi lo fiss dritto negli occhi mentre se lo metteva tra i denti e cominciava a masticare lentamente.
E va bene disse. Possiamo cominciare con un po' di lavoro di contesto. Che mi dici di Baltimora?
Il silenzio fu improvvisamente rovente. Amos fece per alzarsi, ma la mano gentile di Naomi lo blocc. Apr la bocca, la richiuse, poi abbass gli occhi sul vassoio mentre la pelle chiara del cranio e del collo gli si faceva rosso vivo. Monica abbass lo sguardo sul proprio vassoio, con un'espressione a met tra l'imbarazzo e il fastidio.
Non  una buona idea disse Holden.
Capitano, ho rispetto per le problematiche di riservatezza che possiate avere lei e il suo equipaggio, ma abbiamo un accordo. E, con tutto il rispetto, finora avete trattato me e i miei come ospiti indesiderati.
Sul tavolo, il cibo stava cominciando a freddarsi. L'avevano a malapena toccato. Capisco. Lei ha mantenuto fede alla sua parte dell'accordo disse Holden. Mi ha portato fuori da Ceres e ci ha messo i soldi in tasca. E noi non abbiamo mantenuto la nostra parte. Capisco. Domani ricaver un'ora da dedicarvi, per cominciare. Pu andare?
Sicuro disse Monica. Mangiamo.
Baltimora, eh? disse Clip ad Amos. Segui il football?
Amos non rispose, e Clip non insistette.
Dopo quella sgradevole cena, Holden non avrebbe voluto altro che andarsi a infilare sotto le coperte. Mentre era in bagno, per, intento a lavarsi i denti, Alex fece finta di capitare l per caso e gli disse: Vieni su in plancia, Cap. Abbiamo una cosa da discutere.
Quando Holden lo segu su, trov Naomi e Amos ad aspettarli. Naomi se ne stava appoggiata allo schienale con le mani dietro la testa, ma Amos sedeva sul bordo del sedile con entrambi i piedi piantati a terra e le mani strette a pugno, l'una sull'altra, di fronte a s. Sul viso aveva ancora un'espressione cupa di rabbia.
Allora, Jim disse Alex, andando verso un altro sedile e lasciandosi cadere sopra. Non  stata una buona partenza.
Sta ficcando il naso nelle nostre faccende disse Amos, senza rivolgersi a nessuno in particolare, con gli occhi fissi sul pavimento. In faccende che non dovrebbe conoscere.
Holden sapeva bene cosa intendeva Amos. Il riferimento di Monica a Baltimora era un'allusione all'infanzia di Amos come al prodotto di un'attivit di prostituzione illecita particolarmente abietta. Ma Holden non poteva ammettere di saperlo. In effetti ne era a conoscenza soltanto per via di una conversazione che aveva origliato. Non aveva nessuna intenzione di umiliare ulteriormente Amos.
 una giornalista; si documentano sui pregressi personali disse lui.
 pi di questo disse Naomi.  una bella persona.  affascinante e amichevole, e tutti noi sulla nave vorremmo che ci andasse a genio.
Ed  un problema? chiese Holden.
 un cazzo di problema, e anche grosso disse Amos.
Ero a bordo della Canterbury per un motivo preciso, Jim disse Alex. La sua calata da nativo della Mariner Valley aveva smesso di sembrare ridicola, e ora sembrava solo sconsolata. Non mi serve avere intorno qualcuno che vada a ripescare i miei scheletri dall'armadio per metterli in piazza.
La Canterbury, la nave cargo portaghiaccio su cui avevano tutti prestato servizio prima dell'incidente di Eros, in termini lavorativi rappresentava il gradino pi basso per tutti coloro che volavano per guadagnarsi la pagnotta. Attirava persone che erano cadute sul fondo della loro incompetenza, o quelli che non avevano nessuna speranza di superare una verifica dei precedenti necessaria all'ottenimento di un incarico migliore. O, come nel caso di Holden, quelli che portavano la macchia di un congedo con disonore dall'esercito sul proprio registro professionale. Dopo aver prestato servizio con il suo piccolo equipaggio per diversi anni, Holden sapeva che nessuno di loro si era ritrovato su quella nave per via dell'incompetenza.
Lo so cominci a dire.
Lo stesso vale per me disse Amos. C' parecchio passato, nel mio passato.
Anche per me aggiunse Naomi.
Holden fece per rispondere, poi si ferm quando fu colpito dal peso delle parole di Naomi. Anche lei stava nascondendo qualcosa che l'aveva spinta ad accettare un posto da meccanico a bordo della Canterbury. Be', ma certo. Holden aveva preferito non pensarci, ma era ovvio. Era l'ingegnere pi talentuosa che avesse mai incontrato. Holden sapeva che Naomi aveva conseguito due lauree distinte da due universit, e che aveva completato il suo addestramento da ufficiale di volo in soli due anni anzich tre. Aveva dato il via alla sua carriera con chiare prospettive di comando. Doveva essere successo qualcosa ma lei non ne aveva mai parlato. Holden corrucci la fronte in maniera interrogativa, ma lei lo blocc con un cenno minimo della testa.
La fragilit di quella loro piccola famiglia colp Holden come un pugno allo stomaco. I percorsi che li avevano fatti incontrare erano stati differenti, improbabili e inverosimili come pochi altri. E l'universo poteva separarli con la stessa facile casualit. Questo pensiero lo fece sentire piccolo, vulnerabile un po' sulla difensiva.
Vi ricordate tutti perch abbiamo dovuto farlo, vero? chiese Holden. Il sequestro... Marte che voleva mettere le mani sulla Rocinante...
Non avevamo scelta replic Naomi. Lo sappiamo. Siamo stati tutti d'accordo nell'accettare questo incarico.
Amos annu concorde. Alex disse: Nessuno sta dicendo che non avremmo dovuto accettare l'incarico. Quello che stiamo dicendo,  che il frontman di questo gruppo sei tu.
Gi disse Naomi. Devi risultare talmente interessante da far s che questi cronisti si dimentichino di noi. Sar tuo compito per il resto del tragitto.  l'unico modo in cui pu funzionare.
No disse Amos, continuando a tenere gli occhi bassi. Un altro modo ci sarebbe, ma non ho mai buttato un cieco fuori dal portellone. Non so come mi sentirei al riguardo. Potrebbe non essere piacevole.
E va bene disse Holden, facendo loro segno di calmarsi con le mani alzate di fronte a s. Messaggio ricevuto. Vi terr le telecamere lontano dal muso pi che posso, ma sar un lungo viaggio. Siate pazienti. Quando arriveremo all'Anello magari si saranno stancati di noi e riusciremo a farli imbarcare su un'altra nave qualsiasi.
Rimasero tutti in silenzio per un istante, poi Alex scosse la testa.
Be' disse. Mi sa tanto che abbiamo scoperto l'unica cosa che mi rende ansioso di arrivare laggi.
Holden si svegli di scatto, strofinandosi furiosamente il naso che prudeva. Aveva la mezza sensazione di qualcosa che cercava di penetrargli nelle narici. Non c'erano insetti sulla nave, per cui non poteva che essere un sogno. Il prurito era reale, per.
Mentre continuava a grattarsi disse: Scusa, ho fatto un brutto sogno o qualcosa del genere e pos una mano sul letto accanto a s. Era vuoto. Naomi doveva essere andata in bagno. Inspir ed espir forte diverse volte dal naso, cercando di liberarsi da quella fastidiosa sensazione al suo interno. Al terzo soffio sbuc fuori una lucciola blu che si allontan in volo. Holden divenne cosciente di un tenue profumo acidulo nell'aria.
Dobbiamo parlare disse una voce familiare nell'oscurit.
Holden si sent un nodo in gola. Il cuore cominci a martellargli nel petto. Si mise un cuscino in faccia e soppresse l'istinto di mettersi a gridare, tanto per la rabbia e la frustrazione quanto per quella vecchia sensazione cos familiare di paura che gli stringeva il torace in una morsa.
Insomma, c'era questo novellino cominci a dire Miller. Un ragazzo in gamba, l'avresti detestato.
Non la sopporto pi, questa stronzata! disse Holden, togliendosi il cuscino dalla faccia e scaraventandolo in direzione della voce di Miller. Picchi una manata sul pannello accanto al letto e le luci della stanza si accesero. Miller era in piedi accanto alla porta, con il cuscino alle spalle e indosso il solito, aggrinzito abito grigio e il cappello pork pie. Si agitava come se avesse avuto un'irritazione cutanea.
Non aveva mai imparato a controllare per bene una stanza, sai? continu Miller. Aveva le labbra nere. Angoli e porte d'accesso. Ho cercato di insegnarglielo. Bisogna sempre tenere d'occhio angoli e porte.
Holden allung una mano verso il pannello di comunicazione per chiamare Naomi, poi si ferm. Avrebbe voluto che lei fosse l, per far svanire quel fantasma come aveva sempre fatto le altre volte. Ma aveva anche paura che, stavolta, non sarebbe successo.
Ascolta, devi controllare la stanza disse Miller, il viso contorto dalla confusione e dall'intensit, come un uomo sotto l'effetto di stupefacenti che cercasse di ricordare qualcosa d'importante. Se non controlli bene la stanza, la stanza ti mangia.
Che vuoi da me? disse Holden. Perch mi stai facendo andare l fuori?
L'espressione di Miller si riemp di esasperazione.
Che diavolo mi senti dire? Vedi una stanza piena di ossa, e l'unica cosa che puoi sapere  che qualcosa  stato ammazzato. Sei il predatore fino all'istante in cui non diventi preda. Si ferm, fissando Holden. In attesa di risposta. Quando Holden non rispose, Miller si avvicin di un passo al letto. Qualcosa, sul suo volto, fece tornare in mente a Holden le volte che aveva visto il poliziotto sparare a qualcuno. Apr un cassetto accanto al letto ed estrasse la pistola.
Non avvicinarti oltre disse Holden, senza ancora puntare l'arma verso Miller. Ma dimmi la verit: se ti sparassi, poi, moriresti?
Miller scoppi a ridere. La sua espressione si fece quasi umana. Dipende.
La porta si apr e Miller svan in un batter d'occhio. Naomi entr nella stanza con indosso una vestaglia e un bulbo d'acqua tra le mani.
Sei sveglio?
Holden annu, poi apr il cassetto e ripose la pistola. La sua espressione doveva aver detto tutto a Naomi.
Stai bene?
S.  svanito quando hai aperto la porta.
Sembri terrorizzato disse Naomi, posando l'acqua e scivolando sotto le coperte accanto a lui.
 diventato pi spaventoso. Prima, pensavo che... Non lo so che pensavo. Ma dal momento in cui  venuto a sapere del portale, continuo a cercare di capire che cosa voglia dire. Era pi facile quando potevo permettermi di pensare che fosse qualche impulso elettrostatico. Che non... Che non significasse niente.
Naomi gli si accoccol al fianco e lo cinse con un braccio. Holden sent i muscoli rilassarsi un po'.
Non possiamo lasciare che Monica e la sua squadra vengano a sapere di una cosa del genere disse lui. Il sorriso di Naomi era velato di tristezza. Che c'?
James Holden che non spiattella tutto a tutti disse lei.
Stavolta  diverso.
Lo so.
Che ti ha detto? chiese Naomi. Aveva senso?
No. Ma parlava di morte. Tutto quello che dice parla di morte.
Durante le settimane che seguirono, a bordo della nave s'instaur una routine che, sebbene non proprio gradevole, era perlomeno collegiale. Holden passava parecchio tempo con la troupe del documentario, facendosi riprendere, mostrando loro la nave e rispondendo alle loro domande. Com'era stata la sua infanzia? Piena d'amore, complessa e agrodolce. Aveva davvero salvato la Terra convincendo la ragazza semincosciente che aveva fatto da incubatrice per la protomolecola a deviare rotta e a dirigersi su Venere? No, quella faccenda era stata pi che altro un colpo di fortuna. Aveva rimpianti?
Holden sorrideva, accettava e faceva finta di non avere niente da nascondere. Che l'unica cosa che lo stava portando verso l'Anello fosse il contratto che aveva stipulato con loro. Che non fosse stato scelto dalla protomolecola per compiere qualcosa che non aveva ancora nemmeno iniziato a comprendere.
A volte Monica provava con gli altri, ma le risposte di Alex e Naomi si mantenevano amichevolmente, educatamente sul vago. Amos invece infarciva le sue frasi con tante di quelle gioviali, esplicite volgarit che era impossibile farne qualcosa di potabile per un pubblico civilizzato.
Cohen si rivel essere qualcosa di pi di un semplice tecnico del suono. Gli occhiali scuri che indossava erano in realt un sistema a spettro sonar che gli consentiva di creare un modello tridimensionale di qualsiasi spazio in cui si fosse venuto a trovare. Quando Amos gli aveva chiesto come mai non si fosse fatto mettere degli impianti, Cohen aveva detto loro che l'incidente in cui aveva perso la vista aveva anche bruciato il nervo ottico. La terapia di rigenerazione nervosa che avevano tentato era fallita e aveva anzi rischiato di ucciderlo con un tumore al cervello sfuggito al controllo medico. L'interfaccia che consentiva al suo cervello di tradurre le informazioni di spettro sonoro in un ambiente funzionalmente tridimensionale, per, gli conferiva anche una straordinaria abilit nel modellare gli effetti visivi. Mentre Monica intesseva la narrazione della vita di Holden in seguito alla distruzione della Canterbury, Cohen ne creava meravigliose rappresentazioni visive. A un certo punto aveva mostrato all'equipaggio il breve spezzone di un video in cui Holden descriveva la fuga da Eros dopo l'iniziale diffusione dell'infezione protomolecolare e durante il quale appariva muoversi lungo i corridoi ricreati in computergrafica di Eros, pieni zeppi di cadaveri.
Una parte di Holden era quasi arrivata ad apprezzare quelle interviste, ma era riuscito a guardare la ricostruzione di Eros soltanto per pochi istanti prima di chiedere a Cohen di spegnerla. Gli era venuta la certezza che, vedendola, avrebbe in qualche maniera evocato Miller, ma non era successo. Non gli piacevano i ricordi che accompagnavano quella storia. La troupe di documentaristi lo assecond, non spingendolo ad andare oltre quanto non fosse disposto ad andare. Il fatto che fossero tanto comprensivi non fece altro che farlo sentire peggio.
Una settimana prima di arrivare all'Anello, raggiunsero la Behemoth. Monica era seduta in plancia insieme al resto dell'equipaggio quando la gigantesca nave dell'APE fu finalmente abbastanza vicina perch i telescopi della Roci potessero coglierne un'immagine sufficientemente nitida. Holden aveva permesso che le restrizioni di accesso imposte alla troupe ospite svanissero gradualmente.
Erano intenti a osservare una lunga carrellata sulla fiancata della Behemoth quando Alex lanci un fischio e indic una protrusione sulla chiglia. Accidenti, capo, i Mormoni sono meglio armati di quel che ricordavo. Quella l sembra proprio la torretta di un cannone elettromagnetico. E sono pronto a scommettere una settimana di dessert che quegli affari sono bocchette lanciarazzi.
La preferivo quando era ancora una nave generazionale replic Holden. Richiam il pannello di combattimento e istru la Rocinante affinch classificasse quel nuovo scafo come corazzata di classe Behemoth e aggiungesse tutte le criticit e le armi al suo profilo di minaccia.
Questo  il genere di furti con cui soltanto un governo pu farla franca disse Amos. Immagino che l'APE sia una roba seria, ormai.
Gi rispose Alex con una risata.
Marte sta avanzando la stessa pretesa con noi osserv Holden.
E se fossimo stati noi a far saltare in aria una loro nave da guerra prima di salpare su questa conchiglia, avrebbero anche qualche argomento a cui appigliarsi ribatt Amos. L'ultima volta che ho controllato, per, i cattivi erano loro.
Naomi non s'inser nella discussione. Era intenta a lavorare sul pannello di comunicazione. Holden cap che si trattava di un problema piuttosto complesso, perch la sentiva canticchiare tra s e s.
Siete gi stati a bordo della Nauvoo, vero? chiese Monica.
No rispose Holden. La Rocinante cominci a elaborare rapidamente dei dati sullo schermo. Il calcolo dell'attuale potenza di fuoco della Behemoth. Ci stavano ancora lavorando la prima volta che siamo stati sulla Stazione di Tycho. Quando ho cominciato a lavorare per Fred Johnson, avevano gi scagliato la Nauvoo contro Eros, ed era in uscita dal sistema solare. Per una volta sono stato a bordo della nave che hanno usato per recuperarla.
Nel frattempo, la Rocinante stava restituendo strane proiezioni. La nave sembrava pensare che la Behemoth non disponesse della resistenza strutturale necessaria per sostenere il numero e la dimensione degli armamenti che le erano stati implementati addosso. Anzi, sembrava pensare che, se la corazzata dell'APE avesse mai usato contemporaneamente almeno due dei suoi cannoni elettromagnetici di classe ammiraglia, esisteva una probabilit pari al trentaquattro percento che lo scafo si lacerasse. Tanto per fare, Holden istru la Roci affinch creasse un pacchetto tattico di combattimento contro la Behemoth e lo invi ad Alex e a Naomi. Probabilmente non ne avrebbero mai avuto bisogno.
Non le piaceva lavorare per l'APE? chiese Monica. Aveva quel sorrisino che le veniva quando faceva una domanda di cui conosceva gi la risposta. Holden sospettava che la documentarista fosse anche una tremenda giocatrice di poker ma, fino a quel momento, non era ancora riuscito a farle giocare una partita.
Diciamo che ho sentimenti contrastanti al riguardo disse, costringendosi a sorridere. A essere il James Holden che Monica voleva e si aspettava. A sacrificarsi alle sue attenzioni perch lasciasse stare gli altri.
Jim? lo chiam Naomi, alzando finalmente gli occhi dal suo pannello. Sai quella perdita di memoria nel sistema di comunicazione a cui davo la caccia da un mese? Sta peggiorando. Mi sta facendo uscire di testa.
Quanto  brutta? chiese Alex.
Fluttua tra lo 0,0021 e lo 0,033 percento rispose lei. Mi tocca riavviare l'intero sistema ogni due giorni, ormai.
Amos scoppi a ridere. E che c'importa? Guarda che io ho una perdita di potenza a prua che  quasi un intero punto percentuale.
Naomi si volt verso di lui e lo squadr accigliata. E perch non me l'hai detto?
Sono pronto a scommettere un mese di salario che si  usurato un cavo conduttore delle luci. Lo tirer via non appena ne avr modo.
Succedono spesso, queste cose? chiese Monica.
Diavolo, no rispose Alex prima che potesse farlo Holden. La Roci  solida.
Gi s'inser Amos.  talmente ben fatta che ci tocca andare in paranoia su stronzate come bolle di memoria incrostate e lampadine merdose, tanto per tenerci occupati. Il sorriso che indirizz a Monica era indistinguibile da quello autentico.
Insomma, non ha risposto alla mia domanda sull'APE disse Monica, girando tutto il sedile per voltarsi verso Holden. Indic il grafico di minaccia che la Roci aveva tracciato per la Behemoth, con gli armamenti che risaltavano come virulente vesciche rosse sullo scafo.  tutto a posto, tra voi?
S, siamo rimasti tutti amici disse Holden. Niente di cui preoccuparsi.
Una luce di prossimit lampeggi quando la Behemoth fece rimbalzare un laser di rilevamento distanziale sullo scafo della Roci. Avevano restituito loro il favore. Non erano laser di puntamento. Solo due navi che si premuravano di non rischiare di avvicinarsi troppo l'una all'altra.
Niente di cui preoccuparsi.
S, come no.

11.

Melba

Stanni era in piedi proprio dietro la spalla sinistra di Melba e guardava il monitor. Sfregava il palmo contro il tessuto scivoloso dei suoi pantaloni da lavoro come se stesse cercando di lenire un crampo a un quadricipite. Melba aveva imparato a interpretarlo come un segno di nervosismo da parte sua. L'angusta architettura della Cerisier li costringeva a stare cos vicini che lei poteva avvertire il sottile calore del corpo dell'uomo contro la nuca. In qualunque altro contesto, essere cos vicino a un uomo avrebbe voluto dire che condividevano un momento intimo. Qui non voleva dire nulla. Lei non lo trovava nemmeno irritante.
Mira disse Stanni agitando la mano. L. Proprio l.
Il monitor era vecchio, con un pixel verde che brillava costante nell'angolo inferiore destro dove si era creato un bug continuo irreparabile e non valeva la pena di rimpiazzarlo. La definizione era comunque migliore di un terminale palmare. A un occhio non esperto, il profilo di fabbisogno energetico della nave della marina delle Nazioni Unite Thomas Prince poteva sembrare il risultato di un ECG, una lettura sismologica o la rappresentazione visiva della registrazione di un bhangra. Ma erano passate settimane - mesi ormai - e l'occhio di Melba era diventato esperto.
Lo vedo disse, mettendo il dito sul picco. E non riusciamo a capire da dov' venuto?
Che io sia dannato disse Stanni, sfregandosi la coscia. Lo vedo, ma non capisco cosa sto guardando.
Melba si pass la lingua dietro i denti, concentrandosi e cercando di ricordare quello che aveva imparato dai tutorial sul tracciamento dei picchi energetici. In uno strano modo, la sua inesperienza si era trasformata in una risorsa per la squadra. Stanni e Ren, Bob e Soledad, avevano tutti quanti pi esperienza sul campo di lei, ma lei aveva imparato le basi solo da poco. A volte riconosceva qualcosa di semplice che tutti loro avevano saputo, una volta, e che soltanto lei non aveva ancora dimenticato. La sua analisi era pi lenta ma non saltava nessun passaggio, perch non sapeva quali passaggi si potessero saltare.
 cominciato con l'inversione di accelerazione? chiese lei.
Stanni grugn come per una fitta di dolore improvviso.
Quando hanno toccato gravit zero uno dei regolatori si  azzerato disse lui. Almeno non  nulla di serio. Sarebbe imbarazzante far saltare in aria tutti i loro predicatori y sa. Toccher tornare di nuovo l e darci un'occhiata, per.
Melba annu e si appunt mentalmente di leggere tutto ci che richiedeva quella procedura. Tutto quello che sapeva era l'ovviet ripetuta in tre delle sue lezioni introduttive: quando una nave fermava la propulsione a met di un viaggio, ruotava e iniziava ad accelerare nella direzione opposta, era un momento che richiedeva un'attenzione speciale.
Lo metter in rotazione disse lei tirando fuori il programma della squadra. C'era un buco dieci giorni dopo, e ci sarebbe stato abbastanza tempo per far di nuovo visita alla nave. Anner il riquadro, lo contrassegn e lo invi a tutto il gruppo. Sembrava tutto cos facile e naturale; il genere di cose che aveva fatto per tutta la vita. E in un certo senso era proprio cos.
La flottiglia era giunta all'ultimo tratto del suo viaggio. Avevano superato l'orbita di Urano settimane prima e il sole era una stella brillante in un abisso schiacciante di cielo notturno. Tutti i pennacchi infuocati dei propulsori puntavano verso l'Anello ora, smorzando gradualmente l'accelerazione delle navi minuto dopo minuto. Bench fosse una procedura standard per le navi a propulsione Epstein, Melba non riusciva a scrollarsi di dosso la sensazione che stessero tutti cercando di fuggire dalla loro destinazione, e che vi fossero invece trascinati contro la loro volont.
A meno che non si parlasse di lavoro, l'unica conversazione - in mensa, tra gli attrezzi della palestra o a bordo delle navette che andavano e venivano dalle navi su cui effettuavano la manutenzione - verteva sull'Anello. Le navi scientifiche marziane e la loro scorta erano gi l, a scrutare nel vuoto. Non era stato diffuso nessun rapporto ufficiale, perci le dicerie spuntavano come funghi. Ogni raggio di luce che passava attraverso l'Anello e colpiva qualcosa rimbalzava indietro, proprio come nello spazio normale. Ma alcune costanti variavano in maniera preoccupante man mano che ci si avvicinava. La radiazione di fondo che giungeva dall'interno dell'Anello era pi antica del big bang. Girava voce che, ascoltando attentamente le interferenze provenienti dall'altro lato dell'Anello, si potevano sentire le voci dei morti di Eros. Le voci dei dannati. Melba percepiva il terrore nella voce degli altri, aveva visto Soledad farsi il segno della croce quando pensava che nessuno la stesse guardando, avvertiva il peso opprimente di quell'oggetto. E capiva la loro crescente paura, non perch la provasse anche lei ma perch si stava inesorabilmente avvicinando al proprio punto di rottura.
La mostruosa nave da guerra dell'APE era in viaggio e sarebbe arrivata presto, quasi contemporaneamente alla flottiglia terrestre. Non era ancora una questione di giorni, ma lo sarebbe stata presto. La Rocinante aveva gi superato la Behemoth, pi lenta e pesante. Lei e Holden si stavano allontanando dal dominio del sole e ben presto le loro strade si sarebbero incrociate. Poi ci sarebbe stato l'attacco e la pubblica umiliazione di James Holden e, con essa, la sua morte. Dopodich...
Era strano pensare a un dopo. Pi ci pensava, pi riusciva a immaginarsi mentre si lasciava ricadere senza difficolt nella vita di Melba. Non c'era alcun motivo per non farlo. Clarissa Mao non aveva nulla, non aveva potere su nulla, non era nulla. Melba Koh, perlomeno, aveva un lavoro. Una storia. Era un pensiero piacevole, reso pi bello dal fatto che era impossibile. Sarebbe tornata a casa, sarebbe tornata a essere Clarissa e avrebbe fatto tutto ci che poteva per ristabilire il buon nome della sua famiglia. L'onore lo richiedeva. Se fosse rimasta, avrebbe significato essere come Julie.
Crescendo, Clarissa aveva ammirato e detestato sua sorella maggiore. Julie, quella carina. Quella intelligente. La campionessa delle corse. Julie, quella che riusciva a far ridere pap. Julie, quella che non sbagliava mai. Petyr era pi giovane di Clarissa e cos sarebbe stato sempre meno importante. I gemelli Michael e Anthea erano sempre stati in un mondo a parte: si scambiavano battute e commenti che capivano solo loro, cos a volte sembravano ospiti a lungo termine della famiglia piuttosto che parte di essa. Julie era la pi grande, quella che avrebbe voluto essere Clarissa. Quella da battere. Clarissa non era stata l'unica che vedeva Julie in quel modo. Anche sua madre condivideva quei pensieri. Era ci che le accomunava di pi.
E poi era successo qualcosa. Julie li aveva abbandonati tutti: si era tagliata i capelli, aveva lasciato la scuola ed era scomparsa nel nulla. Ricord suo padre che apprendeva la notizia durante la cena. Stavano mangiando kaju murgh kari nella sala da pranzo informale che dava sul parco. Lei era appena tornata dalla sua lezione di equitazione e puzzava ancora un po' di cavallo. Petyr stava parlando di matematica come al solito, annoiando tutti quanti, quando sua madre aveva alzato lo sguardo dal piatto con un sorriso e aveva annunciato che Julie aveva scritto una lettera per dire che abbandonava la famiglia. Clarissa era rimasta a bocca aperta. Era come dire che il sole aveva deciso di diventare un politico oppure che quattro aveva deciso di essere otto. Non era del tutto incomprensibile, ma ci andava molto vicino.
Suo padre aveva riso. Aveva detto che era una fase. Julie era andata a vivere come la gente comune e ad annusare un po' il mondo; una volta che ne avesse avuto abbastanza, sarebbe tornata a casa. Ma Clarissa gli aveva letto negli occhi che lui stesso non ci credeva. La sua ragazza perfetta se n'era andata. Aveva rifiutato non solo lui ma la sua famiglia. Il loro nome. Da quel momento in avanti, anacardi e curry avevano sempre avuto il sapore della vittoria.
E cos Melba doveva essere messa da parte quando avesse portato a termine il suo compito. Chiusa in una cassa da seppellire o bruciare. Clarissa sarebbe potuta andare a vivere con uno dei suoi fratelli. Petyr aveva una nave tutta sua, ora. Lei poteva lavorarci come ingegnere elettrochimico, pens con un sorriso. O, nel peggiore dei casi, stare con sua madre. Se avesse detto loro cosa aveva fatto, come aveva salvato il buon nome della famiglia, Clarissa avrebbe potuto cominciare a ricostruire la compagnia. Ricreare il loro impero nel proprio nome. Forse perfino liberare suo padre dalla prigionia e dall'esilio.
Il pensiero la fece sentire al contempo stanca e speranzosa.
Un clangore fragoroso e il suono distante di una risata la riportarono in s. Riesamin il programma di manutenzione per il ciclo dei dieci giorni successivi - manutenzione per i sistemi elettrici delle tre navi da guerra minori e un inventario fisico delle schede elettriche - segn l'ora della nave e spense il terminale palmare. La mensa era mezza piena quando ci arriv: i membri di una mezza dozzina di altre squadre mangiavano assieme, parlavano e guardavano le notizie che venivano trasmesse sull'Anello e su loro stessi che andavano a incontrarlo. Soledad era seduta da sola, con lo sguardo fisso sul suo terminale palmare mentre mangiava un impasto grigio marrone che assomigliava a feci ma aveva il profumo del miglior manzo cucinato al mondo. Melba s'imponeva di pensarlo come un pat e allora non era cos male.
Melba prese un vassoio e un bulbo di acqua al limone e scivol al tavolo di fronte a Soledad. Gli occhi dell'altra donna guizzarono verso l'alto con un sorriso lieve ma genuino.
Ehi, capo disse. Come va?
Una crema. Melba sorrise. Sorrideva pi di Clarissa. Quello era un pensiero interessante. Cosa mi sono persa?
Un rapporto da Marte. Dati, stavolta. Ha presente, quella nave che  passata? Non  alla deriva.
Davvero? disse Melba. Dopo che avevano captato quel flebile segnale dalla navicella rabberciata che aveva dato inizio a tutto quanto, l'ipotesi era stata che fosse stata danneggiata da qualcosa che viveva dall'altro lato dell'Anello. Che stesse galleggiando nello spazio.  sotto tensione?
Forse rispose Soledad. I dati mostrano che si sta muovendo, e molto pi lentamente di quando  entrata. E le sonde che hanno inviato all'interno? Anche una di quelle  stata presa. Accelerazione normale e poi bam, ferma. Il segnale  incasinato, ma sembra che sia la stessa traiettoria su cui si trova la navicella. Come se le stessero... portando nello stesso posto. O qualcosa del genere.
Bizzarro disse Melba. Ma suppongo che dobbiamo aspettarci cose bizzarre. Dopo Eros.
Mio padre era su Eros disse Soledad e Melba avvert una strana contrazione della gola. Lavorava in uno dei casin. La sicurezza doveva accertarsi che nessuno truccasse i giochi, giusto? C' stato quindici anni. Ha detto che sarebbe andato in pensione l, si sarebbe comprato un buco in un posto dove si pesa un po' di meno e si sarebbe goduto i suoi risparmi.
Mi dispiace.
Soledad scroll le spalle.
Tutti muoiono disse in tono burbero, poi si pass il dorso della mano contro gli occhi e torn a voltarsi verso lo schermo.
Mia sorella era l disse Melba. Era la verit e pi della verit. Mia sorella fu tra i primi a essere presa.
Merda esclam Soledad alzando di nuovo lo sguardo su di lei e dimenticando il terminale.
Gi.
Rimasero in silenzio per un lungo istante. A un altro tavolo, un cinturiano appena ventenne sbatt le ginocchia contro il bordo di un tavolo e inizi a imprecare contro i tarchiati progettisti terrestri, con gran divertimento dei suoi amici.
Pensi che siano ancora l? disse piano Soledad, indicando il terminale con un cenno del capo. C'erano quelle voci. Le trasmissioni provenienti da Eros. Sa... dopo. Erano persone, giusto?
Sono morti disse Melba. Tutti quelli che erano su Eros sono morti.
O, comunque, cambiati disse Soledad. Un tizio diceva che ha tolto loro la programmazione, giusto? I loro corpi. I loro cervelli. Penso che forse non siano mai davvero morti. Solo ricreati, ha presente? E se i loro cervelli non avessero mai smesso di funzionare e fossero solo...
Scroll le spalle in cerca di una parola, ma Melba sapeva cosa intendeva. Il cambiamento, perfino quello profondo, non era lo stesso della morte. Lei ne era una prova sufficiente.
Ha importanza?
E se loro anime non si fossero mai liberate? disse Soledad con vero dolore nella voce. E se le avesse prese tutte, eh? Sua sorella. Mio padre. E se non fossero morti e l'Anello avesse ancora tutte le loro anime?
Le anime non esistono, pens Melba con una punta di compassione. Siamo involucri di carne con un po' di elettricit che le attraversa. Niente fantasmi, niente spiriti, niente anime. L'unica cosa che sopravvive  la storia che la gente racconta su di te. L'unica cosa che conta  il tuo nome.
Quel genere di pensiero era caratteristico di Clarissa. Il tipo di cosa che avrebbe detto suo padre. Non lo disse ad alta voce.
Magari  per questo che la Terra sta portando l tutti quei preti disse Soledad prendendo una cucchiaiata del suo cibo. Per dare riposo a tutte quelle anime.
Qualcuno dovrebbe farlo concord Melba, poi torn al suo pasto.
Il suo terminale palmare trill: era Ren che chiedeva una conversazione privata. Melba si accigli e accett il collegamento.
Cosa c'?
La sua voce, quando giunse, era tesa.
Ho trovato qualcosa e mi chiedevo se potesse darci un'occhiata. Un'anomalia.
Arrivo disse Melba. Chiuse il collegamento e trangugi l'impasto di carne che rimaneva in due grossi bocconi, poi lasci cadere il vassoio nel riciclaggio mentre usciva. Ren era a una postazione in una delle stive di carico. Era uno dei nuovi spazi che disponeva di un soffitto sufficientemente alto da permettergli di lavorare senza essere costretto ad accucciarsi. Attorno a lui, casse di plastica blu erano fissate al pavimento o l'una all'altra con potenti elettromagneti. I passi di Melba erano l'unico rumore nella sala.
Cos'ha trovato? gli chiese.
Lui fece un passo indietro e indic il monitor con un cenno del capo.
I dati di filtraggio dell'aria dalla Seung Un rispose.
Melba si sent gelare il sangue nelle vene.
Perch? disse in tono troppo brusco, troppo rapido.
Sta accumulando parecchie anomalie. Mi ha messo una pulce all'orecchio. Sto controllando il profilo ed  tutta roba ad alta energia. Nitroeteni y sa.
Melba non ci aveva pensato. Sapeva che le navi effettuavano dei monitoraggi passivi dei gas, ma non le era mai venuto in mente che le molecole vaganti del suo esplosivo potessero restare bloccate nei filtri o che qualcuno si sarebbe premurato di controllare. Ren scambi il suo silenzio per confusione.
Ho creato un profilo disse. Corrisponde per il novanta percento a un esplosivo plasmabile.
Insomma, hanno esplosivi a bordo disse Melba.  una nave da guerra. Gli esplosivi fanno parte della loro dotazione, giusto? Disperazione e imbarazzo si davano battaglia nel suo petto. Aveva fatto un casino. Avrebbe soltanto voluto che Ren stesse zitto, non dicesse le cose che stava dicendo. Che avrebbe detto.
Ce n' pi di quanto ne userebbero per scavi e operazioni minerarie disse lui. Quel ponte l'ha ispezionato lei. Si ricorda di aver visto nulla di strano? Magari era difficile da notare. Questa roba  inerte finch non entra in contatto con l'aria.
Pensa che sia una bomba? chiese lei.
Ren scroll le spalle.
Gli interni trasportano un intero carico di gekke. Un tizio ha cercato di darsi fuoco. Un'altra  tipa in sciopero della fame. E quel coyo che ha fatto quella cosa con la videocamera.
Non  stata una cosa politica disse lei.  un artista.
Quello che intendo  che abbiamo messo assieme un sacco di tipi diversi di persone che pensano un sacco di tipi diversi di cose. Non tira fuori il meglio della gente. Quando ero ragazzo, ho visto il mio eltern mettere fine a un matrimonio per via del fatto che il madhi sarebbe stato un cinturiano. E ognuno sa bene che tutti quanti, gi nel pozzo, stanno a guardare. Quel genere di attenzione cambia le persone e non le rende migliori. Magari qualcuno sta progettando qualche gesto eclatante, si no?
Ha allertato la loro sicurezza? chiese lei.
Ho prima contattato lei. Ma con una roba del genere, shikata ga nai. Dobbiamo farlo.
Devo ucciderlo, pens lei come se qualcuno le sussurrasse all'orecchio. Sapeva come farlo. L'avrebbe indotto a guardare lo schermo, a incurvarsi appena un poco. Quel tanto che bastava a esporre la nuca. Poi si sarebbe premuta la lingua contro il palato, titillandolo un po' le ruvide papille gustative, e la forza sarebbe arrivata. Lo avrebbe spezzato proprio l e poi... lo avrebbe riportato ai suoi alloggi. Poteva sgombrare il suo armadio, ficcarcelo dentro. E c'era il sigillante per imballaggi che avrebbe impedito alla puzza del corpo di fuoriuscire. Avrebbe inoltrato un rapporto in cui diceva che era scomparso. Poteva fingere di essere confusa quanto chiunque altro. Una volta che avesse abbandonato la stanza e lo avessero trovato, Melba sarebbe gi stata lontano. E quand'anche avessero capito che era stata sempre lei a piazzare la bomba, avrebbero presunto semplicemente che era uno degli agenti di Holden.
Ren la stava guardando con miti occhi castani e i capelli color carota raccolti in una sottile coda di cavallo che lasciava esposta la pelle del collo. Melba lo rivide mentre le spiegava il funzionamento degli smorzatori di tensione. Ripens alla dolcezza nella sua espressione. Alla sua gentilezza.
Mi dispiace, pens. Non  colpa mia. Devo farlo.
Ricontrolliamo i dati disse, angolando il suo corpo verso il monitor. Mi mostri dove sono le anomalie.
Lui annu, girandosi assieme a lei. Come ogni cosa sulla Cerisier, i controlli erano progettati per qualcuno un po' pi basso di Ren. Lui dovette chinarsi un po' per raggiungerli. Melba avvert un senso di pesantezza alla base del collo, dentro la gola. Era una sensazione terribile, come di affogare. La coda di cavallo di Ren si spost, tirata da una parte. Proprio dove la sua spina dorsale incontrava il cranio c'era un neo, marrone e ovoidale, come un bersaglio.
Allora, sto guardando questo rapporto qui disse lui, picchiettando lo schermo.
Melba premette la lingua contro il palato. E Soledad? Era presente quando Ren l'aveva chiamata. Sapeva che Melba era andata a incontrarlo. Forse avrebbe dovuto uccidere anche lei. Dove avrebbe messo quel corpo? Doveva essere un incidente. Qualcosa di plausibile. Non poteva permettere che la fermassero. Era cos vicina.
Non aumenta, per disse lui. I livelli sembrano stabili.
Melba rigir la lingua in senso antiorario una volta, poi si ferm. Prov un senso di vertigini. Aveva il fiato corto. Forse era una perdita da una delle ghiandole artificiali, in anticipo sul rilascio. Ren stava parlando ma lei non riusciva a sentirlo. Il rumore del suo stesso respiro e del sangue nelle orecchie era troppo forte.
Devo ucciderlo. Le tremavano le dita. Il cuore le palpitava. Lui si volt verso di lei ed espir dalle narici. Non era una persona. Era solo un sacco di carne con un po' di elettricit. Melba poteva farlo. Per suo padre. Per la sua famiglia. Andava fatto.
Quando Ren parl, la sua voce sembr arrivare da lontano.
Was denkt tu? Vuole chiamare lei o preferisce che lo faccia io?
La mente di Melba si muoveva troppo rapidamente e troppo lentamente. Lui le stava chiedendo se dovevano informare la Seung Un della bomba. Era quello che intendeva.
Ren? disse lei. La sua voce suonava piccola, querula. Era la voce di qualcuno molto pi giovane di lei. Una persona molto spaventata o molto triste. La preoccupazione si diffuse nella sua espressione e le fece aggrottare le sopracciglia.
Ehi? Tutto a posto, capo?
Lei tocc lo schermo con la punta del dito.
Guardi di nuovo disse piano. Guardi meglio.
Ren si volt, chinandosi sui dati come se l ci fosse qualcosa da scoprire. Lei osserv il suo collo piegato come avrebbe potuto fare con una statua in un museo: un oggetto. Nient'altro. Gir la lingua contro il palato per due volte e la calma cal su di lei.
Il collo di Ren schiocc quando si ruppe, mentre i dischi cartilaginosi si strappavano e il fascio di nervi e di tessuto connettivo in cui scorreva la sua vita si disgregava. Melba continu a colpire la base del cranio fino ad avvertire l'osso che cedeva sotto il suo palmo, poi arriv il momento di spostare il corpo. Rapidamente. Prima che entrasse qualcuno. Prima che giungesse lo schianto.
Per fortuna, c'era solo poco sangue.

12.

Anna

Due ore di incontro di preghiera intrafede e, per la prima volta nella sua vita, Anna era stanca di pregare. Aveva sempre trovato grande conforto nella preghiera. Un profondo senso di contatto con qualcosa di infinitamente pi vasto di lei. I suoi amici atei lo definivano meraviglia di fronte all'infinit del cosmo. Lei lo chiamava Dio. Non era infastidita dal fatto che, forse, parlavano della stessa cosa. Poteva darsi che lei stesse rivolgendo le sue preghiere a un universo freddo e indifferente che non le ascoltava, ma non era cos che si sentiva. La scienza aveva dato molti doni all'umanit e lei li teneva in gran considerazione. Ma l'unica cosa importante che aveva portato via era il valore dell'esperienza soggettiva e personale. Quella era stata sostituita dall'idea che solo concetti misurabili e verificabili avessero valore. Gli umani, per, non funzionavano in quel modo e Anna sospettava che ci fosse vero anche per l'universo. A immagine di Dio', dopotutto, era un precetto della sua fede.
Sulle prime, l'incontro era stato piacevole. Padre Michel aveva una bella voce profonda che era diventata suadente con l'et, come il vino buono. La sua lunga e sentita preghiera a Dio perch guidasse coloro che avrebbero studiato l'Anello le aveva fatto correre i brividi lungo la spina dorsale. Segu un anziano della Chiesa dell'umanit ascendente che aveva guidato il gruppo tra diverse meditazioni ed esercizi respiratori che avevano lasciato ad Anna un senso di energia e ristoro. Aveva preso un appunto sul suo terminale palmare di scaricare una copia del loro libro sulla meditazione e dargli una letta. Non tutte le fedi e le tradizioni rappresentate a bordo fecero a turno, naturalmente. L'imam non voleva pregare di fronte a non musulmani, anche se tenne un breve discorso in arabo che qualcuno tradusse e lei ascolt attraverso l'auricolare. Quando termin con Allah hu akbar, diverse persone tra i presenti lo ripeterono. Anna fu una di loro. Perch no? Sembrava cortese ed era un sentimento che condivideva.
Ma dopo due ore, perfino la pi sentita e poetica delle preghiere aveva cominciato a stancarla. Inizi a contare le cupolette di plastica che nascondevano il sistema antincendio. Era diventata brava a notarle dopo quel tentato suicidio al primo ricevimento. Si ritrov a vagare con la mente, pensando al messaggio che avrebbe mandato a Nono pi tardi. La poltroncina su cui sedeva aveva una debolissima vibrazione che riusciva quasi a udire, rimanendo immobile. Doveva trattarsi del gigantesco propulsore della nave e, mentre Anna tendeva l'orecchio alla sua ricerca, inizi a svilupparsi in una pulsazione ritmica. La pulsazione si trasform in musica e lei cominci a canticchiare sottovoce. Si ferm quando un episcopaliano seduto accanto a lei si schiar piccato la gola.
L'intervento di Hank Cortez era stato inserito per ultimo, naturalmente. Nelle settimane e nei mesi in cui Anna era stata sulla Prince, era diventato evidente che, sebbene nessuno fosse ufficialmente a capo del consesso interfede della spedizione verso l'Anello, il dottor Hank era trattato come una specie di primus inter pares'. Anna sospettava che fosse dovuto agli stretti legami con il segretario generale, che aveva dato l'impulso all'intera missione. Sembrava anche essere amico di molti importanti artisti, politici e consulenti economici nel contingente civile del gruppo.
La cosa non la infastidiva. Per quanto una comunit potesse prendere l'abbrivio su basi egualitarie, qualcuno finiva sempre per assumere un ruolo di comando. Meglio il dottor Hank di lei.
Quando la sacerdotessa neo Wiccan di turno sul podio termin finalmente i suoi riti, il dottor Hank non si vedeva da nessuna parte. Anna si trov a sperare che la funzione di preghiera terminasse prima del previsto.
Invano. Il dottor Hank fece il suo ingresso nell'auditorium seguito da una troupe con una telecamera e si diresse con incedere trionfale verso il podio, come un attore che salisse su un palco. Fece guizzare il suo sorriso scintillante sull'uditorio, assicurandosi di terminare verso la parte in cui si era posizionata la troupe.
Fratelli e sorelle, disse chiniamo il capo, offriamo i nostri ringraziamenti all'Onnipotente e cerchiamo il Suo consiglio e la Sua guida mentre ci avviciniamo sempre pi alla fine di questo storico viaggio.
Riusc a farneticare su quel tenore per altri venti minuti.
Anna ricominci a canticchiare tra s e s.
Dopo, Anna incontr Tilly per pranzo alla mensa degli ufficiali che era stata riservata per uso civile. Anna non era del tutto certa di come fosse finita a essere la migliore e unica amica di Tilly durante il viaggio, ma la donna le si era attaccata dopo il loro primo incontro e si era insinuata come una zecca. No, non era del tutto corretto. Anche se l'unica cosa che lei e Tilly avevano in comune era il carbonio alla base della propria matrice biologica, nemmeno Anna aveva molti amici sulla nave. E bench Tilly potesse sembrare volubile ed esasperante, poco a poco Anna era riuscita a sbirciare oltre la sua maschera, scoprendo la donna profondamente solitaria che celava. Gli indecenti contributi di suo marito alla campagna per la rielezione del segretario generale erano bastati a comprarle un posto sul volo come consulente civile. Non aveva altro scopo nella missione se non quello di farsi vedere l, come un prolungato promemoria dell'enorme ricchezza e potere di suo marito. Il fatto che non avesse altro da offrire al gruppo non faceva che renderlo pi evidente. Lei lo sapeva bene, e cos tutti gli altri. La maggior parte degli altri civili sul volo la trattavano con malcelato disprezzo.
Mentre attendevano che il loro cibo arrivasse, Tilly si ficc una pastiglia in bocca e la mastic. Un debole odore di nicotina e menta riemp l'aria. Era vietato fumare su una nave militare, ovviamente.
Com' andata la tua cosa? domand Tilly, giocando con la sua scatoletta d'argento per le pillole intarsiata e guardandosi attorno per la stanza. Indossava un completo pantaloni e blusa che probabilmente costava pi della casa che Anna aveva su Europa. Era il genere di cose che indossava quando voleva apparire informale.
L'incontro di preghiera? disse Anna. Bene. E poi non tanto bene. Lungo. Molto, molto lungo.
Tilly la guard: quella sincerit aveva attirato la sua attenzione. Dio, se ti capisco. Nessuno sa blaterare come un sant'uomo che ha davanti un pubblico intrappolato. Be', forse un politico.
Il pasto arriv, portato da un marinaio che fungeva da cameriere per i civili VIP. Anna si domand cosa ne pensasse. L'esercito delle Nazioni Unite era completamente composto da volontari. Probabilmente si era immaginato come sarebbe stata la sua vita da militare e lei dubitava che avesse pensato questo. Il marinaio pos con attenzione il cibo davanti a loro con la facilit che derivava da lungo esercizio, rivolse a entrambe un sorriso e scomparve di nuovo nella cucina.
Cambusa. Sulle navi la chiamavano cambusa.
Tilly spizzic svogliatamente una caprese con pomodoro coltivato a terra e vera mozzarella che Anna su Europa si sarebbe potuta permettere solo vendendo un rene, poi disse: Hai saputo niente da Namono?
Anna annu mentre terminava di masticare il suo boccone di tofu fritto. Ho ricevuto un altro video ieri sera. In ognuno Nami  sempre un po' pi grande. Si sta abituando alla gravit, ma i farmaci la rendono pi irritabile. Stiamo pensando di smettere di somministrarglieli prima, anche se cos dovr fare pi fisioterapia.
Oh, poverina esclam Tilly. Suonava pi come una formalit che altro. Anna attese che cambiasse argomento.
Robert non si fa sentire da una settimana, ormai disse Tilly. Sembrava rassegnata, pi che triste.
Non penserai che...
Mi stia tradendo? concluse Tilly con una risata. Magari. Almeno sarebbe interessante. Quando si rinchiude in ufficio alle due di notte, sai cosa lo scopro a controllare? Rapporti di affari, quotazioni di titoli, fogli contabili. Robert  la creatura meno sessuale che abbia mai incontrato. Almeno finch non inventeranno un modo per scopare il denaro.
L'uso noncurante della volgarit da parte di Tilly aveva smesso presto di infastidire Anna. Non c'era rabbia in quelle parole. Come molte delle cose che Tilly faceva, le sembrava pi che altro un modo per farsi notare. Per far s che la gente le prestasse attenzione. Come va la campagna? chiese Anna.
Esteban? E chi lo sa? Il lavoro di Robert  di essere ricco e avere amici ricchi. Sono certa che quella parte sta andando benissimo.
Mangiarono in silenzio per un po', quindi, senza pensarci su, Anna disse: Non penso che sarei dovuta venire.
Tilly annu con espressione seria, come se Anna le avesse appena citato il vangelo. Nessuno di noi sarebbe dovuto venire.
Preghiamo, ci facciamo fotografare e organizziamo seminari sulla cooperazione interfede continu Anna. Sai di cosa non parliamo mai?
Dell'Anello?
No. Cio, s. Voglio dire che parliamo dell'Anello in continuazione. Cos', a cosa serve, perch la protomolecola l'ha creato.
Tilly spinse via la caprese e inger un'altra pillola. Allora cosa?
Di quello che pensavo fossimo venuti a fare qui. Parlare di quello che significa. Ci sono quasi cento leader spirituali e teologi su questa nave. E nessuno di noi parla di ci che significa l'Anello.
Per Dio?
Be', quantomeno su Dio. L'antropologia teologica  molto pi semplice quando gli umani sono gli unici ad avere un'anima.
Tilly chiam il cameriere e ordin un cocktail che Anna non aveva mai sentito. Il cameriere pareva conoscerlo, per, e schizz via a prenderlo. Sembra essere il genere di cose per cui serve un drink disse. Va' avanti.
Ma come si inserisce la protomolecola in tutto ci?  viva? Ci uccide, ma costruisce anche strutture straordinarie che sono incredibilmente avanzate.  uno strumento usato da qualcuno pi simile a noi, solo pi intelligente? E, in tal caso, si tratta di creature con un senso del divino? Hanno una fede? E a cosa assomiglia?
Sempre che derivino dallo stesso Dio disse Tilly, usando una cannuccia corta per mischiare il suo drink e poi prenderne un sorso.
Be', per alcuni di noi ne esiste solo uno replic Anna, poi chiese del t al cameriere. Mette in discussione l'intero concetto di Grazia. Be', non del tutto, ma come minimo lo complica. Le cose che hanno creato la protomolecola sono intelligenti. Questo significa che hanno un'anima? Invadono il nostro sistema solare, ci uccidono indiscriminatamente, rubano le nostre risorse. Tutte cose che considereremmo peccati se fossimo noi a farle a loro. Significa che hanno perso la grazia di Dio? Cristo  morto anche per loro? Oppure sono intelligenti ma privi di anima, e tutto ci che la protomolecola ha fatto  come un virus che fa quello per cui  programmato?
Un gruppo di operai in tute civili entr nella mensa e si mise a sedere. Ordinarono cibo al cameriere e presero a parlare rumorosamente tra loro. Anna lasci che la distraessero mentre la sua mente rimuginava sulle preoccupazioni che non si era concessa di esporre prima di allora.
E in effetti  tutto piuttosto teorico, perfino per me continu. Forse nulla di tutto ci dovrebbe avere la minima importanza per la nostra fede, e invece ho la netta sensazione che ce l'avr. Per molte persone questo avr importanza.
Tilly continuava a sorseggiare il suo drink: Anna sapeva per esperienza che significava che stava prendendo sul serio quella conversazione. Ne hai parlato con qualcuno? chiese Tilly, esortandola a continuare.
Cortez si comporta come se fosse al comando rispose Anna. Il suo t arriv e lei ci soffi sopra per un po' per raffreddarlo. Immagino che dovrei parlare con lui.
Cortez  un politico disse Tilly con un sorrisetto condiscendente. Non lasciare che il suo rustico padre Hank ti riempia di stronzate.  qui perch, finch Esteban  in carica, Cortez  un uomo potente. Questo circo mediatico?  tutto soltanto per i voti.
Lo odio disse Anna. Ti credo. Tu capisci tutto questo meglio di me. Ma odio che tu abbia ragione. Che spreco.
Cosa vorresti da Cortez?
Mi piacerebbe organizzare alcuni gruppi. Avere un confronto.
Ti occorre il suo permesso? chiese Tilly.
Anna pens alla sua ultima conversazione con Nono e rise. Quando parl, la sua voce suon pensierosa perfino a lei stessa.
No disse. Immagino di no.
Quella notte, Anna fu destata da un sogno in cui portava Nami sulla Terra e osservava le sue ossa rompersi per lo schiacciamento della gravit. Un allarme stava squillando. Dur solo pochi secondi, poi si ferm. Una voce dal suo pannello di comunicazione disse: Tutti gli uomini alle postazioni di controllo.
Anna suppose che non riguardasse lei, dal momento che non aveva idea di cosa fosse una postazione di controllo. Non ci furono altri allarmi e la voce dal pannello di comunicazione non torn con altri proclami catastrofici, ma essere stata svegliata di soprassalto dal suo incubo l'aveva lasciata completamente sveglia e irritabile. Scese dalla sua branda, mand un breve videomessaggio a Nono e Nami, poi si mise addosso qualcosa.
C'era pochissimo traffico nel corridoio e negli ascensori. I militari che vide sembravano tesi, anche se fu sollevata nel notare che non sembravano particolarmente spaventati. Solo attenti. Vigili.
Non avendo altro posto dove andare, entr nella mensa degli ufficiali e ordin un bicchiere di latte. Quando glielo portarono, fu sorpresa di scoprire che si trattava di latte vero, che a un certo punto era stato munto da una mucca. Quanto stavano spendendo le Nazioni Unite per quel circo mediatico' civile?
Le uniche altre persone nella mensa erano alcuni militari con uniformi da ufficiali e un piccolo capannello di operai edili civili che bevevano caff, stravaccati sulle loro sedie come lavoratori nel mezzo di una notte brava. Una dozzina di tavoli di metallo erano imbullonati al pavimento con sedie magnetiche ai lati. Sulle pareti a schermo scorrevano informazioni per gli ufficiali della nave, tutte cose incomprensibili per lei. Una fila di aperture comunicava con la cambusa, lasciando passare vassoi di cibo, rumori di lavastoviglie industriali e odore di detersivo per pavimenti. Era come sedersi troppo vicino alla cucina in un ristorante molto, molto pulito.
Anna bevve il suo latte lentamente, assaporandone la consistenza ricca e il lusso inconcepibile di quella sostanza. Un campanello suon sul terminale palmare di qualcuno e due degli operai civili si alzarono e se ne andarono. Uno di loro rimase, una donna bella ma dal volto triste che aveva gli occhi abbassati su un terminale sul tavolo con uno sguardo vacuo e perso nel vuoto.
Mi scusi, signora disse una voce alle spalle di Anna, facendola quasi balzare dalla sedia. Un giovane con l'uniforme da ufficiale di marina entr nel suo campo visivo e indic con un gesto goffo la sedia accanto a lei. Le spiace se mi siedo?
Anna si riprese quanto bastava per sorridergli e lui lo interpret come un assenso, accomodandosi rigidamente sulla sedia. Era molto alto per essere un terrestre, con corti capelli biondi e le spalle ampie e la vita stretta che tutti i giovani ufficiali sembravano avere a prescindere dal sesso.
Anna allung la mano sopra il tavolo per stringere la sua e disse: Anna Volovodov.
Chris Williams replic il giovane ufficiale, dando alla sua mano una stretta breve ma salda. E s, signora, so chi  lei.
Ah, s?
S, signora. La mia famiglia, gi in Minnesota,  metodista da che abbiamo memoria. Quando l'ho vista nell'elenco dei civili, mi sono assicurato di ricordare il suo nome.
Anna annu e sorseggi il suo latte. Se il ragazzo l'aveva identificata perch era una ministra della sua fede, allora voleva parlarle come un membro della congregazione. Cambi registro nella sua mente per diventare il pastore Anna e disse: Cosa posso fare per lei, Chris?
Adoro il suo accento, signora ribatt Chris. Sembrava aver bisogno di tempo per sviluppare l'argomento per cui l'aveva avvicinata, cos Anna glielo diede.
Sono cresciuta a Mosca gli disse. Anche se dopo due anni su Europa posso quasi passare per cinturiana, sa sa?
Chris rise e parte della tensione scomparve dal suo volto. Non male, signora. Ma se uno di quei tipi si mette a parlare a macchinetta, non riesco a capire una cosa di ci che dicono quegli smilzi.
Anna scelse di ignorare l'ingiuria. Per favore, niente pi signora'. Mi fa sentire come se avessi cent'anni. Anna, per favore, oppure pastore Anna, se proprio deve.
D'accordo disse Chris. Pastore Anna.
Sedettero assieme per alcuni momenti in un silenzio socievole mentre Anna osservava Chris elaborare ci che gli occorreva dire.
Ha sentito l'allarme, giusto? disse infine. Scommetto che l'ha svegliata.
 il motivo per cui sono qui rispose Anna.
Gi. Postazioni di controllo.  a causa dei polverosi... intendo i marziani, sa.
Marziani? Anna si trov ad avere voglia di un altro bicchiere di quel latte delizioso ma pens che potesse distrarre Chris, per cui evit di fare cenno al cameriere.
Siamo entro la portata degli armamenti di cui dispone la loro flotta, ora disse lui. Per cui siamo sotto allerta. Non possiamo pi condividere lo spazio con i polverosi senza stare in allerta. Non da... Sa, Ganimede.
Anna annu e attese che continuasse.
E quell'Anello, sa, ha gi ucciso qualcuno. Voglio dire, soltanto un fromboliere ossuto e tonto. Ma comunque qualcuno.
Anna gli prese la mano. Lui trasal un poco, ma si rilass quando Anna gli sorrise. Questo la spaventa?
Sicuro. Ma certo. Non  questo, per.
Anna attese, avendo cura di mantenere un'espressione neutra. La bella ragazza civile dall'altra parte della stanza si alz all'improvviso, come se stesse per andar via. Mosse le labbra, parlando tra s e s, poi torn a sedersi, mise le braccia sul tavolo e vi appoggi la testa. Un'altra persona spaventata, che attendeva il passare delle lunghe ore della notte, tutta sola in una stanza piena di gente.
Voglio dire riprese Chris, interrompendo le sue fantasticherie che comunque questo non  tutto.
Che altro? chiese Anna.
Non  stato l'Anello a farci mettere in allerta disse lui. Sono stati i marziani. Perfino con quella cosa l fuori, pensiamo comunque di spararci a vicenda.  una situazione del cazzo. Scusi. Del cavolo.
Verrebbe da credere che dovremmo essere in grado di vedere oltre le nostre differenze umane quando ci troviamo di fronte a una cosa del genere, non  cos?
Chris annu e strinse pi forte la sua mano, ma non disse nulla.
Chris, le andrebbe di pregare insieme a me?
Lui annu e abbass la testa, chiudendo gli occhi. Quando Anna ebbe finito, il giovane disse: So di non essere l'unico metodista sulla nave. Lei tiene... sa, delle funzioni?
Ora s.
Domenica alle dieci nella sala conferenze quarantuno disse Anna, prendendo un appunto mentale di chiedere a qualcuno se poteva usare la sala conferenze quarantuno la domenica mattina.
Vedr se riesco a prendere un permesso disse Chris con un sorriso. Grazie, signora... pastore Anna.
 stato bello parlare con lei, Chris. Mi hai appena dato un motivo per essere qui.
Quando Chris se ne and, Anna scopr di essere molto stanca, pronta per tornare a letto, ma la ragazza graziosa dall'altra parte della stanza non si era mossa. Aveva ancora la testa sepolta tra le braccia. Anna and da lei e la tocc delicatamente sulla spalla. La testa della ragazza scatt all'ins. I suoi occhi erano spiritati, quasi in preda al panico.
Salve disse Anna. Mi chiamo Anna. Lei come si chiama?
La ragazza la fiss come se fosse una domanda difficile. Anna si sedette di fronte a lei.
L'ho vista seduta qui riprese Anna. Ho avuto l'impressione che potesse servirle un po' di compagnia.  normale essere spaventati. Io la capisco bene.
La ragazza scatt in piedi come una macchina malfunzionante. I suoi occhi erano piatti e la testa inclinata. All'improvviso Anna si sent impaurita. Era come se fosse andata ad accarezzare un cane e si fosse ritrovata invece con la mano su un leone. Qualcosa in fondo alla sua testa le diceva: Questa  una persona cattiva. Ti far del male.
Chiedo scusa disse Anna, alzandosi con le mani a mezz'aria. Non intendevo disturbare.
Lei non mi conosce replic la ragazza. Non sa nulla. Aveva le mani strette a pugno lungo i fianchi e i tendini del collo tremavano come corde di chitarra pizzicate.
Ha ragione disse Anna, ancora indietreggiando e dando dei colpetti all'aria con le mani. La prego di scusarmi.
Ora altre persone nella stanza le stavano fissando e Anna prov un'ondata di sollievo per non essere da sola con la ragazza. Quella la fiss tremante per qualche altro secondo, poi schizz fuori dalla stanza.
Ma che cazzo  successo? disse qualcuno alle spalle di Anna con voce sommessa.
Forse anche la ragazza era stata svegliata nel bel mezzo di un incubo, pens Anna. O forse da quell'incubo non si era svegliata affatto.
...
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...
FINE Parte 1.